Salvini in missione in Russia contro la stupidità delle sanzioni Ue – FOTO

Al via la missione in Russia e Crimea di Matteo Salvini. Il segretario federale della Lega Nord sarà infatti fino a mercoledì in trasferta tra Mosca e Sinferopoli, per cinque giorni di incontri politici, con esponenti del partito di Vladimir Putin, “Russia unita”, rappresentanti delle istituzioni e del mondo imprenditoriale.
L’agenda di Salvini prevedeva ieri incontri alla Duma, la Camera bassa del Parlamento russo, con il presidente del comitato della Duma di Stato per gli affari esteri Aleksej Pushkov. E con il ministro russo per gli Affari della Crimea Oleg Saveljev.
Oggi invece, dopo un giro in Piazza Rossa, sarà la volta degli incontri con la comunità imprenditoriale italiana e russa, tra cui esponenti della locale Confindustria, per discutere degli effetti economici dell’embargo russo ai prodotti europei disposto dopo le sanzioni Ue per le azioni in Ucraina. Poi il viaggio in Crimea e non è escluso neppure un salto a Yalta. Salvini è il primo politico italiano a recarsi nella penisola dopo l’annessione alla Russia di marzo, che comportò un netto peggioramento nei rapporti tra l’Ovest e Mosca. L’annessione non è stata riconosciuta nè dall’Italia, nè dall’Ue.
Il Carroccio si è schierato fin dall’inizio contro le sanzioni decise da Bruxelles e ha riconosciuto da subito le rivendicazioni autonomiste della Crimea. Proprio questi dunque saranno i temi al centro degli incontri con i vertici istituzionali a Sinferopoli, domani e lunedì. Il segretario federale della Lega Nord rientrerà a poi Mosca lunedì e si fermerà martedì e mercoledì, proseguendo i suoi incontri politici e con la stampa. Al momento non è in agenda alcun incontro con il presidente Putin. Salvini ha avviato contatti con il partito di Putin fin dall’esordio del suo mandato come segretario, tanto che Viktor Zubarev,un rappresentante di “Russia unita”, partecipò, insieme ad altri componenti di partito nazionalisti europei, come l’olandese Geert Wilders e il Front national, con cui la Lega è alleata a Strasburgo, al congresso di Torino che lo ha eletto alla guida del movimento, a dicembre dell’anno scorso.
Il viaggio di Salvini è stato organizzato, insieme all’ex deputato ‘lumbard’, Claudio D’Amico, su invito del presidente della Commissione Esteri del Parlamento russo, Aleksey Puskhov. Nel suo viaggio, il segretario è accompagnato anche da Paolo Grimoldi e Alessandro Morelli.
E mentre Salvini tenta di recuperare i disastrosi effetti dell’embargo, continuano ad alzarsi le voci contro le sanzioni che stanno penalizzando gravemente alcuni settori del nostro Paese .
«L’embargo russo ci costa quasi 500 milioni di euro», ha dichiarato ieri il presidente del Veneto Luca Zaia, intervistato da due televisioni russe sulle iniziative da lui annunciate per contrastare gli effetti dell’embargo. «Roma non capisce questo problema perchè vive di pubblica amministrazione – ha affermato il governatore -. La Russia rappresenta il 10% del nostro Pil e noi vogliamo avere buoni rapporti con nostri partner commerciali».

ALLA MEZZANOTTE DI DOMANI, IL MARCHIO FIAT SCOMPARIRA’ PER SEMPRE (E CON ESSO, IL SISTEMA INDUSTRIALE ITALIANO)

Dopo 125 anni, tre mesi e un giorno sparirà il nome Fiat, Fabbrica Italiana Automobili Torino. Era l’11 luglio del 1899 quando venne fondata la Fiat, per iniziativa di alcuni nobili torinesi che volevano produrre auto sportive. Un’impresa alla quale si unì anche Giovanni Agnelli. Alla mezzanotte di domani l’ultrasecolare storia della Fiat andrà in archivio e inizierà il nuovo capitolo Fca, Fiat Chrysler Automibiles.

