BORGHI: FLAT TAX POSSIBILE, SABATO DAREMO VERI NUMERI

“Sulla flat tax circolano calcoli sbagliati fatti su numeri inventati. In merito a fantasiosi calcoli riportati dal sito “lavoce.info” e ripresi da “Il Fatto Quotidiano” secondo i quali l’economista Francesco Daveri ha stimato in circa cento miliardi il potenziale ammanco di gettito derivante dall’applicazione della nostra proposta di Flat Tax, la Lega Nord rileva che tali calcoli sono stati effettuati su dati del tutto errati e con metodologie grossolanamente sbagliate. Stupisce che un economista serio come Daveri abbia sentito il bisogno di inventarsi dei numeri prima della presentazione ufficiale della proposta della Lega Nord prevista per sabato prossimo e senza provare ad informarsi direttamente presso di noi. Ancora maggior perplessità suscita il categorico rifiuto di Daveri di rettificare e anche solo di ascoltare di fronte alla nostra disponibilità di fornire i dati corretti. Sulle tasse degli italiani non si scherza e di numeri in libertà ce ne sono fin troppi. La Lega Nord ha effettuato uno studio serio di fattibilità e la sua proposta sarà certificata da Alvin Rabushka, massimo esperto mondiale di questo tipo di tassazione, che interverrà alla presentazione ufficiale di sabato e a cui rimandiamo per avere i numeri reali della nostra proposta che rivoluzionerà il rapporto degli italiani con le tasse”.
Lo afferma in una nota Claudio Borghi Aquilini responsabile economia della Lega Nord.

PALERMO: QUASI 900 EURO PER UN’ORA DI LAVORO, COMPENSI RECORD PER LA FORMAZIONE

La Scuola nazionale dell’amministrazione di Roma presenta un conto salatissimo all’assessorato regionale alla Formazione professionale che l’aveva incaricata di migliorare “la capacità istituzionale” di dirigenti e funzionari. In ballo una convenzione da 5 milioni di euro.

Quasi 900 euro per un’ora di lavoro. A tanto ammonta il compenso record del coordinatore di un progetto da 5 milioni di euro affidato, senza gara pubblica, dall’assessorato regionale alla Formazione dalla Scuola nazionale dell’amministrazione di Roma, una costola della Presidenza del Consiglio dei ministri.

La Scuola, che ha già incassato un acconto da un milione e mezzo di euro di fondi europei, organizza i corsi per “rafforzare la capacità” di dirigenti e funzionari siciliani. Era stata una legge del 2010 a stabilire che, per ridurre i costi, le Regioni dovessero affidare la formazione ad enti interni alla stessa pubblica amministrazione. L’imperativo era risparmiare ed, invece, saltano fuori compensi di lusso per coordinatori e docenti. L’uomo degli 895 euro, solo per fare alcuni esempi, è Alberto Heimler, dirigente dell’Autorità garante della Concorrenza. Il suo incarico prevede 56 mila euro per undici giorni di lavoro. Angela Razzino, dirigente Inail, si ferma a 561 euro all’ora per un totale di 43 mila euro. Giuseppina Santiapichi, dirigente Inps, guadagnerà 128 mila euro, con un costo orario di 147 euro. “Costi eccessivi”, dicono solo ora in assessorato. Nel frattempo, però, avrebbero iniziato a pagare il conto.

La convenzione fu sottoscritta nel 2012 con l’obiettivo di “rafforzare la capacità istituzionale e dei sistemi nell’implementazione delle politiche e dei programmi”. In soldoni, per rispondere alle direttive dell’Unione europea che impone alle regioni di investire sulla “Capacità istituzionale”, la Sicilia sborsa cinque milioni di euro alla Scuola per formare il personale dell’assessorato e non solo. Una parte dei corsi, infatti, è destinata ai rappresentanti delle forze dell’ordine e del mondo universitario. Nei corsi ci si prepara a fronteggiare “i rischi della corruzione nelle Istituzioni” ad aumentare la “sicurezza sui luoghi di lavoro”, ad avere dimestichezza con “l’e government” e prepararsi per la corretta ”programmazione della spesa dei fondi europei”.

