#Salvini: “Prima un programma comune, poi le primarie della destra”

“Ritengo assolutamente utile, fare le primarie nel Centrodestra per scegliere il prossimo candidato premier. Basta che ci sia prima un programma comune. Le primarie sì, con un programma condiviso”: questa la presa di posizione di Matteo Salvini, segretario federale della Lega Nord a Mix24 su Radio 24.

Per Salvini ci sono tanti nodi da sciogliere: “ad esempio come la pensa Berlusconi sui matrimoni gay, sullo ius soli, sulla Merkel, sulla Turchia in Europa. Capisci che se uno mi difende l’Euro… Quindi prima il programma poi le primarie. Devono essere coinvolti i cittadini, gli italiani”.

L’Eurozona si ferma, Italia fanalino di coda

«In Italia sono state annunciate da Renzi riforme coraggiose sul mercato del lavoro», ha detto il segretario generale dell’Ocse Angel Gurría, presentando l’Economic Outlook per il G20 elaborato dall’organizzazione. Il resto del documento Ocse al contrario è abbastanza sensato, forse perché è lavoro di analisti economici e non di alti burocrati tenuti a lisciare i governi nazionali che si sottomettono ai poteri forti. Sensato, e inquietante. Il succo dell’Outlook è che la crescita economica dei Paesi più sviluppati sta ristagnando, anche a causa delle politiche di austerità, e solo in parte la compensa la crescita dei Paesi emergenti. Nella classifica della crescita l’Italia viene al diciannovesimo posto su venti, subito prima della Russia che sta pagando in modo sproporzionato per motivi politici.
Nell’Eurozona «la crescita ha rallentato, perchè la debolezza di Germania, Francia e Italia ha annullato i miglioramenti nella periferia». L’Ocse prevede per l’Unione monetaria un incremento del Pil pari a 0,8% nel 2014, 1,1% nel 2015 e 1,7% nel 2016. «Senza supporto macroeconomico» aggiunge l’Ocse, e intende dire «senza stimoli fiscali e monetari», «la performance di crescita sarà ben più debole di questa previsione». Guardando ai diversi Paesi l’Ocse indica che si stanno ampliando le differenze nei ritmi di crescita.
Nel biennio 2015-2016 la crescita dell’Italia sarà la più bassa del G20, con +0,2% il prossimo anno e +1,0% nel 2016. La Russia, che nel 2015 dovrebbe avere crescita zero per il calo dei prezzi del petrolio e flussi commerciali depressi (leggi: sanzioni), nel 2016 dovrebbe invece mostrare un rimbalzo al +2,0%. In testa alla classifica la Cina con +7,1% nel 2015 e +6,9% l’anno seguente. L’Ocse osserva che l’economia è alla ricerca di un ribilanciamento verso un modello di crescita basato maggiormente sui servizi. Nei prossimi anni alcune misure di incentivazione dovrebbero facilitare la transizione a una crescita più moderata.
«Negli Usa» dice l’Ocse, «esiste uno slancio sostenuto verso le spese private grazie al robusto aumento dell’occupazione, a condizioni finanziarie favorevoli, al sostegno da parte della politica monetaria e al rallentamento del consolidamento fiscale»; anche Regno Unito, Corea e Australia dovrebbero crescere a un ritmo relativamente robusto. In Giappone, dove l’Organizzazione stima un incremento del pil 2015 di +1,1% (nessuna variazione rispetto alla stima di settembre) e +0,8% nel 2016 «la crescita ha rallentato il passo nel 2014 riflettendo l’impatto dell’aumento della tassa sui consumi. Malgrado l’ulteriore consolidamento fiscale, si prevede una continuazione dell’espansione, anche se a un ritmo più lento, sostenuta da un miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro, un allentamento monetario e una crescita dell’export, che riflette il calo dello yen. Questi fattori contribuiranno a mantenere l’inflazione al target del 2% in modo duraturo».
In India, dove l’Ocse stima +6,4% per il Pil 2015 e +6,6% nel 2016, la ripresa dovrebbe migliorare dopo il sensibile rallentamento del 2012-2013, con gli investimenti come principale motore dell’espansione. In Brasile la crescita dovrebbe riprendere dopo la breve recessione nella prima metà di quest’anno, ma resterà lenta con un’inflazione attesa a circa il 5% entro il 2016, in calo rispetto al quasi 7% attuale. Per il gigante sudamericano l’Ocse prevede un pil su dell’1,5% nel 2015 (+1,4% la stima di settembre) e del 2% nel 2016.