Per la Fiat un altro momento storico, un’altra svolta tra quelle che hanno accompagnato una lunga avventura imprenditoriale. Una storia che si chiude e un’altra tutta da scrivere nella quale l’orizzonte sarà l’intero scacchiere del pianeta.

Lunedì l’esordio a Wall Street che rappresenta il compimento delle ambizioni e delle visioni del fondatore Giovanni Agnelli che nell’auto e nel mercato americano individuava i due tratti caratterizzanti del ventesimo secolo. Prima ancora che guardare all’Europa, la Fiat aprì già nel 1908 uno stabilimento negli Stati Uniti e con l’altra sponda dell’Atlantico il rapporto è sempre stato culturalmente stretto e intenso ma solo con Gianni Agnelli la Fiat inizia a ricercare sviluppi consistenti sul piano industriale. Negli anni ’80 un accordo con Chrysler per la distribuzione di Alfa Romeo in Nordamerica.

Poi l’alleanza con GM negli anni novanta. Due operazioni però di scarso successo. Un successo invece l’acquisizione di Cnh che consente a Iveco, oggi Cnh Industrial, di diventare uno dei principali player del mercato di riferimento. Il grande salto però è firmato da Sergio Marchionne, che arriva alla Fiat 10 anni orsono, forse nel momento più critico per il gruppo, quando sono in pochi a scommettere sul futuro del Lingotto.

E alla vigilia della nuova svolta della Fiat, Marchionne e la famiglia Agnelli delineano nuovi sviluppi e cambiamenti. In una intervista a Businessweek, Marchionne annuncia che nel 2018 lascerà la guida del gruppo, “largo ai giovani”. John Elkann invece prospetta la possibilità che la famiglia potrebbe ridurre la sua partecipazione in Fca se dovesse essere funzionale a un rafforzamento del gruppo.

“Non siamo venditori – ha detto Elkann a Businessweek – ma potremmo diluire la nostra quota per rafforzare l’azienda”. Fca intende sedersi al tavolo del consolidamento dell’industria globale dell’auto che potrebbe svilupparsi nei prossimi 5-10 anni. “E` importante sedersi a un tavolo così, come andare via”, ha detto l’ad di Fca.

Il mondo dell’auto è nuovamente in una fase di evoluzione. In Europa c`è ancora una notevole sovraccapacità produttiva: una razionalizzazione del sistema è inevitabile. “C`è la possibilità che nasca un costruttore più grande dell`attuale numero uno Toyota – ha detto Marchionne – l`industria ne ha bisogno perché è ancora troppo frammentata rispetto al capitale da investire”

Ma il passaggio principale dell’intervista di Marchionne è il suo annuncio che dal 2018 farà altro. Non sarà il manager con passaporto canadese a scrivere il prossimo piano industriale. Marchionne porterà a termine il terzo turnaround del gruppo automobilistico. Un mandato più corto rispetto a Valletta e a Romiti ma in appena dieci anni ha trasformato la Fiat come nessun altro in oltre un secolo di vita.

Da un conglomerato industriale e finanziario che spaziava dall’energia alle assicurazioni a un gruppo focalizzato sull’automotive. Quando Marchionne si è insediato a Torino, GM preferiva pagare oltre 1,5 miliardi di euro per rinunciare all’acquisto di Fiat Auto, i bilanci erano in rosso da quattro anni con una perdita cumulata di 8 miliardi di euro nonostante 70mila dipendenti in meno, il titolo in Borsa era sprofondato sotto i 5 euro, e le principali banche avevano promosso un convertendo da 3 miliardi per garantire la sopravvivenza del Lingotto.