E ci sono pure temi come lo studio del “codice antimafia” in una terra martoriata da Cosa nostra qual è la Sicilia. La convenzione è frutto di affidamento diretto come previsto dal decreto legge 78 del 31 maggio 2010, quella cioè che prevedeva la “riduzione dei costi degli apparati amministrativi”. Il decreto, poi convertito in legge, stabiliva che le “amministrazioni svolgono prioritariamente l’attività di formazione tramite la Scuola superiore della pubblica amministrazione ovvero tramite i propri organismi di formazione”. In molti in Sicilia sono oggi convinti che in alcuni casi si è finito per spendere più del necessario.

La Scuola nazionale ha già incassato un acconto del 30 per cento sul totale. L’erogazione della seconda, e corposa, tranche dei 5 milioni passava dalla presentazione del progetto esecutivo. E cioè del documento consegnato a luglio scorso in assessorato e contenente la tabella con i nomi di responsabili, coordinatori e docenti del progetto. Tutta gente dai curriculum a cinque stelle. Sono dirigenti di amministrazioni pubbliche, docenti universitari, magistrati ordinari, amministrativi e contabili, avvocati dello Stato e consiglieri parlamentari, esperti di comprovata professionalità.

Per tre mesi il progetto esecutivo non aveva destato sospetti in assessorato. Poi, a metà ottobre è partita una nota indirizzata alla Scuola: “C’è la crisi economica. I costi sono eccessivi e vanno contenuti”. Il 2 dicembre una seconda nota è stata spedita all’autorità di Audit della Regione, che ha poteri ispettivi, per chiedere di verificare “la congruità del personale”.

In attesa di sbloccare la seconda tranche del finanziamento, la Scuola ha ottenuto una proroga: il programma operativo prevedeva il completamento delle attività entro il 31 dicembre prossimo. Tuttavia, visti i ritardi nella gestione, la Scuola ha chiesto e ottenuto una proroga al 30 giugno 2015.

Infografica – I numeri della crisi del retail italiano

Non c’è black friday che tenga per risollevare il commercio. In attesa dei risultati del ponte dell’Immacolata, mentre si moltiplicano gli inviti a tradurre all’italiana il noto “venerdì nero” che negli Stati Uniti dà l’avvio allo shopping natalizio, la chiusura delle attività retail sta causando una nuova emergenza nei centri storici italiani. Secondo Confesercenti i negozi sfitti hanno superato quota 600mila sul territorio nazionale. Oltre 40mila sono gli spazi disponibili attualmente promossi su Immobiliare.it, il 16% in più rispetto al 2012.

Confesercenti, nel report di ottobre, ha rilevato che 56.562 attività sono state chiuse dal 2012 ad oggi, a fronte delle 67.400 avviate. In aumento anche le unità commerciali in cerca di un locatario: la situazione è particolarmente critica a Parma, Messina e Bergamo, mentre resistono Padova, Perugia e Venezia.

Fonte: tratto da Il Sole 24 Ore, lunedì 08 dicembre 2014 p.6

crisi-retail

FLAT TAX: SABATO CONVEGNO A MILANO CON SALVINI, RABUSHKA, SIRI

Sabato prossimo, 13 dicembre dalle ore 15 si svolgerà a Milano nella Sala Orlando del Centro Congressi di Corso Venezia 47 il Convegno sull’aliquota unica. All’evento parteciperanno il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini, il professor Alvin Rabushka, ex consulente del presidente americano Reagan e attualmente docente ordinario di Economia alla Stanford University (USA), teorico ed esperto mondiale del sistema impositivo di “flat-tax” e Armando Siri, fondatore del Pin, Partito Italia Nuova

Gli accrediti per i colleghi giornalisti vanno inviati a questo indirizzo di posta elettronica: leganordufficiostampa@gmail.com

Matteo #Salvini. “Uscire dall’Euro il più presto possibile”

Matteo Salvini è il politico di opposizione del momento. Venuto alla ribalta in modo prepotente in particolare dopo le elezioni in Emilia Romagna ha risollevato le sorti della Lega Nord che in molti davano per finita solo un anno fa. E ora si propone come punto di riferimento della politica italiana. Ecco i suoi cavalli di battaglia con cui ha trovato ascolto e approvazione tra gli elettori.

