Assistenza ai profughi, due poliziotti di Massa colpiti da tubercolosi

Due poliziotti di Massa Carrara hanno contratto la tubercolosi, nel corso di un servizio di accoglienza profughi in citta’. Lo riporta ‘Il Tirreno’  e la notizia trova conferma da fonti locali della polizia.

Il caso risale ai primi di settembre, quando erano comparsi i primi sintomi di Tbc. Entrambi si sono sottoposti per tempo alle terapie. Negativi i test per tutti i loro colleghi della questura di Massa Carrara. ASCA

Dai Matteo, battiamo insieme quest’Europa

Carissimo Matteo Salvini,
Oggi il nostro Paese vive il periodo di maggiore difficoltà dal dopoguerra. Non si tratta solo di crisi economica e sociale ma anche di un progressivo declino culturale e valoriale. L’Italia appare oggi come una nave in mezzo al mare in tempesta senza rotta e senza comandante. Guardiamo all’attuale situazione politica del nostro Paese: ci troviamo nell’assurda condizione di avere avuto gli ultimi tre governi, compreso quello attuale guidato da Matteo Renzi, che non sono stati eletti dal popolo e sono totalmente asserviti a quest’Europa che ogni giorno calpesta la nostra identità nazionale, la nostra cultura e le nostre tradizioni, il nostro popolo.
L’Europa dei popoli, un grande e straordinario sogno della politica del passato, non si è realizzata e, purtroppo, si è trasformato nell’incubo che oggi tutti noi stiamo vivendo. Si è preferito puntare su una Unione burocratica ed accentatrice, su un’idea d’Europa totalmente sbagliata che andrebbe smantellata dal primo all’ultimo mattone per evitare che ci crolli definitivamente addosso con danni incalcolabili e forse oggi inimmaginabili. Oggi l’Europa non è amica dell’Italia, questo è un dato oggettivo che nessuno potrebbe smentire.
È un’Europa che ci lascia soli nella battaglia contro l’immigrazione clandestina: una falsa e ipocrita idea di solidarietà giustifica l’invasione quotidiana delle coste del nostro Paese da parte di masse di disperati che si affidano a schiavisti senza scrupoli e portatori di morte. Invece, rispetto a tale drammatica situazione, un governo serio e rigoroso punterebbe ad aiutare queste popolazioni bisognose nei loro Paesi d’origine, ma allo stesso tempo chiuderebbe le proprie frontiere e farebbe una dura lotta all’immigrazione clandestina, direbbe no alla concessione della cittadinanza italiana per ius soli.
Oggi l’Europa è quella dell’Euro che ha distrutto al nostra economia, le nostre aziende e le nostre famiglie. Abbiamo assistito negli ultimi anni e ancora viviamo una crisi drammatica che ha portato migliaia di imprese a chiudere i battenti, migliaia di lavoratori a perdere il proprio lavoro. Ogni giorno giungono notizie di casi di suicidio di coloro che non ce la fanno più a vedere ogni giorno la propria dignità calpestata da uno Stato che troppe volte si è rivelato un vero e proprio oppressore. Le nostre imprese, anzichè essere esaltate come unici motori dello sviluppo del Paese, ogni giorno vengono colpevolizzate e assalite da controlli e sanzioni di ogni tipo per non parlare di leggi dannose come la Fornero che andrebbero cancellate di sana pianta. Oggi tanti padri di famiglia ogni giorno fanno la fila alla Caritas per poter ricevere un tozzo di pane da portare a casa. Uno stato vessatorio e nemico dei cittadini: è una situazione inaccettabile e che non può più essere tollerata. Ecco perchè occorre smarcarsi (e il termine non è scelto a caso vista l’eccessivo potere tedesco nell’Ue) dall’Euro e ritornare alla nostra moneta nazionale, la lira.