L’inversione di rotta nella gestione e nei conti non era poi così scontata. Ancor meno scontato il risultato dell’acquisizione di Chrysler nel 2009. Il terzo grande produttore americano era sull’orlo del precipizio, tenuto in vita dal maxi prestito concesso da Barak Obama all’industria a stelle e strisce. Non erano pochi quelli che definirono un azzardo l’operazione firmata da Marchionne che presentò un’offerta anche per rilevare la tedesca Opel, una delle tante province dell’impero GM che stava andando a rotoli.

Proprio la Chrysler era stata la conferma che nel mondo dell’auto le fusioni sono tanto belle sulla carta quanto difficili da realizzare. Il matrimonio tra Chrysler e Mercedes era finito senza nemmeno essere consumato. Nell’industria dell’auto nessuna integrazione tra aziende di dimensioni simili era riuscita a produrre sinergie ed efficienze.

L’operazione Chrysler ha consentito alla Fiat di tornare al tavolo dei big dell’auto.

Settimo produttore al mondo e ambizioni di raggiungere il podio. Sede legale in Olanda, fiscale nel cuore di Londra, quotazione a Wall Street, stabilimenti in tutti i continenti, ricavi che sfiorano i 90 miliardi di euro. La storia che sta per chiudersi non è solo quella di una azienda. Racchiude l’evoluzione di un paese, si intreccia con i grandi cambiamenti dell’Italia. La Fiat è stata laboratorio di processi economici e sociali per oltre un secolo. Ma il mondo è cambiato anche se a qualche romantico farà un certo effetto non veder più il logo della Fiat sul palazzo del Lingotto.

Questa nuova svolta è stata accompagnata da una polemica tutta italiana sull’identità del gruppo Fca e sul desiderio di disimpegno dalla nazione che ha dato i natali alla Fiat. Da troppo tempo in Italia l’attenzione si concentra sugli assetti proprietari delle imprese invece che su quelli industriali come scriveva Ugo La Malfa già negli anni Settanta. La marginalità dell’Italia è decretata dai freddi e impietosi numeri. Le dimensioni di Fca non sono compatibili con quelle di un paese dal glorioso e ricco passato ma con un futuro quantomeno incerto.

E la cancellazione del marchio FIAT è l’ultimo, definitivo passo verso il declino del sistema industriale italiano dell’automobile.

Lo scandalo delle tasse “verdi”: gli italiani hanno versato 847 miliardi in 20 anni

Dopo l’ennesima alluvione verificatasi questa notte a Genova, la Cgia torna a denunciare lo scandalo dell’utilizzo delle imposte ambientali pagate dai contribuenti italiani. “Soldi – sottolinea la Cgia – che le amministrazioni pubbliche dovrebbero impiegare per finanziare la realizzazione delle opere di protezione ambientale: invece, da piu’ di venti anni vengono quasi totalmente utilizzati per coprire altre voci di spesa.

“Spesso ci sentiamo dire che questi disastri si verificano anche perche’ non ci sono le risorse per realizzare gli interventi di manutenzione del territorio e di messa in sicurezza dei corsi d’acqua. Purtroppo – afferma il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi – le cose non stanno cosi’.

Nel 2012 le imprese e le famiglie italiane hanno versato all’Erario, alle Regioni e agli Enti locali la bellezza di quasi 47,2 miliardi di euro di tasse ambientali. Di questo importo, solo 463 milioni di euro, pari allo 0,98 per cento, sono stati destinati alle attivita’ di salvaguardia ambientale per le quali sono state introdotte, vale a dire le opere e gli interventi per la messa in sicurezza del nostro territorio. I rimanenti 46,7 miliardi, invece, sono stati impiegati per altre finalita’”. “Purtroppo – aggiunge – questa situazione si trascina dall’inizio degli anni ’90.

