I 10 punti del programma ECONOMICO della Lega nero su bianco.
I 10 punti del programma ECONOMICO della Lega nero su bianco.

L’ intervista originale è de “Il Foglio” versione cartacea, Libero l’ha messa online.
L’ articolo li riprende come proposta a Berlusconi. In realtà, come abbiamo sempre detto, è una proposta a tutti.

Ecco cosa scrive Libero sul suo sito:

Matteo Salvini ha preso carta e penna e ha scritto al direttore del Foglio, Claudio Cerasa, proponendo i dieci pilastri del programma economico della Lega. Si tratta, spiega il leader del Carroccio, di dieci spunti e dieci provvedimenti che andrebbero fatti con urgenza.

Eccoli.

Primo punto: meno Europa. Nel nome del “Più Europa” si sono accettati provvedimenti che hanno messo in ginocchio la nostra economia. La distruzione della domanda interna attuata con tagli e tasse aveva un solo scopo: riequilibrare la bilancia commerciale che era in costante deficit per colpa di una moneta (l’ euro) troppo forte per la nostra economia. Riducendo i consumi si sarebbe importato di meno senza impattare sulle esportazioni. L’ obiettivo è stato raggiunto ma a costo di mettere in ginocchio il lavoro e la produzione. Il principio che è stato dispiegato con cinismo da un partito che osa dichiararsi di sinistra è che in mancanza di flessibilità di cambio la competitività può essere riconquistata solamente per mezzo dell’ abbattimento dei costi di produzione, vale a dire con la compressione di stipendi e salari. La difesa dell’ euro si attua quindi sulla pelle degli italiani, creando a bella posta disoccupati e fallimenti mentre il riequilibrio potrebbe attuarsi in modo naturale con un cambio flessibile. La prova dell’ importanza del cambio si è avuta con la rivalutazione del franco svizzero che, pur non essendo estrema come l’ euro ha già messo in difficoltà anche un paese efficiente e organizzato come quello elvetico.
Consentire la distruzione del reddito distorce anche il concetto di inflazione come eravamo abituati a considerarlo: infatti anche in presenza di prezzi stabili (o addirittura in calo) se il reddito si riduce fortemente ecco che il potere d’ acquisto svanisce. Un prodotto che costa 100 apparirà doppiamente caro per il lavoratore che sarà stato costretto ad un dimezzamento di stipendio. In pratica 100 per cento di inflazione pur con prezzi immobili. Anche la rata del mutuo, se pur bassa, diventa insostenibile se il reddito si dimezza. Pertanto fuori dall’ euro il prima possibile, possibilmente concordando l’ uscita con i partner europei, per riequilibrare la nostra competitività e riconquistare per mezzo della sovranità monetaria l’ autonomia di manovra per attuare politiche anticicliche. Si intende anche recuperare la nostra democrazia riprendendo l’ autonomia legislativa necessaria per poter attuare ogni azione a tutela del nostro lavoro e della nostra impresa. Le problematiche legate all’ uscita dall’ Euro (che, ricordiamo, potrà essere attuata solo con un’ iniziativa di governo, non certo con un referendum) sono complesse e stiamo da un anno informando capillarmente la popolazione con un manualetto distribuito in centinaia di migliaia di copie e scarica bile gratuitamente sul sito bastaeuro.org.

Secondo punto: più vicini ai piccoli. Il governo Monti -Letta -Renzi ha fatto solo l’ interesse delle grandi imprese globalizzate e delocalizzate, di qui il plauso costante di Confindustria. La Lega invece è conscia che il nostro punto di forza sono le piccole medie imprese che hanno sinora resistito continuando a tentare di produrre sul nostro territorio senza delocalizzare. La nostra politica economica sarà disegnata su di loro con interventi di forte detassazione e semplificazione normativa in modo che, insieme al recupero della sovranità monetaria, produrre in Italia diventi semplice e conveniente. La chiave del nostro modello sarà la produzione domestica, non certo l’ importazione di beni di scarsa qualità prodotti chissà dove. Se molti imprenditori italiani hanno deciso di delocalizzare salvando i propri profitti a scapito dei posti di lavoro si preparino a fare marcia indietro perché è nostra ferma intenzione costruire velocemente le condizioni per un percorso inverso.
In quest’ ottica inoltre ci opporremo con forza al disegno di far diventare le banche popolari facile preda di istituti stranieri: il voto capitario, se pur strumento perfettibile, ha consentito la simbiosi banca -territorio necessaria per la prosperità di intere regioni. In teoria potrebbe diventare un modello addirittura per la futura Banca d’ Italia statale e di proprietà popolare con un’ azione dell’ istituto di emissione inalienabile e assegnata per nascita a tutti i cittadini.

