ANSA/ #Salvini lancia “offensiva” centro-sud. Parte la Liberazione…

In quel Sud tante volte criticato, Matteo  Salvini  decide di presentarsi cosi’: novello Garibaldi. Carico di “proposte serie e non di chiacchiere”, il leader della  Lega  ci prova. E lo fa con una promessa decisamente impegnativa: “Vi veniamo a liberare”. Gia’ perche’ “al Sud c’e’ voglia di liberazione”, dice. E cosi’ ci provera’ a darle lui quelle “risposte che gli altri non hanno mai dato”. A poco piu’ di un mese dalla presentazione di “Noi con  Salvini “, il partito che accompagnera’ la Lega  al centro sud, oggi il suo tour di ‘conquista’ e’ ufficialmente partito dal centro del bel Paese, dall’Abruzzo. “Le risposte che non avete mai ricevuto  Renzi  non le ve dara’ mai visto che ha scelto la Confindustria e le grandi imprese, quelle che danno lavoro e che pagano le tasse all’estero”, dice alla volta del Sud. E guai a parlargli del ministero per il Mezzogiorno, al quale proprio il premier starebbe pensando: “Ah questa e’ buona, se ne sentiva proprio la necessita’ di un nuovo ministero e poi magari anche di una nuova Cassa per il mezzogiorno…”. Domenica si andra’ ben oltre e ben piu’ giu’, a Palermo dove per la verita’ ad aspettarlo ci saranno i suoi sostenitori, certo, ma anche chi, gli insulti della  Lega , non li ha affatto dimenticati. Su Facebook si e’ gia’ organizzato il ‘comitato di accoglienza’ per una giornata dell'”orgoglio terrone”. Chi la fa, se l’aspetti. E cosi’ sulla pagina Fb, creata ad hoc, gia’ campeggia la foto di  Salvini  e accanto una frase in dialetto siciliano con scritto: “tu scurdasti quando ricevi ca a valigia di cartone fa rima con terrone?” Vale a dire: hai dimenticato quando dicevi che la valigia di cartone fa rima con terrone? Intanto oggi il debutto. Ad Avezzano, prima, e all’Aquila dopo,  Salvini  ha portato anche nella terra di centro gli slogan cari alla verde  Lega . “Anche in Marsica, in Abruzzo, non ne possono piu’ dei furti degli immigrati – scrive su Fb dopo gli incontri con i cittadini – Marocchini, Rom e kossovari si ‘dividono’ le zone di ‘lavoro’. Entrano nelle case, nelle auto e nelle aziende, rubano, picchiano e spacciano. E i cittadini si stanno organizzando da soli. Fanno bene!”. All’Aquila, in piazza del Duomo, invece, ascolta “i dubbi e le richieste di tanti cittadini per i problemi del dopo-terremoto, Roma e Bruxelles sono troppo lontane”. “Da quando e’ premier, il signor  Renzi  non ha mai trovato il tempo di venire a L’Aquila: vergogna”, attacca. All’Aquila, per la verita’, gli tocca ascoltare anche altro: le urla di una ventina di contestatori che senza mezzi termini gli dicono “vai via, non venire all’Aquila”. Secca la sua risposta: “In Abruzzo ci siamo venuti come in Lombardia a farci il mazzo per la ricostruzione con soldi e uomini. Semmai la mala amministrazione del Sud, quella si’ l’abbiamo contestata, l’ho sempre criticata e la critichero'”. Urla ma anche applausi, oggi, per il leader della  Lega : foto di gruppo con operai della Euroconic di Avezzano e ringraziamenti dei cittadini “perche’ tu non sei di quelli che sta solo in tv ma vieni anche a guardarci in faccia”. Il tour di  Salvini  fara’ il giro di tutte le regioni del Sud; prossime tappe saranno il Lazio e la Calabria. “Al Sud abbiamo sbagliato. L’Italia o si salva tutta, da Nord a Sud, o non ce n’e’ per nessuno”, disse  Salvini  tempo fa. E da oggi ci riprova. ANSA

 

#Salvini, centrodestra non c’e’. Voto domani? Nessuna alleanza

Il centrodestra non c’e’, ho fiducia in quei 10 milioni di italiani che non non sono andati a votare, che non sono di sinistra e che hanno perso fiducia in un progetto”. Lo ha detto il leader della  Lega  Nord, Matteo  Salvini  all’Aquila, alla domanda dei cronisti se la scelta di cercare consensi al Centro e al Sud e’ dettata dalla sfiducia di un ricompattamento del centrodestra. “Poi se ci sara’ qualcun altro, meglio, ad oggi se si votasse domani mattina non ci sarebbe l’alleanza con nessuno” ha concluso.