TPW : “Manca ormai una netta demarcazione tra linee politiche dei partiti di sinistra e quelli di destra. Ciò può denotare sia confusione nell’ambito della vita socio-politica , sia l’imperversare del pensiero superficiale , che tutto unifica . Cosa ne pensa?”

SALVINI : ” Il mondo in cui destra e sinistra indicavano alternative politiche reali è tramontato. Oggi la vera divisione è tra cooptati da Bruxelles e chi a questa Unione Sovietica Europea vuole opporsi. La vera frattura oggi è quella che già indicava Miglio tra produttori e parassiti: noi stiamo dalla parte di chi ogni giorno produce ricchezza e ogni giorno si vede derubare per mantenere i soliti noti.”

TPW : “Può la Lega, alla luce della propria storia politica che la qualifica, essere promotrice di una politica di conciliazione della diverse istanze che provengono dal tessuto socio- economico- politico attuale ?”

SALVINI : “La Lega dalla sua nascita ha avuto l’ambizione di essere sindacato dei territori, sintesi di interessi diversi la cui contrapposizione forzosa serve solo ad alimentare il “divide et impera” di Bruxelles e il teatrino della politica italiana. Noi proponiamo una ricetta chiara per superare la crisi: uscire dall’euro, abolire la riforma Fornero sulle pensioni, rottamare gli studi di settore e rivoluzionare il fisco con l’introduzione di un’unica aliquota fissa al 15% solo sul reddito. Questa è la nostra strada, chiunque vuole percorrerla seriamente è il benvenuto. ”

TPW : “Il Lavoro per tutti e la casa per tutti , nonché la creazione di nuove fonti economiche possono definirsi i pilastri vincenti del miglioramento dell’Italia?”

SALVINI : “Recentemente abbiamo presentato a Roma una proposta di modifica costituzionale che introduca nella Carta il principio della “piena occupazione”. Per Renzi invece la priorità è il “pareggio di bilancio” che stritola la nostra economia. Ognuno sceglie le sue priorità: noi siamo per lavoro per tutti, casa per tutti, ma precedenza assoluta agli italiani che in questo momento sono le vere vittime di razzismo di Stato in Italia.”

TPW : “Accogliere gli stranieri cosa significa per la Lega?”
SALVINI : “Accogliere vuol dire integrare. Per integrare occorre prima di tutto che sia ben chiaro chi è l’ospite e chi è l’ospitante, mentre in Italia si vive il paradosso di doversi adeguare alle esigenze e alle sensibilità di chi viene dall’altra parte del mondo. Questo è il vero razzismo. Senza dimenticare ovviamente che presupposto di ogni integrazione è il poter svolgere un lavoro dignitoso, ma con la disoccupazione giovanile al 42% oggi l’accoglienza è un lusso che non ci possiamo più permettere. E’ una questione di rispetto, per i nostri, ma anche per chi non deve illudersi di trovare l’America nel nostro paese.”

TPW : “L’Europa e gli italiani . Quale mediazione sarò necessaria per condividere la politica europea?”

SALVINI : “Primo passo è l’uscita dall’Euro, il più presto possibile. Subito dopo: riscrivere tutti i trattati in modo da fare dell’Europa la culla delle libertà democratiche dei popoli e non la gabbia che umilia le nostre vite e massacra la nostra economia”.

di Biagio Maimone per AGENPARL

Calabria: clandestini in arrivo su yacht lungo 12 metri

Uno yacht lungo 12 metri con una quarantina di immigrati a bordo e’ stato intercettato dalle unita’ navali della Guardia costiera a circa 60 miglia dalla costa crotonese.