È l’Europa che ci ha completamente abbandonati nella grave vicenda dei due marò Girone e Latorre che rischiano la pena di morte solo per aver servito l’Italia. (E cito volutamente anche il caso dell’ambasciatore italiano Daniele Bosio, altra grande ingiustizia, di cui purtroppo si parla troppo poco, ai danni di un nostro connazionale dimenticato dall’Europa e dal governo italiano). È l’Europa che ci vuole obbligare a rinnegare i nostri valori in primis quello della difesa della famiglia tradizionale e che sta portando l’ideologia gender a prevalere sui valori e sulle radici del nostro Paese attraverso l’indottrinamento delle giovani generazioni nelle stesse scuole. Un’Europa che, a furia di svendere e calpestare le proprie origini, rassomiglia sempre di più a quell’Eurabia descritta perfettamente da Oriana Fallaci nei suoi libri che oggi appaiono vere e proprie profezie. Un’Europa che cerca di affossare le sue origini cristiane e che vuole annullare le differenze e le autonomie locali, le tradizioni e i costumi dei territori. Non possiamo non ribellarci a questo percorso che in pochi anni porterà all’affossamento del nostro Paese. Ecco perchè quanto sta accadendo in Francia dove tantissimi cittadini hanno scelto Marine Le Pen come guida politica non ci lascia indifferenti. La crescita della leadership di Marine è indice di una scelta consapevole e coraggiosa da parte dei francesi che porterà in breve tempo la leader del Front National alla presidenza della repubblica francese.
Oggi c’è una grande fetta di italiani che non si sente rappresentata dalla politica: parlo dell’Italia che è stata sempre chiamata Italia moderata e che oggi è incazzata nera e ha tutte le ragioni per esserlo. Nel 1994 gli italiani furono affascinati dalla discesa in campo di Silvio Berlusconi e accadde qualcosa di grande e di unico che è durato vent’anni: le istanze e gli ideali dei cosidetti moderati si sono uniti alla storia umana e politica di un uomo: Silvio Berlusconi.
Oggi quella stessa Italia, più incazzata, delusa e che si sente abbandonata dalla politica, chiede un’alternativa politica al Renzismo e alle sinistre. Quelle sinistre, oggi furbescamente rappresentate da Renzi, nei confronti delle quali, e lo dico con molto dispiacere, Berlusconi oggi non è combattivo come un tempo.
È un’Italia che vuole urlare a gran voce la propria amarezza ma sopratutto desidera che qualcuno si faccia carico dei propri problemi concreti: le tasse, la sicurezza nelle città, l’impossibilità di fare impresa a causa della burocrazia e dello stato oppressore, la libertà di difendere i propri valori primi tra tutti i valori cristiani insiti nella nostra tradizione nazionale e con essi il suo principale riflesso nella società, quella famiglia mai così attaccata come oggi.
Caro Matteo, tu puoi essere oggi l’interprete di questa Italia. Io non ti chiederò, come molti stanno facendo in questi giorni di fare delle rinunce: la secessione è un’idea superata e lontana nel tempo anche per la stessa Lega, perchè oggi, (e tu, contrariamente ad altri questo l’hai capito benissimo) la battaglia d’avanguardia da affrontare è quella contro quest’Europa. Il nemico non è Roma ma è il cuore del potere tecnocratico dell’Unione Europea, quell’Europa che considera il nostro paese un popolo di camerieri come per ultimo dimostra lo spot della Bce sulla nuova banconota da dieci euro. E questa è una battaglia identitaria e nazionale. La cultura e la storia d’Italia, la creatività e il talento degli italiani, il ruolo da tutti riconosciuto del made in Italy nel mondo, da sempre orgoglio del nostro Paese, meritano molto di più che essere considerati i camerieri dell’Europa.
Ecco perchè è un momento di svolta per la politica italiana. È l’ora di costruire una nuova casa politica che accolga gli italiani liberi e oggi molto incazzati. L’appello che ti rivolgo, caro Matteo Salvini, è il seguente: lancia una piattaforma politica nuova chiamando a raccolta intorno a tale nuova proposta tutti i movimenti, i partiti e i singoli cittadini che vorranno aderire al progetto. Un messaggio chiaro e semplice agli italiani, così come Marine le Pen ha fatto con i Francesi. Una nuova e avvincente sfida a cui saranno chiamati tutti gli italiani liberi, dal Nord al Sud del Paese.
Forza Salvini, prendi il timone. Tracciamo una nuova rotta e riprendiamoci l’Italia.
*Consigliere regionale della Sardegna