Si pensi che in piu’ di 20 anni gli italiani hanno versato ben 847,3 miliardi di euro di tasse verdi: ebbene, solo 7,3 miliardi sono stati effettivamente destinati alla protezione dell’ambiente.Un’anomalia tutta italiana che qualcuno, soprattutto dopo l’ultima calamita’ accaduta a Genova, dovrebbe, almeno politicamente, darne conto”

Immigrati: nave Marina verso Augusta con 497 a bordo

La nave “Borsini” della Marina militare e’ in navigazione verso Augusta (Siracusa) con a bordo 497 immigrati. I profughi erano stati prelevati nel Canale di Sicilia dalla nave militare “San Giusto” in uno degli interventi di soccorso dell’operazione “Mare nostrum”. Il loro arrivo nel porto siciliano e’ atteso per domani mattina. AGI

GRECIA SPROFONDA: -13,9% PRODUZIONE INDUSTRIALE AD AGOSTO, -5,7% ANNUO.

La produzione industriale cala drasticamente in Grecia ad agosto, dopo quattro mesi consecutivi di espansione. La produzione industriale registra un calo a doppia cifra del 13,9 per cento, invertendo l’aumento del 2,7 per cento registrato a luglio. Su base annua la produzione industriale è scivolata a -5,7 per cento, contro il calo dell’1,1 per cento dello stesso mese del 2013.

GENOVA: SALVINI, SOLIDARIETA’ AI CITTADINI MA SINDACO SI DIMETTA SUBITO

“Grande solidarietà a tutti Genovesi che lottano con acqua e fango e grazie a tutti i soccorritori. Il sindaco, invece, si dimetta. Subito. Si vergogni, così come dovrebbero vergognarsi tutti i sindaci di sinistra che da sempre governano la città. Cosa hanno fatto negli ultimi 50 anni per migliorare la situazione? Le prime stime parlano di danni per milioni di euro causati dall’alluvione. Il governo Renzi pensa di mobilitare uomini e risorse per aiutare la popolazione colpita oppure, visto che si tratta di italiani e non di immigrati, non li ritiene degni di essere soccorsi?”.

Così Matteo Salvini, segretario federale della Lega Nord sull’alluvione che ha colpito gravemente la città ligure.

Ucraina: Salvini a Mosca e in Crimea contro sanzioni

Una delegazione della  Lega  guidata dal segretario del partito, Matteo  Salvini , e’ sbarcata oggi a Mosca per incontrare esponenti istituzionali russi per ribadire la propria contrarieta’ alle sanzioni occidentali contro la Russia per il suo ruolo nella crisi Ucraina. “Oggi incontriamo il presidente della Commissione Esteri della Duma (la camera bassa del Parlamento, ndr), Aleksei Pushkov, e il ministro russo per la Crimea, Oleg Saveliev”, ha annunciato all’ANSA il portavoce di  Salvini , Gianluca Savoini. Domani, ha aggiunto, sono previsti incontri con la comunita’ imprenditoriale italiana e russa, compresa la Confindustria Russia, filiale di quella italiana. E’ in calendario anche una visita all’ambasciata italiana, anche se il capo missione, Cesare Ragaglini, e’ fuori sede. Domani mattina,  Salvini , fara’ un salto in piazza Rossa, per le foto di rito. Ma la delegazione leghista ha in programma anche di sbarcare in Crimea: “Domenica terremo una conferenza stampa a Simferopoli con i media locali, lunedi’ invece incontreremo il presidente Serghiei Aksionon e alcuni ministri della Repubblica di Crimea”, ha riferito Savoini. Non e’ esclusa una visita a Yalta. La delegazione tornera’ a Mosca martedi’ e mercoledi’ per altri incontri istituzionali e probabilmente vedra’ anche la stampa italiana. “Siamo qui per capire la situazione attuale legata alla crisi ucraina e ribadire la nostra contrarieta’ alle assurde sanzioni che danneggiano l’Europa, in prima battuta l’Italia”, ha dichiarato all’ANSA Matteo  Salvini . “Queste sanzioni fanno gli interessi delle grandi lobbie e non dei popoli europei, tantomeno di quello italiano”, ha aggiunto  Salvini , auspicando che il governo italiano si impegni per cambiare la situazione. La delegazione leghista e’ composta, oltre che da  Salvini  e da Savoini, dal deputato del Carroccio Paolo Grimoldi, l’ex deputato Claudio D’Amico (gia’ rappresentante italiano all’Osce) dal capogruppo del partito in Consiglio comunale a Milano, Alessandro Morelli. Il gruppo e’ accompagnato da rappresentanti dall’Associazione Lombardia-Russia. ANSA