#Salvini: l’obiettivo e’ prendere un voto piu’ di Renzi

“Bella soddisfazione essere chiamati in Abruzzo. La prossima settimana saro’ a Palermo, in Calabria, in Puglia e Sardegna, dove gli altri hanno fallito e noi diamo qualche speranza. Vedremo alla fine del giro, l’obiettivo e’ prendere un voto piu’ di  Renzi  alla fine e governare l’italia. Da nord a sud. L’importante e’ tirare dentro gente nuova”. Lo ha detto a L’Aquila il segretario federale della  Lega  Nord, Matteo  Salvini , che proprio dall’Abruzzo ha iniziato il suo tour al Centrosud per far conoscere il suo movimento ‘Io sto con  Salvini ‘, che sara’ presente alle prossime consultazioni elettorali. Ai giornalisti che gli hanno chiesto perche’ abbia deciso di puntare al Centro e al Sud, magari per mancanza di fiducia nel ricompattamento del centrodestra, il leader del Carroccio ha risposto cosi’: “Il centrodestra non c’e’. Ho fiducia in quei 10 milioni di italiani che non non sono andati a votare, che non sono di sinistra e che hanno perso fiducia in un progetto. Poi, se ci sara’ qualcun altro, meglio. Ad oggi, se si votasse domani mattina, non ci sarebbe l’alleanza con nessuno”.

Sisma L’Aquila: #Salvini, Renzi mai venuto? E’ incredibile

“La cosa che non sapevo, e che mi fa rimanere sconcertato, e’ che in un anno Matteo  Renzi  non ha avuto il tempo di passare all’Aquila. Veramente e’ incredibile perche’ e’ il Presidente del Consiglio”. Cosi’ ha detto all’Aquila Matteo  Salvini , rispondendo a una domanda dei giornalisti nell’ambito di un discorso piu’ ampio sulla ricostruzione post sisma.

 

Ue: #Salvini, da Patto Stabilita’ norme idiote

“Il non poter sforare il 3 per cento e’ uno dei problemi, e’ l’idiozia dell’ Europa del Patto di Stabilita’, dei vincoli di bilancio del rapporto deficit-Pil. Sono delle norme idiote che mi fanno dire, da europarlamentare, che se questa e’ l’Europa prima ne usciamo e meglio e'”. Lo ha detto all’Aquila, a margine della sua visita nei cantieri della ricostruzione, Matteo  Salvini . “Questa sera – ha aggiunto il segretario federale della  Lega  Nord – incontrero’ i lavoratori degli stabilimenti balneari della costa, i pescatori, gli agricoltori i commercianti, tutte categorie massacrate da altrettante regole idiote. Se c’e un terremoto e non puoi ricostruire una citta’ perche’ altimenti sfori una regola euopea, vuol dire che la regola europea e’ imbecille”. “E’ una vita – ha rivendicato – che facciamo queste battaglie e su quest’ultima io martedi’ sono a Strasburgo in sessione plenaria. Su questo mi impegno a fare il cane da guardia gia’ dalla prossima settimana. Su questo non ci eravamo ancora mossi, cominceremo dalla prossima settimana”.

#Salvini, patto Nazareno ha tenuto ferma per un anno Italia

“A  Salvini  non cambia la vita, il Patto del Nazareno ha tenuto ferma per un anno l’Italia,  Renzi  e  Berlusconi  hanno inciuciato per un anno”. Cosi’ il segretario nazionale della  Lega  Nord, Matteo  Salvini  all’Aquila. “Se fosse stato un accordo che riguardava pensioni, lavoro, sicurezza, immigrazione, partite Iva, uno dice va bene. Invece riguardava Legge Elettorale, Senato, cose che non fregano a nessuno, speriamo che sia finito sul serio”. “Che non sia una finta? “Non lo so, chiediamolo ai sottoscrittori” ha concluso.