CONSULTA: CLAUDIO BORGHI, SCIARRA ESPRESSIONE DEL PARTITO UNICO DELL’EURO

“Con l’appoggio del Movimento 5 Stelle al PD per l’elezione di Silvana Sciarra alla Corte Costituzionale il Partito Unico Dell’Euro getta finalmente la maschera”.

Lo afferma Claudio Borghi Aquilini, responsabile economico della Lega Nord.

“Il nuovo giudice costituzionale è una persona assolutamente organica al sistema europeo di potere. Da tempo collaboratrice della commissione europea e autrice di un libro elogiativo delle politiche di aggressione forzata del lavoro attuate dall’Europa nonché dell’emigrazione. Una persona che chiedeva la possibilità per l’unione europea di applicare “più sanzioni”. Penso che purtroppo sia chiaro che la lotta dei 5 stelle all’euro e all’Europa sia solo una grande presa in giro di tanti cittadini in buona fede che vedono usati i loro voti per mettere in una posizione chiave un’altra fedele custode dell’Europa che ci sta rovinando”.

Slogan, fischi e lanci di uova. Renzi contestato a Vimercate

Fischi, cori, slogan e un fitto lancio di uova sulle auto blu della carovana presidenziale. Il clima sociale è davvero cambiato perMatteo Renzi che anche ieri ha faticato a varcare i cancelli della nuova sede Alcatel-Lucent di Vimercate a causa del comitato d’accoglienza preparatogli da circa 500 lavoratori iscritti alla Fiom Cgil ma anche, e questa è una novità da segnalare, alla Fim Cisl. Il premier è stato costretto ad entrare da un ingresso laterale mentre gli operai vittima della ristrutturazione aziendale (in 200 sono stati messi in cassa integrazione straordinaria) gridavano slogan ed esibivano cartelli accusando Renzi di essere il premier dei «padroni» e dei «poteri forti».
Lui, al solito, ha fatto finta di nulla. E’ scivolato dentro la fabbrica e ha cominciato a frastornare la platea di parole. «Sento sempre gente che dice “non ce la fai” – attacca il premier – e adesso direte che tiro fuori la storia del gufo ma invece cambio, tiro fuori la storia del calabrone che nonostante il suo peso vola e qualche volta punge anche…». Senso della metafora? Boh. Del resto il premier riesce a trovare incoraggianti anche i dati dell’Ocse che abbassano ancora le stime del Pil italiano per i prossimi due anni. «I dati – spiega Renzi – sono molto tristi da un lato e incoraggianti da un altro, perché mostrano che se l’Eurozona cambia si può tornare a crescere. Si deve investire in ricerca e prodotti di qualità». Lo stesso concetto, poi, Renzi lo ripeterà incontrando le rappresentanze sindacali aggiungendo una raccomandazione che ha il sapore di una preghiera: «Per trovare soluzioni è importante creare un clima positivo». Le manganellate agli operai dell’Ast hanno lasciato il segno e Renzi sa benissimo che rischiano di essere il detonatore di un autunno caldo di cui già si vedono i segni.

Gli italiani sono dei grandi combattenti. Salvini, riuniscili nella Grande Destra e salviamo il Paese.

— Editoriale di Max Parisi pubblicato sul ilnord.it —

Ho un senso di disgusto e nausea: siamo ancora qua? Siamo qua a discutere su Berlusconi leader o mezzo leader del centrodestra? Capisco il caso umano di un uomo prossimo a 80 anni che negli utimi 3 è passato da Palazzo Chigi alla palazzina degli anziani d’una casa di riposo dove scontare una pena sostitutiva della galera. Però, basta. Basta.