Terzo punto: pagare meno (prima) per pagare tutti (dopo). Il costante aumento delle aliquote ha portato come risultato una costante riduzione della base imponibile con primi preoccupanti segni di calo di gettito in corrispondenza di imposizioni più elevate. Anche in questo caso l’ impostazione della Lega è del tutto contraria e proponiamo una terapia shock per mezzo dello strumento della flat tax. Un’ unica aliquota molto bassa uguale per tutti, con una deduzione fissa su base familiare renderà dichiarare i propri redditi semplice e conveniente.
Anche i controlli saranno semplificati e velocizzati consentendo una verifica a tappeto e di fatto debellando l’ evasione e l’ elusione, non più giustificata vista la ragionevolezza del tributo richiesto e il timore di sanzioni pesantissime. La maggiore contribuzione dei “ricchi” recuperati dall’ area grigia dell’ elusione consentirà lo sgravio per tutti come sempre accaduto ogni volta che questo sistema è stato adottato. Anche qualora non si ottenga lo sperato recupero di elusione ed evasione l’ impatto sul gettito sarebbe limitato, riportando semplicemente la pressione fiscale a livelli vicini a quelli della Germania con conseguente rilancio per l’ economia e aumento delle entrate fiscali. I debiti si ripagano col lavoro e con la crescita: considerare le coperture dei provvedimenti fiscali ex ante senza valutare l’ impatto di tali provvedimenti sull’ economia è un semplice metodo perché nulla mai cambi.

Quarto punto: spendere per produrre. La politica dei tagli di spesa in recessione ha portato solo più disoccupazione e più recessione con la conseguenza di far crescere (invece che calare) i rapporti di debito e di deficit sul Pil, vanificando così ogni sforzo. Spendere per il gusto di farlo però sarebbe una follia dato che la spesa italiana è largamente inefficiente. Occorre sostituire il sussidio alle regioni arretrate (che provoca le enormi disparità di costo a parità di prestazione) con spesa produttiva, in modo da creare lavoro vero. In attesa del rilancio “naturale” dell’ industria con il recupero della sovranità monetaria si potrebbero creare fabbriche e coltivazioni mirate alla produzioni di beni esclusivamente importati da paesi extra Ue. In quest’ ottica rientrerà anche (come extrema ratio) l’ eventuale nazionalizzazione di imprese strategiche e/o produttrici di beni richiesti dal mercato ma momentaneamente in crisi per colpa dell’ Unione Europea. Non possiamo tollerare che si ripetano casi simili alla TRW di Livorno in cui una ditta tedesca, di proprietà pubblica, chiuda improvvisamente uno stabilimento di eccellenza dopo averne duplicato all’ estero i processi industriali e lasciando senza lavoro più di 400 famiglie. La spesa necessaria alla riconversione delle imprese o, nel caso della produzione di beni abitualmente importati, alla copertura della realizzazione “sottocosto” di tali beni (se fosse conveniente produrre a prezzo pieno lo farebbero i privati) consentirà di rimettere in circolo denaro, contrastando al contempo lo squilibrio della bilancia commerciale perché si ridurrebbero le importazioni. Il tutto ovviamente sotto ferreo controllo e trasparente rendicontazione accessibile a tutti per evitare che si ricreino centri di spesa slegati alla performance aziendale di prodiana memoria. In pratica si otterrebbe creando lavoro quello che Monti ottenne distruggendolo.

Quinto punto: politiche anticicliche mirate alla piena occupazione. I governi Monti Letta e Renzi hanno attuato politiche pro cicliche che hanno creato disoccupazione.
In recessione l’ austerità è suicida. I trattati europei (Fiscal Compact in primis) devono essere subordinati alla sostenibilità economica e alla priorità della ricerca della massima occupazione, esattamente come recitano i mandati di banche centrali che agiscono in cooperazione con il governo come ad esempio la Federal Reserve. Lo stato deve pertanto essere in grado di poter avere flessibilità di bilancio (meno tasse o maggior deficit) qualora l’ economia risulti in recessione e il tasso di disoccupazione sia superiore alla disoccupazione fisiologica. A tal proposito abbiamo già provveduto a depositare un emendamento alle leggi di modifica costituzionale attualmente in discussione perché sia sancito il predominio delle necessità economiche dello stato rispetto a qualsiasi trattato europeo.

