Sondaggi elettorali, la Lega di Salvini sempre più su. Forza Italia a picco

Il Carroccio supera il 9% e continua a strappare consensi al partito di Berlusconi. Che cala ad un minimo storico, sotto il 15%. Intanto il Pd regge al 40%. Ecco i dati di 9 istituti demoscopici a confronto.

Dai sondaggi elettorali continuano ad arrivare ottimi segnali per la Lega Nord di Matteo Salvini. Favorito dalle numerose apparizioni televisive del suo segretario, infatti, il Carroccio sta costantemente aumentando settimana dopo settimana la propria quota di consenso a discapito di Forza Italia. A confermarlo è la media delle rilevazioni sulle intenzioni di voto degli italiani realizzate dai principali istituti demoscopici.

 

Sondaggi elettorali13 novembre

 

SONDAGGI ELETTORALI, FORZA ITALIA IN CALO AL 14,8% – Stando ai dati raccolti ed elaborati nei primi dieci giorni di novembre la Lega è salita ora precisamente al 9,2% di preferenze e rappresenta l’unica tra le principali formazioni politiche ad aver conquistato elettori dopo le Europee del 25 maggio, quando è risalita fino al 6,2%. Nel dettaglio il partito di Salvini si muove tra l’8,5% dei voti stimato dagli istituti Ixè, Ipsos e Piepoli al 10,7% segnalato invece da Euromedia Research.I segnali negli ultimi sondaggi sono invece negativi per Silvio Berlusconi, perché Forza Italia vede ora calare il proprio consenso mediamente al 14,8%, esattamente due punti in meno del 16,8% ottenuto sei mesi fa alle urne. Gli azzuri nel dettaglio oscillano tra il 14% indicato da Demopolis, Ipr Marketing e Datamedia al 15,9% di Swg.

 

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SONDAGGI ELETTORALI, PD STABILE AL 39,6% – Ovviamente in uno scenario simile non è incoraggiante il dato complessivo della coalizione dicentrodestra. Un ipotetico schieramento allargato dai centristi di Ncd e Udc fino alla Lega varia oggi dal 29,5% indicato da Piepoli e Ipr Marketing al 33,3 di Euromedia, e vale in media il 31,3%, 12 punti in meno del centrosinistra, che nel frattempo i sondaggisti considerano ancora composto, sullo schema delle Politiche 2013, da Pd e Sel, e che arriva mediamente al 43,4%. A spingere in alto la coalizione è ovviamente soprattutto il Pd, che si mantiene vicino al sorprendente 40,8% delle Europee. Il partito di Renzi viene stimato in media al 39,6% e supera la soglia del 40% in quattro casi su otto (nelle rilevazioni di Swg, Emg, Ipr e Piepoli).

SONDAGGI ELETTORALI, SEL, NCD E FDI SOTTO IL 4% – Per quanto riguarda poi i partiti minori, in caso di riforma elettorale con sbarramento al 4 o al 5% rischiano seriamente di ritrovarsi fuori dalla Camera dei deputati almeno tre formazioni che oggi sono presenti a Montecitorio. Sel, che alle Europee ha sostenuto la lista unitaria della sinistra radicale, si maniene in linea con il 3,2% ottenuto alle Politiche 2013. Nei sondaggi mediamente il partito di Nichi Vendola vale ora il 3,4% muovendosi tra il 2,9 e il 3,8%. Ncd eUdc, che alle Europee in lista unitaria hanno portato a casa il 4,4%, raccolgono invece complessivamente il 3,8%. Fratelli d’Italia, reduce dal 3,7% delle urne scende mediamente nei sondaggi al 3,3% e supera il 4% in una sola occasione.