Berlusconi si consegni alla Storia o scenda a patti con la sua storia, che è finita. Lo ha capito Umberto Bossi, lo ha capito Bersani, lo hanno capito perfino sugheri galleggianti della politica come Casini, Veltroni, Rutelli: è arrivato il tempo di andare.

No, non è un appello. E’ che Matteo Salvini se crede di pensare in grande e pensa davvero al futuro dell’Italia, deve smetterla di considerare Berlusconi un interlocutore. Lo era, lo è stato, non lo è più. Che poi, Berlusconi non lo pigli da solo, devi caricarti la sua corte con tutte le P comprese. Devi aver a che fare con personaggi da spavento e da risata, a scelta.

Salvini non si merita la fine che ha fatto Bossi nella Palude Dei Ladri, ricoperto da incolpevole di fango. Ne stia fuori, e la Lega diventerà quella forza trainante capace di creare dal nulla quella Grande Destra che non è riuscita a nascere per colpa – colpa – di Gianfranco Fini, di La Russa, di Alemanno e anche di Storace, tutti dal passato nero via via stinto in grigio, poi in azzurro forzitaliano e adesso color carminio come le poltrone di Camera e Senato diventate la fine e il fine di ciò che sono diventati.

Starne fuori e tirare dritto: sono queste, le regole per vincere, caro Salvini.

Berlusconi ha ringhiato nell’ultimissima intervista perchè ha capito che dopo aver perso onore e titoli, adesso perderà anche l’elettorato: c’è un gigantesco mare a destra di persone pronte cambiare il Paese se si darà loro la possibilità di farlo.

L’Italia è distrutta, ma non gli italiani. Gli italiani sono dei grandi combattenti, se hanno un motivo per combattere. E quale miglior motivo, del rifondare la Repubblica italiana da capo a piè?

Marine Le Pen ha ragione quando dice che oggi non ci sono più le distinzioni destra sinistra di un tempo, oggi si combatte tra mondialisti e popoli che vogliono essere padroni del loro destino.

Basta equivoche mezze misure, mezze parole. E’ forse il tempo della moderazione? C’è qualcosa che può indurre a pensare vi sia la necessità d’essere moderati? L’Italia va a rotoli, e va inseguito il centro moderato? Solo un cretino prenderebbe un’aspirina con la polmonite perchè è più moderata di un’endovenosa di antibiotici. E l’Italia ha la polmonite.

L’antibiotico di chiama Grande Destra e deve prendere in mano il destino del Paese.

E capiamoci!

Destra vuol dire mettere le oligarchie bancarie nell’impossibilità di comandare i cittadini, destra vuol dire fondare una nazione sulla libertà di amministrarsi e di possedere la propria moneta con la quale pagare gli stipendi, le pensioni, comprare le case e mandare a scuola i figli. La destra se ne frega della globalizzazione, se ne frega del “mercato”. La destra vuole le persone, le famiglie vengano prima dei bancomat.

Destra vuol dire combattere per il diritto di esistere in libertà, senza imposizioni straniere, e quando dico straniere intendo tedesche, olandesi, finlandesi, belghe. Pensino a loro, che noi pensiamo a noi. La destra di cui parlo non vuole imporre ad altri popoli e Stati regole, limitazioni, divieti, diktat.

Questa è la destra.

Questa è la Grande Destra che Matteo Salvini sarà capace di far nascere se guarderà davvero al futuro.

Milioni e milioni di italiani non ne possono più della casta politica, del fallimento della politica, dell’abdicazione della politica che ha lasciato comandino arroganti imbecilli strapieni di algoritmi finanziari. E stupidi venduti travestiti da giovanotti di bell’aspetto con codazzi di signorine dalla scollatura facilmente di sinistra.

Gli italiani vogliono un ragione per combattere. Questa è la forza per vincere. Dagliela, Salvini.

max parisi

 

Demopolis: Salvini in testa per premiership centrodestra, al 23%

Quale candidato premier del Centro Destra potrebbe competere oggi con Renzi nell’ipotesi di un ritorno alle urne? Da una rilevazione condotta dall’istituto Demopolis per Otto e Mezzo, nell’elettorato di centrodestra il 23% indica il segretario della Lega Matteo Salvini, il 15% Silvio Berlusconi, l’11% Giorgia Meloni.