Sesto punto: abolizione della legge Fornero. Il primo “regalo” di Monti fu la legge Fornero e quindi dev’ essere una delle prime cose ad essere spazzata via. Un sistema previdenziale che diventa contributivo ma al contempo lascia i lavoratori privi di un lavoro e della pensione è assurdo, barbaro e deve essere abolito. Il concetto stesso di pensione contributiva dovrebbe comportare la possibilità di andare in pensione a qualsiasi età, ovviamente con una pensione corrispondente ai contributi versati e attualizzata all’ aspettativa di vita. In buona sostanza in ogni momento il cittadino deve essere libero di poter riavere i propri contributi scegliendo se ottenere un assegno basso ritirandosi dopo meno anni lavorativi oppure una pensione più elevata lavorando più a lungo. Evitare il forzato mantenimento al lavoro di persone in avanzata età aiuterebbe anche il necessario ricambio generazionale. In nessun caso un lavoratore può essere “esodato” senza stipendio e senza pensione.

Settimo punto: no Ttip. Mentre il Pd manda Gianni Pittella in missione con lo scopo di accelerare le trattative sul trattato di apertura transatlantica dei mercati nessuno ha informato delle conseguenze che una simile pazzia potrebbe avere. Spalancare ulteriormente l’ Italia alla concorrenza estera mentre la nostra industria, la nostra agricoltura e il nostro allevamento sono in ginocchio significherebbe dare il colpo di grazia alla nostra economia. Entrare in aree di libero scambio sempre più grandi, con lo svantaggio di una moneta artificialmente sopravvalutata per la nostra economia e, per di più, demandando ad altri le autorità di controllo e sorveglianza equivale a mettere a nuotare i nostri figli in una piscina piena di coccodrilli. Non lo permetteremo. Parimenti rimanderemo al mittente qualsiasi proposta di mutualizzazione del debito usando garanzie reali utili solo ai creditori esteri secondo lo schema previsto dall’ European Redemption Fund.

Ottavo punto: valorizzare le diversità e controllare le frontiere. Il Pd preme per l’ azzeramento degli enti locali in Italia, la ces sione di sovranità a Bruxelles e l’ annegamento globalista in un mondo dominato dalle grandi multinazionali rese “competitive” dalla mano d’ opera a basso prezzo incoraggiata ad invaderci con “mare nostrum” e frontiere aperte. Noi, anche qui, vogliamo l’ esatto contrario. Siamo convinti che il “frullato” di culture e sapori faccia comodo solo a pochi e che invece nella diversità, nelle tradizioni e nelle autonomie locali vi sia la vera ricchezza. Pertanto siamo per uno stop all’ immigrazione incontrollata in assenza di domanda di lavoro e per la valorizzazione e la responsabilizzazione degli enti locali e delle autonomie come strumento di conservazione e tutela delle diversità del nostro territorio e delle nostre culture e tradizioni che saranno la nostra ricchezza una volta ristabilita la normale competitività delle diverse valute.

Nono punto: si può tassare solo se c’ è reddito. Monti Letta e Renzi hanno affrontato l’ aumento della disoccupazione inseguendo i beni dei cittadini con gabelle assurde inventate con la scusa di “trasferire le tasse dal lavoro alle cose”. In realtà questo sistema si è rivelato semplicemente un furto permanente e un modo di far pagare anche i disoccupati. Il principio che proponiamo è molto semplice: non può esserci tassa in assenza di reddito. Pertanto cercheremo metodi per superare tutte le imposte (tranne quelle sul consumo) che possano gravare anche su chi non ha redditi quali ad esempio: Irap, bollo sui risparmi, studi di settore, Imu prima casa (Tasi), acconti Iva ecc. ecc. Anche in questo caso occorrerà ribadire i principi costituzionali di tutela del risparmio e di tassazione legata alla capacità contributiva di ciascuno, intesa giocoforza come esistenza di reddito tassabile.