Solo la Lega di Salvini cresce nei sondaggi: sempre più vicino il 10%

Ormai è solo una questione di tempo perché la crescita della Lega Nord di Matteo Salvini è inarrestabile: il traguardo a due cifre ormai è a un’incollatura. Pur non credendo ai sondaggi la realtà del 10% diventa sempre più vicina. Ieri, l’ultimo sondaggio dava il Carroccio al 9.3. Un altro istituto, Demopolis, quota le intenzioni di voto nei confronti della formazione guidata da Matteo Salvini all’8,5. Un risultato incredibile soprattutto per chi, fino a pochi mesi fa, dava la Lega per morta. Finita.
Così non è e non solo per il Carroccio che continua a salire nelle intenzioni di voto ma anche per lo stesso Salvini che viene riconosciuto sempre più come riferimento per il centrodestra. Tra i leader politici il segretario federale conquista il terzo posto dopo Matteo Renzi e Giorgio Napolitano. Dietro di lui Beppe Grillo che ormai lo insegue da parecchie settimane, poi Silvio Berlusconi e infine Angelino Alfano che nessuno sembra volere più, forse nemmeno gli stessi elettori del Ncd. Il vero crollo, comunque, lo registra Forza Italia.
Dal 2008 quando poteva contare su 14 milioni di voti, il partito di Berlusconi ora non ne raccoglie nemmeno un terzo. «A colpire – afferma il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento – sono soprattutto quei 21 elettori su 100 del Pdl che voterebbero oggi per il PD: 3 milioni di voti sottratti da Renzi al partito storicamente più forte del Centro Destra». Chi invece porta a casa un grande beneficio è proprio la Lega di Salvini che grazie a un’opposizione molto decisa al Governo sembra beneficiare della fiducia degli elettori. Il Carroccio è in trend positivo da mesi: otterrebbe oggi, secondo il Barometro Politico Demopolis, il 9%: circa 2 milioni e 800 mila voti, il doppio rispetto alle ultime Politiche. I flussi, rilevati negli ultimi 6 anni da Demopolis per il programma Otto e Mezzo, forniscono la misura del progressivo ridimensionamento del peso elettorale del partito di Berlusconi. Un quinto si asterrebbe, 16 opterebbero per il Movimento 5 Stelle, 13 per altre liste. Nessuno può certo dormire sonni tranquilli perché la fiducia dell’elettorato va conquistata e mantenuto giorno per giorno su proposte concrete. Non certo su vaghe promesse.

Salvini in visita al campo nomadi a Bologna, tensione sale

Si scalda il clima attorno alla visita di domani ad un campo nomadi a Bologna del segretario della  Lega  Nord Matteo  Salvini , che in diverse interviste e in un post su Facebook ha ribadito, nonostante le tensioni, l’intenzione di andare: “Ci sarò′”. La visita arriva a qualche giorno dallo schiaffo dato da una delle ospiti del campo di via Erbosa a una consigliera comunale leghista, Lucia Borgonzoni, che lo visito’ lunedi’. Oggi, al Corriere di Bologna,  Salvini  ha ribattuto all’accusa che quel blitz fosse una provocazione (“Ti pago tutto, vengo a verificare, e mi prendi pure a schiaffi?”). Al Resto del Carlino, che gli ha fatto notare il ‘sapore’ elettorale della visita (il candidato alle regionali per Fi,  Lega  e Fdi e’ il leghista Alan Fabbri) ha risposto: “Non faccio certo campagna elettorale sui rom”. L’Anpi e il parlamentare di Sel Giovanni Paglia hanno chiesto a prefetto e questore di vietare la visita. Il Comune ha ricordato che chi non e’ consigliere non puo’ entrare nel campo senza autorizzazione. ANSA