Ma il 45% degli elettori di centrodestra non vede per il momento un leader politico in grado di impensierire davvero Matteo Renzi in un’eventuale competizione elettorale. dagine dell’Istituto Demopolis Da quanto risulta dalla rilevazione, quello di centrodestra e’ un elettorato in ampia parte disorientato quello di Centra Destra: l’analisi, condotta dall’Istituto Demopolis, fotografa una profonda crisi di rappresentanza per un’area storicamente fortissima negli ultimi 20 anni. In un contesto nel quale tuttora 15 milioni di italiani si definiscono politicamente di Destra o di Centro Destra e 18 milioni si dichiarano non collocati, solo poco piu’ di 8 milioni voterebbero oggi per Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia, i tre partiti di Centro Destra all’opposizione del Governo.

I flussi, rilevati negli ultimi 6 anni da Demopolis per il programma Otto e Mezzo (LA7), forniscono la misura del progressivo ridimensionamento del peso elettorale del partito di Berlusconi. Dei quasi 14 milioni di elettori che scelsero il PDL nel 2008, oggi solo 4 milioni e 200 mila voterebbero Forza Italia. Un quinto si asterrebbe, 16 opterebbero per il Movimento 5 Stelle, 13 per altre liste. “A colpire – afferma il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento – sono soprattutto quei 21 elettori su 100 del PDL che voterebbero oggi per il PD: 3 milioni di voti sottratti da Renzi al partito storicamente piu’ forte del Centro Destra”.

Di un’opposizione molto decisa al Governo sembra beneficiare la Lega di Salvini, in trend positivo da mesi: otterrebbe oggi, secondo il Barometro Politico Demopolis, il 9%: circa 2 milioni e 800 mila voti, il doppio rispetto alle ultime Politiche. ASCA

#Salvini: “Si vota in primavera,Renzi sta facendo saltare tavolo”

“Si votera’ in primavera. Renzi fara’ saltare il tavolo.” Lo ha affermato Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, rispondendo a Giovanni Minoli durante Mix24 su Radio 24. “Tutti i dati economici stanno condannando il governo Renzi, che promette tante cose. Secondo me Renzi fa saltare il tavolo e si sceglie altri tre nemici. Poi dice’ non mi fanno governare'”. E sui nemici di Renzi in Europa “Renzi -ha detto il leader leghista- e’ al servizio dell’Europa. Lui alza la voce ma poi va a Bruxelles a prendere i compitini e li porta a casa silenzioso. Detto questo, noi saremo pronti in primavera.”

ASCA

Allarme Confcommercio, nuovo calo dei consumi a settembre: a -0,6 su anno

A livello congiunturale il declino è stato dello 0,2%. Il tutto in un quadro economico ancora debole e incerto

Roma, 6 nov. (AdnKronos) – A settembre l’indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) registra un calo dello 0,2% rispetto ad agosto e dello 0,6% rispetto a un anno fa.

“Si tratta di dinamiche che rispecchiano la fragilità dell’attuale situazione economica in cui, sebbene la fase più negativa sembri superata, gli occasionali spunti di ripresa non riescono a tradursi in un sensibile recupero dei consumi che continuano a registrare una sostanziale stagnazione -spiega Confcommercio-. La debolezza dell’attuale fase congiunturale e le incertezze che la caratterizzano si leggono anche nelle dinamiche dei principali indicatori congiunturali che, seppur positivi in alcuni casi, rimangono ancora estremamente deboli”.

“Sul versante della fiducia, infatti, a fronte di un modesto peggioramento ad ottobre del sentimento delle famiglie, le imprese evidenziano aspettative più favorevoli, con un contenuto recupero del clima di fiducia degli operatori di tutti i settori economici; in linea con prospettive di ripresa ancora molto incerte, stando alle stime di Confindustria, la produzione industriale registra, ad ottobre, un aumento dello 0,2% (-0,2% a settembre), i dati sugli ordinativi, riferiti allo stesso mese (+0,3%), sembrano indicare una bassa dinamicità anche nei mesi finali del 2014, mentre le immatricolazioni di autovetture a privati, sempre ad ottobre, hanno mostrato una crescita del 15%”, continua la nota.