Decimo punto: superamento del sistema dei trasferimenti fiscali. Mentre tutti sembrano stoltamente applaudire a Tsipras che pretende di mantenere in vita l’ euro e al contempo di vedersi condonati o “ristrutturati” i debiti, in pratica proseguendo un meccanismo assistenziale in Italia ben noto e in cui alcuni sussidierebbero altri in perpetuo noi dovremo prepararci a soluzioni opposte anche quando avremo riconquistato la nostra sovranità. Il “sistema Tsipras” prevede che l’ Italia si ritrovi nella paradossale situazione di essere uno stato in crisi e danneggiato dall’ euro e dall’ Europa ma, nonostante ciò, essere finanziatore di altri stati e dei loro creditori privati. Noi proponiamo un sistema dove nessuno debba pagare per altri e dove ognuno possa essere competitivo con le proprie forze con sistemi di aggiustamento diversi dalla disoccupazione e dalla miseria. Pertanto dopo un iniziale ritorno allo status quo pre euro, necessario per rimettere in piedi il tessuto industriale del nord Italia con l’ aiuto di una valuta più leggera, occorrerà pensare a meccanismi di flessibilità (come ad esempio due monete) per riequilibrare la competitività del sud esattamente nello stesso modo in cui si cerca il recupero della competitività italiana verso la Germania.
Come si può vedere le nostre proposte sono esattamente opposte a quelle applicate dal Pd e anche opposti saranno i risultati. Con Pd più tasse, più debito e più disoccupazione: con la Lega nord meno tasse, meno debito e meno disoccupazione. La difficoltà maggiore è capire che si può scegliere.

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  • Maurizio Del Sole

    Basterebbe veramente poco per rilanciare l’economia e i consumi in Italia, una detassazione della busta paga a favore dei lavoratori si trasformerebbe subito in più potere di acquisto e di conseguenza più produzione e maggior occupazione! Perché se si consuma e di conseguenza si guadagna le aziende investiranno in nuove tecnologie e di conseguenza avranno bisogno di più forza lavoro! Diminuire le tasse farà si che tutti le pagheranno (tranne chi ha proprio il vizio dell’evasione) tutto ciò si tramuterebbe anche un più introiti per lo stato e con maggiori servizi per i cittadini. Hai voglia Renzi a detassare le nuove assunzioni e creare più flessibilità nel lavoro, l’impresa se non produce non se lo prende manco a se glie lo regali il lavoratore perché non saprebbe che farci! Tra l’altro si è visto come i paesi europei con minore disoccupazione sono proprio quelli dove la rigidità della tutela dei lavoratori è più alta, l OCSE dopo un primo studio che affermava il contrario è tornata sui suoi passi ma l’Europa è l’Italia continuano ad essere convinti del contrario! Sta di fatto che se continueremo così tra qualche anno finiremo veramente male! Potevamo già finirco qualche anno fa ma hanno preferito allungare l’agonia.

  • mario massioli

    Prof.Borghi, lei dice cose
    condivisibili,ma è solo. Lei conosce Paolo barnard e la me-mmt con
    100 anni di storia, mi chiedo perchè NESSUNO NE PARLA?

    I ns. Politici, oltre essere in gran
    parte incompetenti,ecc.ecc. Mi sorge il dubbio che I think tank
    (personaggi della troika che preparano I pizzini per I politici che
    vanno di fretta leggere gli scritti di PAOLO BARNARD) stiano
    preparando il terreno favorevole per le multi nazionali.Quando ci
    avranno messi ben bene in ginocchio, acquisteranno I nostri
    stabilimenti, servizi,ecc.ecc. A prezzi stracciati. Consiglio la
    lettura e visione della ME-MMT. E’ MACROECONOMIA CON 100 ANNI DI
    STORIA, TENUTA SEMPRE NASCOSTA SPECIALMENTE NELLE UNIVERSITA’.SE I
    GOVERNI SOVRANI LA ADOTTASSERO AVREMMO LA PIENA OCCUPAZIONE. LA
    ME-MMT E’ FUNZIONALE PER IL 99% DELLA POPOLAZIONE. MENTRE LA
    NEOCLASSICA/NEOMERCANTILE NEOFEUDALE (IN CORSO NON SOLO IN EUROPA)
    E’ FUNZIONALE ALL’1% DELLA POPOLAZIONE.

    LA ME-MMT FRA L’ALTRO AFFERMA: UNO
    STATO SOVRANO CHE HA DISOCCUPAZIONE INVOLONTARIA E’ UNO STATO
    CRIMINALE.

