Danimarca e Svezia adesso sospendono Schengen: puntano a diminuire il numero di arrivi

Inizieranno da oggi i controlli, più serrati, sui migranti che dalla Danimarca si dirigono verso laSvezia. Un piano che prevede maglie più strette e verifiche su tutti i mezzi che passano il confine, dai trani ai traghetti, e che vedrà in campo anche l’esercito, in un Paese riconosciuto come uno dei più aperti verso chi cerca accoglienza e dove spesso si dirige chi cerca asilo.

La misura eccezionale punta a diminuire il numero di persone dirette in Svezia. Già a novembre i giornali riportavano la notizia di un Paese in difficoltà di fronte al grande afflusso di migranti. E per controllare meglio gli arrivi, viaggiare diventerà più complicato anche per chi la frontiera la passa per altre ragioni.

Il controllo dei documenti alla frontiera tra Danimarca e Svezia non era più in vigore dagli anni Cinquanta. La nuova misura avrà un costo importante e inciderà soprattutto per quanto riguarda il ponte di Oresund, che da Copenaghen porta a Malmo.

A ripensare gli accordi di Schengen, almeno temporaneamente, è anche la Danimarca, che ha deciso di reintrodurre, fino al prossimo 14 gennaio, i controlli al confine con la Germania. Una decisione che è stata annunciata poco fa alla Commissione europea di Bruxelles.

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MILANO, 350 EURO AL MESE PER OSPITARE UN RIFUGIATO, LA LEGA: UN INSULTO AGLI ITALIANI IN DIFFICOLTÀ

«​È incredibile che per il Comune di Milano la priorità per questo avvio di 2016 sia trovare nuovi alloggi per i clandestini, attraverso un bando, pubblicato sul sito di Palazzo Marino, dove vengono messi a disposizione 350 euro al mese per chi si offre di ospitare a casa propria un profugo o rifugiato. Verrebbe da pensare che il Comune di Milano non abbia altri problemi di politiche sociali da affrontare se la giunta arancione di Pisapia può permettersi di mettere in cima alle priorità gli immigrati clandestini, anche se poi girando nelle periferie della città vediamo bene che non è così».

Lo affermano in una nota congiunta Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e segretario della Lega Lombarda, e Davide Boni, segretario provinciale della Lega Nord Milano, in relazione al bando del Comune di Milano, pubblicato il 30 dicembre per «l’accoglienza in famiglia di titolari di protezione internazionale». Per Grimoldi e Boni «questo bando è un insulto ai tanti cittadini milanesi in difficoltà. Questi 350 euro mensili andrebbero destinati ad aiutare le migliaia di anziani milanesi con pensioni minime che non riescono a pagare l’affitto e non hanno assistenza domiciliare e ai tanti disoccupati o genitori separati che finiscono a dormire in macchina e sono costretti a rivolgersi alla Caritas o alle mense per i poveri per riuscire a sopravvivere. Milano ha gravi emergenze sociali, emergenze sotto gli occhi di tutti, e non può permettersi di scialare quattrini per mantenere chi è clandestino, e dunque va espulso, oppure chi ha lo status di rifugiato e allora ha diritto ad un’ospitalità internazionale che certo non compete ad un Comune.

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FONDATI SOSPETTI CHE SIANO TERRORISTI. Restano in cella i due fermati a Genova

«Vi sono fondati sospetti che i due fratelli facciano parte di una cellula terroristica internazionale». A scriverlo è il gip di Genovanell’ordinanza in cui conferma la custodia cautelare in carcere per i due fratelli fermati all’aeroporto di Genova la sera del 31 dicembre, mentre cercavano di imbarcarsi per Londra con documenti falsi.

Gli indizi a carico dei due sospetti terroristi

A insospettire la polizia di frontiera era stato il fatto che i due, un uomo e una donna di 24 e 31 anni, poi identificati come Karim e Shahad Kunani, erano in possesso di passaporti belgi, ma non parlavano francese. A convincere il gip del rischio concreto della loro affiliazione a una cellula terroristica sono stati, invece, oltre alle foto di armi e guerra trovate sui cellulari, la disponibilità di denaro riscontrata (ciascuno dei due aveva mille euro) e la facilità con cui erano riusciti a procurarsi i documenti falsi. La conferma della custodia in carcere è stata motivata con il pericolo di fuga.

Una ricostruzione che non ha convinto gli inquirenti

Nel corso dell’interrogatorio davanti al gip, i due avevano sostenuto di essere scappati dall’Iran perchévolevano convertirsi al cristianesimo e avevano parlato dei loro spostamenti come di un’«odissea», finalizzata a raggiungere i familiari a Londra. «Siamo partiti dall’Iran e siamo arrivati in Turchia dove ci hanno venduto i documenti falsi. Da lì siamo passati in Grecia, abbiamo risalito i Balcani e siamo passati in Austria e in Germania: è qui – hanno raccontato – che ci hanno venduto i biglietti che dovevano portarci a Londra ma invece erano per Milano». Da Milano, poi, secondo il loro racconto, i due sarebbero arrivati a Genova, dove si sarebbero fermati tre giorni in un albergo di cui però non sono stati in grado di riferire il nome. Una ricostruzione che non ha convinto gli inquirenti.