Riforme: #Salvini, il ‘Nazareno’? Speriamo finito sul serio

“A  Salvini  non cambia la vita: il Patto del Nazareno ha tenuto ferma per un anno l’Italia,  Renzi  e  Berlusconi  hanno inciuciato per un anno. Se fosse stato un accordo che riguardava le pensioni, il lavoro, la sicurezza, l’immigrazione, le partite Iva, uno dice va bene. Invece riguardava la legge elettorale, il Senato, cose che non fregano a nessuno, speriamo che sia finito sul serio. Che non sia una finta? Non lo so, chiediamolo ai sottoscrittori”. Lo ha detto all’Aquila il leader della  Lega Nord, Matteo  Salvini , parlando a margine della sua visita nei cantieri della ricostruzione post terremoto.

STERMINIO DI IMPRESE ARTIGIANE IN ITALIA: 94.400 HANNO CHIUSO, DISTRUTTI INTERI SETTORI PRODUTTIVI

Prosegue la moria delle imprese artigiane: dall’inizio della crisi ad oggi, in Italia si contano quasi 94.400 botteghe in meno. Se nel 2009 le imprese attive sfioravano quota 1.466.000, al 31 dicembre 2014 la platea e’ scesa a circa 1.371.500 unita’.

Le Regioni che in termini assoluti hanno perso il maggior numero di imprese artigiane sono state la Lombardia (-11.939), l’Emilia Romagna (-10.126), il Piemonte (-10.071) e il Veneto (-9.934).

In termini percentuali, invece, i territori piu’ colpiti sono stati la Sardegna (-12,2%), il Molise (-9,7%) e l’Abruzzo (-9,4%).

Le statistiche sono state elaborate dall’Ufficio studi della CGIA su dati camerali. Costruzioni (-17,4%), trasporti (-13,5%) e attivita’ di natura artistica (-11%) sono stati i settori che in termini percentuali hanno subito i contraccolpi piu’ pesanti.

In termini assoluti, invece, sono stati gli impiantisti (elettricisti, idraulici, manutentori, etc.) a subire la contrazione assoluta piu’ importante: – 27.502 unita’.

Pesante anche la situazione registrata nell’edilizia (- 23.824) e nell’autotrasporto (-13.863).

Le attivita’ che, invece, hanno “battuto” la crisi sono state le imprese di pulizia (edifici/impianti) e il giardinaggio (+9.477 imprese), il settore alimentare (rosticcerie, friggitorie, pasticcerie, gelaterie, etc.), con + 3.527 imprese e il settore della produzione di software (+1.762 unita’). Ma è una ben magra consolazione, specialmente in termini di fatturato.

Difficile anche la situazione dell’artigianato produttivo: con 10.633 chiusure le officine di lavorazione del ferro,  sono state le piu’ penalizzate a cui si aggiungono le falegnamerie (-6.757 unita’) e le attivita’ del Tac (tessile, abbigliamento e calzature), con 5.409 aziende in meno.

“Oltre il 54% della contrazione complessiva delle imprese artigiane – fa notare il segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi – riguarda attivita’ legate al comparto casa. Edili, lattonieri, posatori, elettricisti, idraulici, manutentori caldaie, etc. stanno vivendo anni difficili e molti sono stati costretti a chiudere definitivamente la saracinesca della propria attivita’. La crisi del settore e la caduta verticale dei consumi delle famiglie sono stati letali. Oltre a cio’, ci preoccupa anche lo stato di salute di alcune professioni storiche dell’artigianato che ormai stanno scomparendo. Vuoi per le profonde trasformazioni che i rispettivi settori stanno subendo o per il fatto che i giovani non si avvicinano piu’ a questi mestieri: come i barbieri, i calzolai, i fotografi, i rilegatori o le ricamatrici che con le loro botteghe hanno caratterizzato la vita quotidiana di tanti paesi e citta’. Senza dimenticare i norcini e i casari che hanno contribuito a sviluppare una cultura agroalimentare che, in loro assenza, rischiamo di perdere.”