 

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SONDAGGI ELETTORALI, M5S AL 19,6% – Appare stabile il Movimento 5 Stelle. Alcune scelte di Beppe Grillo (come le espulsioni di attivisti dopo una contestazione alla manifestazione del Circo Massimo e l’aver minimizzato il problema della mafia durante un comizio in Sicilia) sembrano aver generato una flessione nel consenso del suo partito, che tuttavia si mantiene ad un livello di voti potenziali tale da garantire almeno un centinaio di eletti alla Camera. I pentastellati valgono in media il 19,6%, in calo dal 21,2% delle Europee e variano tra il 17,5% di Ipr Marketing al 20,9% di Emg. Sono quasi nulle, infine, le chance di altre liste minori come Rifondazione Comunista, che non supera mai il 2%, i Verdi, mai oltre l’1,4%, e i Radicali, stimati da Ixè allo 0,7%.

(Grafico: Giornalettismo. Foto di copertina di Leonardo Bianchi da archivio LaPresse)

Euro, #Salvini: “A Grillo ho chiesto più di una volta un incontro ufficiale, ma ha detto che non gli interessa”

Dopo la presentazione del M5s del referendum sull’Euro al Parlamento europeo, Beppe Grillo alla domanda su un’eventuale alleanza con la Lega Nord in chiave ‘No euro‘ ha risposto che “non importa, destra o sinistra, noi agiamo su dei progetti e se questi sono buoni noi andiamo avanti con chiunque, il nostro è un movimento ecumenico”. Sempre da Bruxelles gli risponde oggi il leader leghista Matteo Salvini: “A Grillo ho chiesto più di una volta un incontro ufficiale, io resto a disposizione”. Tuttavia l’eurodeputato della Lega Nord dice che “esperti come Alberto Bagnai sostengono che il referendum consultivo è una perdita di tempo”. Salvini telefonerà a Grillo? “Non ho il numero, ma posso mandargli un messaggio sul blog”. E tra Lega e M5S ci sono altri punti in comune? Salvini: “Condivido la battaglia contro disoccupazione e a favore di una politica trasparente, ma su immigrazione la penso in modo completamente diverso perché i grillini hanno cancellato il reato d’immigrazione”

#Salvini: ” Tor Sapienza, quando ci andrò e perché. Bologna? Ora vediamo se c’è un giudice…”

Le periferie romane sono in fiamme e il modello di integrazione praticato fino a oggi dalle autorità locali e nazionali mostra il fiatone. “Si tratta del fallimento dello Stato e di un certo modo di amministrare la cosa pubblica basato sull’immigrazione incontrollata”, commenta il segretario della Lega nord, Matteo Salvini. Che però aggiunge: “La violenza non si giustifica mai”

Salvini, oggi è stata un’altra giornata di fuoco a Tor Sapienza. Come commenta gli scontri che infiammano le periferie romane?

«Cominciamo col dire che la violenza non si giustifica mai, per prima cosa…».

La situazione resta però esplosiva…

«Evidentemente questo è il fallimento dello Stato e di un certo modo di amministrare la cosa pubblica. Purtroppo la politica dell’immigrazione incontrollata porta anche a queste reazioni».

Conferma che intende andare a far visita in quel quartiere in fiamme?

«Sì, ci andrò, ma quando la situazione sarà più tranquilla. Non voglio essere fonte di ulteriori problemi, voglio solo dare una mano».

Nel frattempo sono stati identificati i giovani che l’hanno aggredita a Bologna…

«Una buona notizia, ringrazio la Polizia per il lavoro che ha fatto. Vediamo ora se c’è un giudice che punisce chi sfascia le macchine e aggredisce la gente».

#Salvini: campagna elettorale Lega sotto assedio, ma non ci fermano

“Non e’ possibile fare una campagna elettorale blindata e sotto assedio”. Lo ha dichiarato in una nota il segretario della Lega nord Matteo Salvini, commentando quanto accaduto questo pomeriggio a Parma. “Non e’ possibile – ha affermato – che i cosiddetti ‘bravi ragazzi’ dei centri sociali se la prendono anche con gli anziani come e’ accaduto oggi a Parma. Non e’ possibile che poliziotti invece di beccare ladri siano impegnati a tenere a bada questa gentaglia. Se Renzi e Alfano ci sono, battano un colpo”. “Detto questo – ha proseguito Salvini – il nostro tour in camper non si ferma. Andiamo avanti: oggi a Parma e’ stata una bellissima giornata con artigiani, imprenditori, coltivatori, allevatori. Noi andiamo avanti”. (ascanews)

”LA GERMANIA STA COSTRUENDO UN ALTRO MURO DI BERLINO, QUESTA VOLTA ADDIRITTURA PEGGIORE: ECONOMICO” (WASHINGTON POST)

L’opinionista ed editorialista della “Washington Post”, Charles Lane, rivolge un duro attacco alla Germania, che accusa di destabilizzare l’economia globale con le sue politiche e pratiche commerciali.