CLAUDIO BORGHI: C’E’ UN PIANO DEL GOVERNO PER ABOLIRE IL CONTANTE

[quote2]”Apprendiamo dalla stampa che l’agenzia delle entrate, in accordo col governo, non solo non ha nessuna intenzione di toglierel’assurdo limite all’utilizzo del contante ma addirittura ha un piano per abolirlo del tutto. È allo studio un sistema di controllo totale che, con la scusa della lotta all’evasione, consentirà al governo di costringere tutti all’uso esclusivo del conto corrente e della moneta elettronica e quindi di prelevare qualsiasi tassa dai nostri conti con un clic. Tutto questo mentre si certifica il ben noto fatto che il Lussemburgo del presidente europeo Juncker, votato in coppia da Pd e Forza Italia, è in realtà un enorme paradiso fiscale per straricchi. Gli Italiani si sveglino – conclude Borghi – Si è preparato un inferno per i normali cittadini e un paradiso per i milionari che magari affollano le cene di finanziamento per Renzi. A loro il Lussemburgo a noi Equitalia”.[/quote2]

Lo scrive in una nota Claudio Borghi Aquilini, responsabile economico della Lega Nord.

IMPONENTE MANIFESTAZIONE A BRUXELLES CONTRO LE POLITICHE ”D’AUSTERITA”’ IMPOSTE DALLA UE AL BELGIO (VIOLENTI SCONTRI)

Molte decine di migliaia di manifestanti – 100.000 secondo gli organizzatori – sono sfilati ieri, giovedì 6 novembre, nel centro città di Bruxelles, capitale del Belgio e capoluogo amministrativo dell’Unione europea. Una mobilitazione come non se ne erano mai viste prima in questo paese, per protestare contro le misure di austerità elaborate dal nuovo governo.

La battaglia sul terreno sociale si annuncia ardua per il primo ministro belga, il liberale francofono Charles Michel. Il movimento di protesta dovrebbe crescere sino al 15 dicembre, giorno previsto per uno sciopero generale e prende una connotazione chiaramente politica, con la presenza nel corteo di esponenti della sinistra francofona.

“E’ evidente che si devono fare degli sforzi, ma le misure adottate dal governo sono ingiuste. Le grandi aziende e i detentori di capitale non partecipano alla solidarietà, mentre invece si diminuiscono i salari e le pensioni, si riforma la sicurezza sociale – ha denunciato la capo fila dei socialisti Laurette Onkelinx, alla guida del corteo.

Secondo il servizio di studio del partito socialista, l’insieme delle riforme previste dal governo costerà annualmente a ogni cittadino del Belgio 336 euro. Secondo alcuni esperti, è la prima volta dal 1982 che il potere d’acquisto delle famiglie del paese verrà ridotto.

I tre maggiori sindacati del Belgio denunciano un governo che aiuta i datori di lavoro penalizzando i lavoratori, senza esigere nulla da chi vive dei redditi del capitale o della proprietà.

Dall’entrata in funzione della coalizione che riunisce tre partiti fiamminghi (i separatisti dell’alleanza neofiamminga, NVA, i cristiano-democratici e i liberali) e un solo francofono (il movimento riformatore del premier Charles Michel) i sindacati sono in guerra contro diverse misure previste: la limitazione del sistema delle pensioni anticipate, un blocco temporaneo dell’adattamento automatico dei salari all’aumento dei prezzi, la limitazione dei fondi per la salute e le spese sociali, la riorganizzazione dell’intero settore pubblico, l’aumento dell’età della pensione a 67 anni a partire dal 2030, contro gli attuali 65 anni.