CASTELVETRANO: PADRE DI 2 FIGLI SENZA LAVORO NÈ CASA, DORME SU UNA PANCHINA, “VORREI ESSERE UN EXTRACOMUNITARIO”

Sicuramente non è un bel momento per Servizi Sociali di Castelvetrano che giornalmente cercano di fronteggiare il fenomeno sempre più dilagate dei “nuovi poveri”. Situazioni a volte drammatiche, famiglie non in grado di assicurare un pasto ai figli. Dati alla mano nel 2014 sono arrivate all’Ufficio della Solidarietà Sociale precisa la responsabile del Settore Francesca Lo Coco 850 richieste di contributi da parte di famiglie indigenti e anche di persone singole che hanno perso il lavoro e vivono anche da sole. La stessa Francesca Lo Coco:” Siamo riusciti a stento a soddisfare il 50% delle richieste mentre Castelvetrano registra un aumento di povertà negli ultimi due anni pari a 10%.” Tra le tante storie di povertà ma anche di grande dignità anche quella di Pietro Pezzati ,42 anni, divorziato, padre di due figli che da alcuni mesi dorme su una panchina al Parco delle Rimembranze e quando piove sotto i portici del Conad.La sua storia la racconta tra le lacrime agli occhi: “Lavoravo fino a qualche anno fa a Verona come muratore, poi mia moglie mi ha chiesto di ritornare a Castelvetrano. Da qualche anno mi sono separato , ho vissuto fino a qualche mese fa con mia madre ma la mia permanenza nell’abitazione materna non veniva accettata da altri presenti
I mie figli non li posso accogliere in una casa che non ho. Una volta a settimana fino allo scorso anno ho fatto qualche lavoro saltuario adesso anche per l’età mi chiudono tutti la porta in faccia”.
Vorrei essere un extracomunitario – continua Pietro Pezzati – per avere a Castelvetrano quanto meno un pasto caldo e un letto dove dormire.Mi devo tingere tutto di nero? Non ho nulla contro di loro-continua lo stesso-mi fa rabbia che le istituzioni spesso pensano per gli altri e poi per i cittadini italiani”.(…)

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MASSA CARRARA: CARO BOLLETTE, ESPLODE LA PROTESTA DEI CITTADINI, MANICHINI IMPICCATI DAVANTI GAIA SPA

Bollette dell’acqua considerate troppo care e a Massa esplode la protesta dei cittadini: nella notte sono spuntati manichini impiccati davanti alla sede locale di Gaia Spa, la società che gestisce i servizi idrici in provincia di Massa Carrara, con uno striscione con su scritto: «Gaia, basta usura, nemica della città». Confconsumatori provinciale sta intanto promuovendo una petizione per ottenere un incontro con i vertici di Gaia spa, considerando «ingiustificati i continui balzelli ed aumenti» . Ai cittadini sono state recapitate bollette anche di 800 euro, quando gli anni scorsi la cifra non raggiungeva i 300 euro. Lunedì mattina si svolgerà una manifestazione di protesta davanti agli uffici di Gaia in centro città a Massa, organizzata da un comitato «anti-Gaia» nato proprio a fronte di questi ultimi episodi.

fonte ansa

Ebola: caso ‘probabile’ a Parigi, donna ricoverata

Una donna che avrebbe contratto il virus dell’Ebola in Africa e’ stata ricoverata a Parigi nell’ospedale Bichat. Il caso era stato fino ad oggi considerato “sospetto” ma e’ diventato “probabile” dopo i controlli dell’Istituto di vigilanza sanitaria. Sono in corso nuove analisi al Pasteur di Lione e i risultati sono attesi stasera.