L’imbarcazione, ormai alla deriva, e’ stata affiancata da una motovedetta proveniente da Roccella Jonica che ha preso i migranti a bordo prestando loro le prime cure. L’arrivo al porto di Crotone e’ previsto per la serata di oggi. (AGI)

#Salvini: Lega pronta a voto, Mattarellum lo userei in altro modo

Per il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, il Carroccio e’ pronto ad andare a elezioni anticipate “anche domani mattina perch� tutti i dati economici purtroppo ci dicono che le ricette del governo Renzi non servono a un accidente”. Lo ha detto durante un sopralluogo nel quartiere di Lambrate. Quanto alla legge elettorale e alle aperture di Matteo Renzi sul Mattarellum Salvini ha aggiunto che “alla lega della legge elettorale non puo’ fregare di meno. Il Mattarellum? Lo userei io in altro modo, spero che Renzi si dia una sveglia perch� i problemi dell’Italia non sono il Consultellum o il Mattarellum” ha concluo Salvini. Askanews

#Salvini: il marcio che c’e’ a Roma sconvolge e rattrista

Per il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, “a Roma c’e’ il marcio che vede coinvolti sostanzialmente tutti quelli che hanno governato in questi anni, sono sconvolto e rattristato”. Loa ha detto durante un sopralluogo nel quartiere di Lambrate riferendosi all’inchiesta che riferendosi all’inchiesta “Mondo di mezzo” della Procura capitolina. Quanto all’accusa di Grillo alla Lega di avere finanziato, con l’allora ministro Roberto Maroni al Viminale, i campi rom a Roma Salvini ha continuato: “Si’, ma per sgomberare i campi rom. L’obiettivo della Lega e’ campi zero, come a Verona, e ovviamente questo costa”. Askanews

Rinaldi: “La Troika è qui, i francesi se ne sono accorti. Il pericolo di effetto domino dalla Grecia”

“La Troika è già qui, forse Renzi non se n’è accorto come, invece, accaduto in Francia”. Va dritto al punto Antonio Maria Rinaldi, professore straordinario di economia politica alla Link Campus University e docente di Finanza aziendale presso la “G.d’Annunzio” di Chieti-Pescara, che conIntelligonews analizza i nodi economici sui tavoli di Roma e Bruxelles (passando per Atene).

Renzi dice “se falliamo noi arriva la Troika”. La Rete le paragona queste parole a quelle di Berlusconi sui comunisti. Qual è la sua valutazione?

«Renzi probabilmente non si rende conto che la Troika è già arrivata e anche da tanto tempo».

In che senso?

«Nel momento in cui non attua una politica economica tarata sulle esigenze dell’Italia ma accetta i vincoli esterni, di fatto si rende esecutore della volontà della Troika anche se non probabilmente non se n’è accorto. Se ne sono accorti, invece, i nostri cugini francesi i quali hanno detto chiaramente che non intendono rispettare determinati parametri imposti dalla Troika stessa. Il fatto stesso, poi, che la sua funzione di premier sia tale senza un passaggio elettorale come accaduto per i suoi due predecessori, rientra nel disegno della Troika».

Rileva un parallelismo, invece, tra le parole di Renzi e quelle di Junker sull’Italia?

«Trovo estremamente grave che il neo-presidente delle Commissione europea possa permettersi di rivolgersi nei confronti dell’Italia con questi toni molto più assimilabili a minacce che a confronti dialettici. Molto probabilmente, all’errore di Renzi nella sua esternazione pubblica definendo Junker al vertice di una struttura di burocrati (sicuramente veritiera ma politicamente inopportuna), il presidente della Commissione Ue risponde in questo modo. I rapporti con la Commissione  devono essere improntati ai fatti; se Renzi prendesse effettiva coscienza che le imposizioni provenienti dalla Troika sono controproducenti per il Paese che sta governando, agirebbe diversamente. Stiamo vedendo che in ambito europeo, molti Paese stanno prendendo le distanze: oltre alla già citata Francia, abbiamo visto le enormi problematiche che stanno tornando a galla con la Grecia».

A proposito di Grecia, quello che sta accadendo – ieri il crollo della Borsa di Atene – che ricadute avrà nel contesto europeo e cosa significherà per i singoli Paesi?

«Non solo può avere ricadute immediate ma può scatenare un effetto domino con conseguenze incontrollabili. D’altronde la Grecia fin dall’inizio della crisi economico-finanziaria nel 2010, è stata gestita nel peggiore modo possibile: si poteva chiudere la partita immediatamente con un impegno di risorse nettamente inferiore a quello che attualmente servirebbe. Tra l’altro, l’eventuale non rispetto degli accordi precedenti in termini di debito da parte della Grecia, porterebbe situazioni devastanti in Paesi come la Germania, perché gran parte della rimodulazione del debito è stata effettuata nei confronti del sistema finanziario tedesco. Questo braccio di ferro che si è instaurato da tempo da parte della politica tedesca sull’austerity greca, sta generando nella pratica, il peggiore risultato per la stessa Germania».