 

Centrodestra, #Salvini: Tutti benvenuti tranne Alfano ma la Meloni non ricatti

Nel centrodestra “chi ci sta e’ il benvenuto, tranne  Alfano “. Lo dice a Sky tg24 il segretario della  Lega  Matteo  Salvini . E alla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che lo ha invitato a mettere da parte il secessionismo, replica: “Se devo costruire qualcosa di nuovo non lo faccio ricattando”, aggiunge, sottolineando che comunque la  Lega  resta per il federalismo. Di certo, per il segretario del Carroccio, “il centrodestra se rimane cosi’ com’e’ muore” e quindi e’ “sbagliato” dire che le primarie non sono un argomento in discussione come fa Berlusconi . “Mi interessa che si parli di progetto”, chiosa  Salvini . Quanto alla competizione col sindaco di Verona Flavio  Tosi  per la leadership della coalizione “nella Lega  piu’ idee e teste pensanti ci sono, meglio e'”.  (Il Velino)

Sondaggio Ixè Agorà: Matteo Renzi scende, Matteo Salvini sale.

Per un Matteo che scende, ce n’è uno che sale. Mentre il governo e il suo leader perdono progressivamente consensi, l’altro Matteo – Salvini, Lega Nord – continua a essere l’unico leader in ascesa. È quanto emerge dagli ultimi sondaggi realizzati da Ixè per Agorà. Secondo le ultime rilevazioni, la fiducia nel premier è ancora elevata (45%), ma quella nel governo sta lentamente diminuendo: era al 48% lo scorso 3 ottobre, è al 43% oggi (un calo di 5 punti percentuali).

L’unico esponente politico in crescita, sempre secondo i sondaggi, è il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, che raccoglie il 21% delle preferenze (+1% nell’ultima settimana). Seguono a distanza di sicurezza Beppe Grillo (18%) e Silvio Berlusconi (costante al 15%). Già la settimana scorsa era emerso come l’unico partito politico in crescita fosse proprio la Lega Nord.

Sempre sul fronte dei leader, tra chi si colloca a sinistra di Renzi il nome preferito è quello di Maurizio Landini (22%), seguito da Camusso (19%) e Vendola (16%).

Grecia: trapianti, unità mediche in condizioni “tragiche”

Le unità per i trapianti presso gli ospedali della Grecia si trovano ad affrontare gravi problemi dovuti alla mancanza di personale e di medici specializzati. Lo riferisce oggi il quotidiano To Vima che porta ad esempio i casi delle due maggiori unità per trapianti esistenti nel Paese, quella dell’ospedale Laiko ad Atene e quella dell’Ippokratio a Salonicco.

In quest’ultimo ospedale c’è una grave carenza di anestesisti, mentre la ricostruzione dell’unità per trapianti di rene del Laiko ha registrato un ritardo di oltre due anni e mezzo. Inoltre, all’unità per trapianti di fegato del Laiko, che è stata attiva per tre anni dal 2006, non è stata rinnovata la licenza per motivi tecnici, in quanto per farla funzionare sono necessari almeno 10 infermieri. Di conseguenza, l’unità per trapianti di fegato a Salonicco si è dovuta far carico dei mancati interventi ad Atene. Oltre a ciò, come hanno sottolineato esperti del settore, negli ultimi cinque anni in Grecia sono diminuite le donazioni di organi e il sistema sanitario nazionale stenta a mantenere l’interesse del pubblico sulla questione. L’organizzazione nazionale dei trapianti (Eom) ha di recente condotto uno studio da cui è risultato che in Grecia vi sono sette donatori di organi per ogni milione di persone a confronto della media europea che è di 20 o più. Inoltre, dei 146 decessi segnalati nelle unità di terapia intensiva lo scorso anno, solo in 62 casi le famiglie dei defunti ne hanno donato gli organi.

Secondo l’Eom, negli ospedali i medici non hanno posti letto a sufficienza per offrire le cure di cui c’è un disperato bisogno e non dispongono del personale sanitario necessario per potersi concentrare sulla donazione di organi quando un paziente muore in terapia intensiva. La mancanza di questo tipo di unità e di personale specializzato per gestirle significa pertanto che vengono effettuate un numero molto minore di donazioni di organi. Attualmente in tutta la Grecia sono disponibili soltanto 540 posti letto nelle unità di terapia intensiva, mentre altri 154 restano inutilizzati a causa della carenza di personale.

(ANSAmed).