“Segnali parzialmente positivi sembrano emergere anche dal mercato del lavoro. A settembre gli occupati sono aumentati di 82mila unità in termini congiunturali, tornando a segnalare, dopo oltre un biennio, una crescita su base annua (+130mila). La tendenza, in atto da alcuni mesi, ad un miglioramento della domanda di lavoro sembra aver portato una parte degli “scoraggiati” ad attuare politiche più attive di ricerca di un’occupazione, determinando a settembre un aumento di disoccupati di 48mila unità dinamica che ha riportato il tasso di disoccupazione al 12,6%”, continua Confcommercio.

“Al contrario la Cig registra a settembre, dopo cinque mesi di riduzioni, un aumento delle ore autorizzate +13,7%, rispetto all’analogo mese del 2013 (-6,2% nel complesso dei primi nove mesi dell’anno). La dinamica dell’ultimo mese è stata determinata esclusivamente dalla componente relativa alla Cig straordinaria (+56,8% settembre, +28,5% nel periodo gennaio-settembre)”, aggiunge Confcommercio.

Sicilia e Calabria sferzate dal maltempo

La Sicilia in queste ore è interessata da una ampia circolazione depressionaria, di matrice afro-mediterranea, ben strutturata a tutte le quote (CUT-OFF a 500 hpa), che al momento è attestata, con un minimo al suolo di 1001 hpa, davanti le coste della Tunisia settentrionale, poco a sud-est della capitale Tunisi. Tale struttura ciclonica extratropicale è tenuta in vita da infiltrazioni di aria fredda che dalla regione balcanica sfociano verso l’Italia centro-meridionale e il medio-basso Tirreno, con forti venti di Grecale e Levante (da E-NE), mentre dall’entroterra desertico libico continuano a risalire correnti d’aria più miti, d’estrazione sub-tropicale continentale, che si umidificano notevolmente durante il passaggio sopra lo Ionio, pilotando verso le coste di Sicilia e Calabria intensi addensamenti nuvolosi che danno luogo a piogge battenti e rovesci, localmente esaltati dall’azione orografica. In pieno autunno, fra i mesi di Ottobre, Novembre e Dicembre, con i mari più caldi, una simile configurazione barica si sarebbe resa responsabile di gravi eventi alluvionali, con fenomeni temporaleschi particolarmente violenti. In questo episodio perturbato sono state le piogge battenti, cadute ininterrottamente per oltre 24-36 ore, e i forti venti orientali, che hanno accompagnato l’approfondimento del minimo barico al suolo, a cagionare i maggiori danni. Il “gradiente barico” (differenza di pressione) che si è scavato tra la Sicilia e la regione alpina, con l’approfondimento della circolazione depressionaria sul Canale di Sicilia stimata sui 1001 hpa, ha contribuito a determinare una notevole accelerazione ai già intensi venti orientali che si sono versati sul basso Tirreno con furiose burrasche da Est ed E-NE che hanno sferzato tutta la costa tirrenica calabrese, le isole Eolie e le coste del palermitano, con potentissime raffiche di oltre i 100 km/h, mentre in alcune zone del vibonese l’effetto del vento di caduta dai rilievi interni ha generato delle folate veramente impetuose, con picchi di 120 km/h.