  • mario massioli

    Economisti. O’ notato che tutti i vari
    economisti,hanno la loro teoria economica, anche se grosso modo si
    assomigliano ma hanno sempre punti di vista diversi gli uni dagli
    altri sia di linea neoliberista che keynesiana. Il mio convincimento
    della bontà della ME-MMT, deriva dal fatto che W. Mosler, ultimo
    macroeconomista della me-mmt è l’ultimo di esperienze
    macroeconomiche con circa 100 anni di storia, con
    monetaristi/cartalisti ecc.ecc.

    NB. I vari economisti o macroeconomisti
    menzionati non ricordo i nomi, cercate sul blok di PAOLO BARNARD,
    divulgatore della me-mmt in italia, o visionate su youtube le sue
    numerose conferenze. Oppure http.memmt.info COSTRUIRE IN
    ECONOMIASALVA VITA, SALVA DEMOCRAZIA

  • Quids1n


    Ravviso spesso “buonafede politico-finanziaria” nelle opinioni di chi come Salvini prema per un abbandono della comunità monetaria e rivendichi la possibilità di immettere moneta a livello nazionale, ma qui non siamo in US/UK/Japan dove efficaci politiche industriali vengono elaborate su base annua nell’interesse dell’imprenditoria italiana!

    Qui, in Italia, il partito delle tasse, dei sindacati e degli scrocconi statali di Renzi/Letta/Bersani e compagnucci post-moderni vari ha usurpato governo e principali cariche istituzionali senza passar per il voto e senza alcun programma economico!!!

    Dunque, è forse molto meglio avere il fiato dell’EU al collo che stampare, in barba a qualsiasi prestazione della nostra agonizzante economia reale, LIRETTE LATINE per fare prosperare i grassi saprofiti radical-chic che infestano le nostre putrescenti Caste pubbliche – burocrazia, magistratura, diplomazia, sindacati, ecc.

    Per queste ragioni, a mio giudizio, i tempi per un’indipendenza monetaria dell’Italia sono tutt’altro che maturi ed è più che preferibile attenersi alle raccomandazioni della famosa letterina di Trichet/Draghi, che presto scardineranno la criminale politica economica delle sinistre italiane!!!

    Saluti. :->



  • mariosavona

    INTERESSANTE….
    Lega Nord, il programma economico è un capolavoro da cantina sociale

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/13/lega-nord-programma-economico-capolavoro-cantina-sociale/1423422/

    Questa mattina avevo voglia di ridere, così ho deciso di dare un’occhiata al programma economico della Lega Nord: ne ho trovato traccia in una lettera al Foglio, ricicciata qualche giorno fa un po’ in sordina dal portale dedicato ai meridionali smemorati “Noiconsalvini.org”.

    Il modello propagandistico è il solito: approfittare di un problema particolarmente sentito (la concorrenza straniera, la crisi economica, il mal di schiena) per terrorizzare la gente, addebitarne la responsabilità a un nemico immaginario (la grande finanza, gli immigrati, Maga Magò) e spacciarsi per l’unica ancora di salvezza nel procelloso mare della globalizzazione. Ne viene fuori un autentico capolavoro di macroeconomia da cantina sociale, dove Reaganomics, kenynesismo, colbertismo e pulsioni ultranazionaliste sono frullate in una indigeribile, ma affascinantissima sbobba.

    Vediamolo da vicino:

    Punto 1: Meno Europa. Il mantra è quello che ha fatto la fortuna di Salvini alle Europee: “è tutta colpa dell’Euro/l’Euro è colpa del Pd/senza l’Euro e senza il Pd torneranno i mitici anni ‘80”. Non una parola sui 20 anni di Lega al governo, non una parola sulle solenni dormite dei lumbard mentre si approvavano le misure di austerity “2010-2011”, non una parola sulle passate strumentalizzazioni dell’Euro in direzione diametralmente opposta e altrettanto farlocca.

    Punti 2 e 3: Più vicini ai piccoli; Pagare meno (prima) per pagare tutti (dopo). Ahi la grande finanza! Ahi le tasse! La Lega proteggerà i “piccoli” e le “produzioni domestiche” attraverso una fortissima detassazione, terrà lontane le manacce degli speculatori le banche popolari, convincerà i molti imprenditori che hanno delocalizzato a tornare in Italia. Non una parola sul fatto che l’autore della legge n. 311 del 2004 (con cui il secondo governo Berlusconi trasformò gli studi di settore in arma di distruzione di massa) sia stato quel Giulio Tremonti candidato dalla Lega al Senato appena due anni fa, non una parola sui disastri della Banca Popolare di Milano targata “Lega Nord”, non una parola sul crack della mai dimenticata banca padana “Credieuronord” (si, si chiamava proprioCrediEUROnord).