La caduta del Muro di Berlino – scrive – e’ una giusta ragione d’orgoglio per i tedeschi, che a 25 anni dalla riunificazione hanno conseguito pace, stabilita’ e benessere economico, oltre a un importante peso diplomatico, come dimostrato dalla crisi ucraina.

Negli Stati Uniti la Germania gode di una enorme popolarita’, pari addirittura al 67 per cento, stando al piu’ recente sondaggio dell’Istituto di ricerca Pew. Eppure, proprio Berlino sembra decisa a rovinare tutto con la sua ossessiva dedizione “alla produttivita’ e al rigore fiscale”, che ha fatto la fortuna del paese ma esercita una forza “sempre piu’ destabilizzante sull’economia globale”.

L’oggetto degli strali di Lane e’ l’ormai ben noto surplus della bilancia commerciale tedesca, che nel 2013 ha raggiunto la colossale cifra di 276 miliardi di dollari, addirittura piu’ della Cina.

“Le esportazioni tedesche sommergono l’Europa e il globo, e negano quote di mercato ai paesi depressi e indebitati dell’Unione Europea che ne hanno disperatamente bisogno”.

Il vantaggio competitivo tedesco e’ frutto di innegabili meriti interni, ma anche di una moneta unica che favorisce unicamente la corazzata industriale germanica: “la deflazione affligge i 18 paesi dell’eurozona, e la risposta di Berlino e’ la solita predica sulle riforme strutturali e l’equilibrio di bilancio”.

Ma non e’ tutto: secondo Lane, “l’unica cosa peggiore dell’austerita’ che la Germania predica ai suoi vicini e’ quella che impone a se’ stessa”: la prima economia europea “potrebbe crescere di piu’ se solo stimolasse la domanda interna con sgravi fiscali, salari maggiori e maggior spesa destinata alla difesa e alle infrastrutture”, anche a spese “della promessa di Merkel di conseguire l’equilibrio di bilancio entro il 2015”.

Alle sollecitazioni degli Stati Uniti e del Fondo monetario internazionale, pero’, la replica tedesca e’ sempre la stessa: “Nein”.

Allentare la politica del rigore – spiega l’opinionista – andrebbe contro l’etica maturata in Germania dopo la Seconda guerra mondiale, che “valuta il risparmio alla stregua di un valore in se'”. La Germania “e’ il caso di quel paese che ha appreso in maniera eccessiva la lezione impartitagli dalla storia”.

Per la prima economia economica, uscita distrutta dalla guerra, il ruolo di “paese orientato ai bisogni economici e politici altrui” rappresenta piu’ di un “modello di successo”: e’ “una definizione di virtu’ che ha finalmente consentito a quella nazione travagliata di conquistare un equilibrio non soltanto finanziario, ma anche morale”: eppure, proprio come in passato, il paese sembra incapace di comprendere quando “il modello inizia a produrre risultati negativi”.

I tanti tedeschi come Michael Miebach, scienziato politico paladino della linea del rigore fiscale in Germania e nell’intera eurozona, “sono incapaci di comprendere che la disastrosa situazione economica europea non si risolve col moralismo, ma col pragmatismo”.

Un paese che ha trasformato l’orrendo Muro di Berlino in un simbolo di progresso, “non puo’ non essere in grado di riconoscere che sta conducendo l’Europa a un vicolo cieco economico e politico. Ne sta costruendo un altro, di muro. Forse addirittura peggiore”.