In Grecia negli ultimi anni ha “governato” la Troika. Con quale esito?

«In Grecia c’è stata una totale gestione da parte della Troika e abbiamo visto gli effetti deleteri nel continuare in maniera cieca la linea dell’austerity. A questo punto, la Commissione europea dovrebbe prendere atto che la sua politica economica a supporto della moneta unica è fallimentare. La stabilità dei prezzi, cioè l’ossessivo contenimento dell’inflazione, e il rigore dei conti pubblici come presupposto per la crescita, ha dimostrato inequivocabilmente il suo fallimento. Tale modello economico non è adottato da nessun altro Paese al di fuori dell’area euro; anche perché non ha riscontri nella letteratura economica ma viene utilizzato solo per soddisfare le fobie tedesche accettate, più o meno inconsapevolmente, da tutti i partners come una sorta di ‘baratto’ dell’unificazione tedesca. Se si desidera continuare a perseguire la pace nel vecchio Continente, è necessario rivedere completamente l’aggregazione monetaria perché, paradossalmente, sta rischiando di essere l’unico elemento di disgregazione. Fino a quando in Italia non ci sarà una classe politica dirigente consapevole di fare realmente gli interessi del Paese, non lamentiamoci se ci ritroveremo a fare i conti con situazioni di disagio economico sempre più pesanti per i cittadini e le imprese. E’ necessario intraprendere politiche economiche perfettamente tarate sulle esigenze dell’Italia, altrimenti l’uniformità delle regole imposte da un azionista di maggioranza a trazione tedesca, non riusciranno mai a dare al nostro Paese il giusto impulso per la ripresa. In ultima analisi, auspico che Junker e tutta la Troika, che prima di rimbrottare l’Italia e altri Paesi considerati non in grado di fare i compiti a casa, si preoccupino di lavare i panni in casa propria».

Katainen avverte: se a marzo Italia e Francia non avranno fatto bene i compiti a casa, scatteranno sanzioni. Ce la faremo a evitarle?

«Rinviare a marzo la “pagella” di Italia e Francia è il classico sistema per tenere sulla corda i due Paesi. A marzo ci saranno sicuramente ulteriori elementi da parte della Commissione Ue per tenerli ancora sulla corda per i mesi successivi. E questo ormai avviene da quando abbiamo adottato la moneta unica. Non abbiamo bisogno di “pagelle” o sottostare a giudizi esterni e in base a regole anacronistiche imposte dagli altri. Noi abbiamo bisogno di regole tarate sulla nostra economia».

Edilizia, la grande fuga delle imprese all’estero. In Italia è crisi, fuori il fatturato supera i 17 miliardi di euro

“Di fronte ad una perdurante e preoccupante crisi del mercato italiano delle costruzioni il mercato estero sta assumendo un ruolo chiave per le imprese italiane. Ormai lavoriamo più all’estero che in Italia e la crescita delle imprese di costruzioni è trainata dall’export. Le imprese italiane sono impegnate in più di 88 paesi nella realizzazione di opere infrastrutturali dando vita ad un vero e proprio Made in Italy delle infrastrutture e del design caratterizzato da un altissimo livello tecnologico e qualitativo.
Ed oggi più che mai la conoscenza è il vero motore dell’innovazione ed è importante che si sviluppino collaborazioni tra il mondo universitario e quello imprenditoriale: percorsi formativi di eccellenza finalizzati a sviluppare strategie innovative, come quello organizzato dalla Luiss, vanno in questa direzione”.

Ha iniziato così oggi la sua lectio ad EMIC, l’Executive Program in Management delle Imprese di Costruzione della LUISS Business School, il Presidente del Gruppo PMI Internazionale dell’ANCE Associazione Nazionale Costruttori Edili Gerardo Biancofiore nel quale le strategie per l’internazionalizzazione delle Piccole e Medie imprese dell’ANCE sono diventate un caso di studio.