    Punti 4 e 5: Spendere per produrre; Politiche anticicliche mirate alla piena occupazione. Temete l’avanzata delle armate liberiste della Troika? Tranquilli ci pensa Salvini. Contrariamente alla manica di fessi che dagli anni ‘60 governa il Belpaese, lui ha la formula magica per portarci tutti dritti alle Cayman senza passare dal via: aliquota fiscale unica al 15%, aumento generoso della spesa pubblica, abolizione del pareggio in bilancio e infine, udite, udite, “nazionalizzazione di imprese strategiche”. Capito che bel minestrone? Un po’ di Reaganomics, un po’ di Keynes e un po’ di fanfanismo d’antan. Peccato che la curva di Laffer sia stata smentita dai fatti già da 30 anni (vi consiglio, per approfondire, questo illuminante studiolo del Mises Institute); peccato che il pareggio di bilancio in Costituzione sia una precisa responsabilità della Lega che ne promosse l’approvazione in Parlamento votando favorevolmentedue volte alla Camera e una al Senato, salvo poi astenersi in seconda lettura sempre a Palazzo Madama; peccato che la “nazionalizzazione delle imprese strategiche” faccia letteralmente a cazzotti con le premesse reaganiane di cui sopra.

    Punto 6: Abolizione della Legge Fornero. Quando le balle superano la velocità della luce lo spazio-tempo si distorce e si torna per magia al 2004: proprio allora un tal Roberto Maroni (noto sponsor di Matteo “Che” Salvini) firmò una riforma passata alla storia come “scalone”, che comportava l’istantaneo innalzamento dei requisiti pensionistici. Quando si dice la coerenza!

    Punto 7: No Ttip. Se gli amerikani vogliono fare strame del tessuto industriale italico se la dovranno vedere col duo Salvini-Calderoli: niente libero scambio e niente apertura delle frontiere, specie in assenza di sovranità monetaria! Domanda: la sovranità monetaria c’era a novembre 2001? Sì, ma solo per un altro mese (anzi no, a sentire Claudio Borghi, visto che già dal 1996 la Lira è legata a un sistema di cambi fissi). Altra domanda: chi c’era al governo nel novembre 2001? La Lega, naturalmente. Ultima domanda: quand’è che il WTO ha approvato unanimementel’abbattimento delle barriere doganali verso lamaledettaCinachehadistuttolepmidelnordlimortaccidellagrandefinanza?Il 10 novembre 2001.

    Punto 8: Valorizzare le diversità e controllare le frontiere.Solita solfa sugli “immigrati che rubano il lavoro”: inutile perderci tempo. Se proprio vi interessa, potete leggere quello che ho scritto in proposito con Mattia Corsini a dicembre.

    Punto 9: Si può tassare solo se c’è reddito. E infatti gli “studi di settore” di cui sopra (promossi come dicevo da Tremonti e mai aboliti o depotenziati da nessun governo a targa leghista) servono proprio a tassare il reddito presunto calcolato in base a rilevazioni statistiche, non quello reale.

    Punto 10: Superamento del sistema dei trasferimenti fiscali. Come diceva quel tale di Stoccarda? “La nottola di Minerva spicca il volo sul far del tramonto”. E proprio così è. La perla delle perle la troviamo in coda al delirante papello della Salvinomics: “Noi proponiamo un sistema dove nessuno debba pagare per altri e dove ognuno possa essere competitivo con le proprie forze” (alla faccia di Keynes), cosicché, dopo il ritorno alla Lira, necessario per “rimettere in piedi il tessuto industriale del nord … occorrerà pensare a meccanismi di flessibilità (come ad esempio due monete) per riequilibrare la competitività del sud”.

    Matteo perché tutta questa timidezza? Vogliamo la moneta condominiale.

    • 123

      Ti vorrei ricordare che nel governo di Berlusconi II la lega aveva 3 ministri(su 55) e 6 sottosegretari (su 119) dunque, poi mi spieghi la grande rilevanza che aveva la lega in quel tempo.(che poi c’era pure bossi, che cazzo c’entra salvini dal momento che è diventato “qualcuno” dal 2012).