In sostanza, un disastro di dimensioni epocali. L’euro e la Ue con le sue folli politiche recessive hanno disintegrato il tessuto produttivo di base dell’Italia. Aderire all’euro è stata la scelta più stupida che si potesse fare.

SICILIA: PESCATORI CHIEDONO AIUTO A #SALVINI

I “piccoli pescatori palermitani” di Arenella, Porticello e Isola delle Femmine chiederanno aiuto al leader della  Lega  Matteo  Salvini , domenica 8 febbraio in visita a Palermo, per presentare le loro rivendicazioni a Bruxelles. Ad annunciarlo sono stati gli stessi pescatori che oggi, in una conferenza stampa alla Tonnara Florio, hanno presentato la nascita del loro comitato. “Così non ce la facciamo proprio più – commenta Bernardo Guercio, pescatore dell’Arenella e responsabile del nascente comitato – tra divieti, fermi biologici e controlli asfissianti non riusciamo ad andare avanti. Qualcuno deve far capire ai nostri governanti, italiani ed europei, che se continueranno ad impedirci di svolgere serenamente il nostro lavoro, prima o poi il settore della pesca, soprattutto in Sicilia, morirà. E questo lo diremo direttamente a Salvini  domenica”. Con i pescatori si schiera Francesco Vozza, attivista palermitano del movimento “Noi con  Salvini “. “Ci siamo impegnati a presentare questa domenica direttamente a Matteo  Salvini  un dossier contenente tutte le richieste della piccola pesca palermitana – spiega – Non permetteremo di far morire un intero settore produttivo per l’incompetenza dei burocrati di Bruxelles”.

Pensioni, Libero: “Inps ha bruciato il regalo di Letta”. Rosso da 6,7 miliardi

La Corte dei Conti un anno fa l’aveva detto chiaro e tondo: “Le risorse previste dalla legge di stabilità per ripianare il rosso dell’Inps e riportare il patrimonio in attivo non appaiono in grado di incidere sul deficit strutturale dell’istituto sia nelle gestioni del lavoro pubblico sia in quelle del lavoro privato”. La conferma è arrivata ieri, 4 febbraio, dal bilancio preventivo approvato dal Civ. Malgrado i 21,7 miliardi offerti in dono dall’allora premier Enrico Letta l’istituto nel 2015 registrerà l’ennesimo rosso di bilancio.

Scrive Sandro Iacometti su Libero Quotidiano:

Dagli 8,7 miliardi del 2013 ai 7,9 previsti per il 2014 si arriverà quest’anno a 6,7 miliardi di disavanzo finanziario di competenza. La curva è discendente, ma poco rassicurante. «Finché non cambierà la governance dell’Inps e non verrà separata in maniera netta e trasparente la contabilità delle diverse gestioni le cose non potranno che peggiorare», ha detto Luigi Scardaone rappresentante della Uil nel Civ, che da tre anni vota contro il bilancio (…)

Difficile prevedere se l’arrivo dell’economista Tito Boeri, che nei giorni scorsi ha ricevuto il via libera delle Camere, alla presidenza riuscirà ad incidere sulla gestione in assenza di interventi legislativi che ridisegnino l’assetto dell’istituto e la tenuta complessiva del sistema previdenziale. Tenuto conto che, malgrado la stretta selvaggia operata dalla Fornero, la spesa per prestazioni crescerà anche nel 2015 di oltre un miliardo, a quota 270,6 miliardi di euro.

Per ora, l’Inps continua a bruciare denaro senza sosta. Impressionante l’erosione patrimoniale degli ultimi anni. Da un attivo di 41,2 miliardi di euro nel 2011, prima dell’incorporazione dell’Inpdap, l’Inps è passato a 21,8 miliardi nel 2012 e a 7,4 miliardi, grazie alla trovata del governo tecnico, nel 2013. Dopo il regalo di Letta il patrimonio è arrivato, all’inizio del 2014, a 29,2 miliardi di euro che però, stando al bilancio di previsione, scenderanno di nuovo a 11,7 miliardi a fine anno. A poco serviranno i tagli su cui i vertici dell’Inps stanno lavorando a testa bassa (…)