“L’espansione all’estero delle nostre imprese – continua Biancofiore – è motivo di orgoglio, la sfida è di riuscire ad incrementare la presenza delle nostre imprese piccole e medie attraverso lavoro di squadra che vede le istituzioni ed il sistema bancario al fianco delle imprese. Fare sistema diventa un imperativo. La competizione sui mercati internazionali non è più tra imprese ma si gioca tra Sistemi Paese. Oggi più che mai i mercati internazionali richiedono competenze integrate che coinvolgono la fase propositiva degli interventi, la capacità progettuale, quella realizzativa, quella finanziaria e quella gestionale. Le attività internazionali dell’ANCE sono cresciute negli ultimi anni e testimonianza è il numero crescente di imprese che partecipano alle missioni organizzate grazie alla collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri. Una collaborazione virtuosa che ci permette di avvalerci della presenza di un diplomatico a tempo pieno nella nostra squadra: l’ambasciatore Massimo Rustico, Ministro Plenipotenziario e coordinatore delle iniziative di promozione all’estero dell’associazione”.

“In un periodo di contrazione del mercato domestico- dichiara il docente e Membro del Comitato Scientifico di EMIC Roberto Fraticelli- e di crescente competizione internazionale, la sfida più importante per le imprese di costruzione è la ricerca di nuovi mercati. La strada dell’internazionalizzazione può essere un’opportunità preziosa, a condizione di mettere in campo una strategia concreta ed innovativa, che massimizzi il ‘what’s in for me’. Introdursi in nuovo mercato presenta sfide complesse (sistema legale, fiscale, eventuali barriere burocratiche e culturali) da affrontare innanzitutto analizzando in modo oggettivo potenzialità e criticità della propria azienda e ristrutturando se necessario la propria organizzazione in linea con il mercato di riferimento. Le strategie messe in campo dall’ANCE rappresentano una buona prassi e ci hanno permesso di comprendere quali sono gli spunti utili affinché le imprese possano pianificare corrette strategie di medio-lungo periodo, identificando rischi e principali fattori di successo”.

“Negli ultimi anni le imprese del settore – conclude Biancofiore- hanno compreso che solo un’attenta strategia di internazionalizzazione può farle crescere e per questo come Ance abbiamo messo in campo un programma a supporto delle imprese che parte con l’analisi dei fabbisogni e delle potenzialità delle aziende interessate ad operare all’estero, la selezione dei paesi di potenziale interesse e la partecipazione a missioni commerciali che sono sempre precedute e seguite da incontri mirati a rendere più efficaci le azioni delle aziende. Il mercato estero – continua Biancofiore – sta assumendo un ruolo sempre più centrale per le imprese di costruzioni italiane. L’incidenza dell’export sui bilanci continua a crescere. Buona parte dei ricavi d’oltre confine sono realizzati dalle principali 20 imprese nazionali, ma non bisogna dimenticare che il settore delle costruzioni è costituito da una miriade di piccole imprese.  I dati sulla presenza nel mondo delle imprese italiane sottolineano come il fatturato delle imprese di costruzioni italiane all’estero è più che triplicato in meno di dieci anni, con una produzione aumentata dell’8,6% e un portafoglio arricchito di 319 lavori, per 17 miliardi di euro. L’ANCE sta investendo per sostenere con strumenti e azioni adeguate le Pmi di costruzioni e per coinvolgerle nelle operazioni internazionali. Per aprirsi al mercato globale le imprese hanno bisogno, tuttavia, di strutturarsi al loro interno. Fondamentale è lo strumento dell’aggregazione tra imprese. Alle istituzioni chiediamo maggiore flessibilità, semplificazione e tempi più rapidi per accelerare i processi di cooperazione tra le Pmi, con misure a grande impatto. Occorre snellire e velocizzare le procedure burocratiche, presupposto perché le nostre Pmi possano essere competitive sul mercato globale. La maggior parte dei nostri competitor dei paesi occidentali e anche alcuni paesi emergenti possono contare su un’agenzia per il credito dotata di risorse sufficienti a coprire il rischio, sia politico che commerciale, garantendo così le commesse estere. E’ tempo che l’Italia si doti di un analogo strumento”.