      Giri di parole inutili, fai tanto l’informato e poi sbagli pure data, il 10 novembre 2001 Diego Armando Maradona dà l’addio al calcio…… Pollo

      • mariosavona

        Ti vorrei ricordare che nel governo di Berlusconi II la lega aveva 3 ministri(su 55) e 6 sottosegretari (su 119) MA NULLA GLI HA IMPEDITO DI RIEMPIRSI LE TASCHE CON DIAMANTI E LINGOTTI D’ORO E STECCHE VARIE!! AD MAIORA…

        • 123

          Ma che discorsi sono????
          Renzi non si sta riempendo “LE TASCHE CON DIAMANTI E LINGOTTI D’ORO E STECCHE VARIE!! AD MAIORA…” ?
          Tutti lo fanno, non giustifico ma spiego.
          Ed inoltre non mi hai ancora spiegato che cosa c’entra salvini quando anche lui ha testualmente detto ” La lega ha fatto degli errori? Si! Salvini ha fatto errori? Si! Sono molto più intelligente degli altri? No! Semplicemente sono segretario della lega da 1 anno ed ho preso atto che le 2 emergenze in italia sono disoccupazione ed immigrazione[…]”
          Grandissima informazione come al solito, complimenti

          • mariosavona

            Tutti ladri nessun ladro? Bella massima la tua! I complimenti fatteli da solo. Già la lega ha fatto degli errori, come mai non si è costituita parte civile nel processo Belsito visto quello che quel personaggio e i suoi sodali hanno fatto? Te lo dico io? Perché è meglio non stuzzicare il can che dorme, in poche parole un processo avrebbe portato alla luce certe faccende poco chiare ed è meglio che restino tali. Ad maiora.

          • Dom Paleffree

            Perche nessuno e stato trovato ancora colpevole.

          • MARIO

            Iniziamo…
            Lega, truffa rimborsi elettorali da 40 milioni: chiesto rinvio a giudizio per Bossi e Belsito http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-02-05/lega-truffa-rimborsi-elettorali-40-milioni-chiesto-rinvio-giudizio-bossi-e-belsito-142336.shtml?uuid=ABL3LwpC

          • Massimomazzu Seitrecom Seitrec

            e ora che è accertato che il fatto dei 40 (erano 48 asino) milioni erano cavolate ti rendi conto che sei rimasto col cerino acceso in mano come un PIRLA?

        • Massimomazzu Seitrecom Seitrec

          inkia…. con sta storia… stai perdendo di credibilità… lo sanno tutti che il Belsito ha rubato i soldi alla Lega per acquistare i diamanti.. MA DOVE CAZZO VIVI? Pensi di essere credibile con ste cavolate? E ora non uscire con la storia delle mutande verdi… così finisci di perdere quell’unuco neurone che ti è rimasto in zucca !

      • Daniele Cuocci

        55 ministri secondo te ci sono in italia? Ma sei serio hahahahahaha. La lega aveva un mucchio di potere e circa più del 20% al nord tanto è vero che senza la lega berlusconi non avrebbe mai vinto. Il problema cmq non è tanto la lega, bossi e salvini.. il problema sono gli italiani che nonostante anni ed anni di ruberie continuano a fidarsi del prima “nuovo” che arriva a far promesse. Ci meritiamo il paese di merda che siamo, ciao.

        • Daniele Baroni

          Se avete di Meglio di Salvini !!! ditelo !!! mi sganascio dal ride !!! Salvini sarà quello che é da un anno cerca di raddrizzare un sistema gli altri continuano imperterriti !!! a fare le stesse cose di sempre !!

  • claudio

    magari se tutto questo dovrebbe essere approvato se la lega andrà al governo,ma credo che tutto questo sia nelle mani del presidente della repubblica

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  • Daniele Baroni

    Secondo me é un programma interessante, mi piacerebbe sapere un programma alternativo a quello di Salvini cosi mi faccio due risate anche io !!!

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  • tgatto1 .

    Nono punto: si può tassare solo se c’ è reddito

    Io direi anche di abolire quel pizzo di stato chiamato ” minimale inps “, almeno per le mini imprese; che costringe a pagare la futura pensione indipendentemente dal reddito