Incredibile il dato della stazione di Bonifati che ancora una volta non smentisce le sue perfomance eoliche con le forti correnti di caduta da Est e Sud-estI. Nella locale stazione sarebbe stata misurata una raffica di picco di ben 142 km/h. Il particolare posizionamento dell’area depressionaria sull’alto Canale di Sicilia, non lontano da Pantelleria, ha permesso alle tiepide masse d’aria, provenienti dall’entroterra libico, di caricarsi di umidità durante il loro passaggio sopra il mar Libico e lo Ionio, favorendo la formazione di un tappeto di nubi medio-basse che andavano ad impattare lungo le coste della Sicilia orientale e della Calabria ionica, scaricando su quest’ultime abbondanti precipitazioni che sono state ulteriormente esaltate dallo “stau” (effetto sbarramento all‘aria umida in risalita dallo Ionio) esercitato dai principali comprensori montuosi della Sicilia orientale (Iblei, Etna, Peloritani) e della bassa Calabria (Aspromonte, Serre, Sila). Come previsto le piogge più copiose hanno colpito molte località del ragusano, siracusano, catanese e messinese ionico, dove in mattinata si sono stabiliti accumuli che hanno sfondato il muro dei 200 mm, un quantitativo d’acqua davvero molto ingente. Lungo le pendici orientali dell’Etna e sul versante orientale dei monti Peloritani sono state parecchie le località che hanno superato i 180-200 mmin poco più di 24 ore di piogge ininterrotte. Su tutti spiccano i dati di Nicolosi, alle pendici dell’Etna, di Canicattini Bagni e Antillo. A Nicolosi l’accumulo complessivo è prossimo ai 250 mm. Si tratta di un diluvio monsonico.

Ma sono numerose le stazioni, in tutta l’isola, che ormai hanno oltrepassato la soglia dei 100-150 mm. A causa delle abbondanti precipitazioni molti fiumi e torrenti si sono ingrossati pericolosamente, rischiando di esondare in alcuni punti. Le situazioni più critiche si riscontrano tra siracusano, catanese e messinese ionico, dove molti corsi d’acqua rimangono sotto un attento monitoraggio, in attesa della graduale attenuazione dei fenomeni, prevista per le prime ore della serata. Ma piogge molto intense e persistenti non stanno risparmiando neppure la Calabria meridionale, in particolare il versante orientale dell’Aspromonte, dove lo “stau” ai forti venti da Est sta determinando autentici diluvi, con accumuli di oltre i 200-250 mm. Notevolissimi i quasi 270 mm caduti a Roccaforte del Greco, un paese posto a circa 971 metri di altezza sul versante meridionale dell’Aspromonte, molto ben esposto alle correnti di aria umida, di origine ionica, risalenti da Est. Qui non smetterà di piovere prima della tarda serata/notte, non è tanto remoto il rischio di registrare un accumulo definitivo prossimo al muro dei 300 mm (valore degno da pioggia torrenziale).

Situazione difficile anche in molti comuni della locride che in queste situazioni sinottiche rimangono sotto il tiro delle umide correnti orientali che dispensano fitte e persistenti precipitazioni che ingrossano i letti delle fiumare, cagionando frane e smottamenti nelle zone montuose e nelle campagne. Oltre i 1500-1600 metri, invece della pioggia, nevica di brutto. Difatti, accumuli di pioggia superiori ai 150-200 mm, in poco più di 24-36 ore, si traducono in metrate di neve fresca sui rilievi, a quote medio-alte, sopra i 1500-1600 metri. Le abbondanti precipitazioni hanno dato luogo a forti tormente di neve sull’Etna e sulla cima dell’Aspromonte, dove oltre i 1600-1700 metri si stimano accumuli superiori ai 2-3 metri di neve fresca. Anche sulle cime dei Nebrodi e sulle Madonie è caduta molta neve sopra i 1500-1600 metri di altezza, mentre il manto nevoso presente alle quote inferiori è stato fuso dalla pioggia. Tanta neve, a quote superiori ai 1100-1200 metri, sta cadendo anche sulla Sila e sul versante orientale del Pollino, dove è già presente un abbondante strato di neve. Qui continuerà a nevicare per tutta la notte, con abbondanti accumuli già sopra i 1000-1100 metri. Per un miglioramento definitivo, fra Sicilia e Calabria, bisognerà attendere non prima del pomeriggio di domani, allorquando la circolazione depressionaria, ora attestata sul Canale di Sicilia, migrerà molto lentamente verso il mar Libico e il basso Ionio, regalando ampie schiarite e residue precipitazioni sparse sui settori ionici.