Italia, Germania, Austria, Francia, Belgio avvertiti da Turchia su rischio attentati Daesh

La Germania aveva ricevuto la segnalazione dei possibili attacchi dai servizi segreti di Ankara, scrive oggi il quotidiano turco “Hurriyet”.

In precedenza era stato riferito che diverse capitali europee avevano ricevuto avvertimenti dai servizi segreti su possibili attacchi terroristici prima di Capodanno. Era stato segnalato che gli attacchi sarebbero potuti essere condotti con armi da fuoco ed esplosivi.

Secondo l’intelligence turca, 5 terroristi del Daesh erano penetrati in Europa con passaporti falsi ed avevano programmato di compiere attentati simultanei alla vigilia del nuovo anno. I terroristi avevano intenzione di agire nei pressi di chiese e luoghi destinati al tempo libero di alcune capitali europee, scrive il giornale.

Secondo “Hurriyet”, oltre alla Germania, l’intelligence di Ankara aveva segnalato il rischio di possibili attacchi terroristici in Francia, Austria, Italia e Belgio.

L’AFFONDO DELLA SLOVACCHIA. Sorvegliare tutti i musulmani

Il premier slovacco Robert Fico torna a far parlare di sé.

In piena campagna elettorale per la rielezione, il primo ministro del piccolo stato centroeuropeo, il primo ministro socialdemocratico torna a sollevare una proposta che farà certamente discutere: “Controlleremo ogni musulmanodel Paese”.

Il sasso nello stagno era stato lanciato già all’indomani di Parigi, ma ora che alle elezioni mancano appena due mesi il refrain viene ripetuto con sempre maggior insistenza. Lo slogan elettorale di Fico, semplice ma efficace, è “necessità di protezione” – e stando ai sondaggi gli elettori sembrano premiarlo.

La campagna di controllo nei confronti cittadini musulmani (che per la verità nel Paese sono appena 2500) ha suscitato aspre polemiche dentro e fuori la Slovacchia, ma ha dei precedenti. In agosto Bratislava aveva proposto di accettare solamente i migranti cristiani e in seguito si era opposta a più riprese contro il meccanismo delle quote di ripartizione dei profughi tra i vari Paesi Ue. La Slovacchia, ad oggi, non ne ha accettato ancora nemmeno uno.

A luglio, come ben ricorda Libération, la Slovacchia assumerà la presidenza dell’Unione, nell’imbarazzo della sinistra all’Europarlamento. Una nuova sfida che porrà ancora più in evidenza la mancanza di unità dei Paesi dell’Unione in materia di immigrazione e di contrasto al terrorismo.

LEGGE FORNERO, Pensioni: dal 2016 le donne lavoreranno 22 mesi in piu’

Da 2016 scatta gradino donne,22 mesi lavoro in più – Stangata in arrivo nel 2016 sull’età di accesso alla pensione e sull’importo dell’assegno calcolato con il metodo contributivo: la legge di stabilità non è intervenuta per modificare la riforma previdenziale del 2011 e l’anno prossimo quindi scatterà sia il gradino previsto dalla legge Fornero per la pensione di vecchiaia delle donne, sia l’aumento di 4 mesi per tutti legato alla speranza di vita, sia la revisione dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo.

In pratica per le donne dipendenti del settore privato l’età di uscita per vecchiaia passerà dai 63 anni e 9 mesi del 2015 a 65 anni e 7 mesi (compreso l’innalzamento di 4 mesi dell’aspettativa di vita) mentre le autonome potranno prendere l’assegno solo dopo aver compito 66 anni e un mese.

La classe di età più penalizzata è quella delle donne nate nel 1953 dato che si ritroveranno a rincorrere la pensione fino al 2020 (nel 2018, quando compiranno 65 anni e 7 mesi sarà scattato un nuovo scalino mentre nel 2019 ci sarà nuovo aumento della speranza di vita). Per le donne nate nel 1952 invece è prevista un’eccezione che consente a fronte di 20 anni di contributi l’uscita a 64 anni più l’aspettativa di vita. L’aumento dell’aspettativa di vita definito a partire dal 2016 è di quattro mesi e quindi dall’anno prossimo gli uomini andranno in pensione di vecchiaia a 66 anni e sette mesi (66 anni e 3 mesi fino a fine 2015) mentre per la pensione anticipata saranno necessari 42 anni e 10 mesi di contributi (compreso l’incremento di 4 mesi della speranza di vita rispetto al 2015).

Per le donne sarà possibile andare in pensione prima dell’età di vecchiaia solo in presenza di 41 anni e 10 mesi di contributi. Il nuovo adeguamento sulla speranza di vita verrà deciso per il 2019. Nel 2018 le donne avranno un nuovo scalino per l’età di vecchiaia e andranno in pensione alla stessa età degli uomini, ovvero a 66 anni e sette mesi. Le dipendenti pubbliche (già allineate all’età degli uomini sin dal 1° gennaio 2012) nel 2016 andranno in pensione di vecchiaia alla stessa età degli uomini (66 anni e sette mesi). ansa

Le adozioni gay passeranno con i voti grillini, ormai costola della sinistra

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ribadisce che la legge sulle unioni civili vedrà la luce nel 2016, ma la spaccatura in proposito all’interno del governo – e anche all’interno del suo partito – non da cenno a ricomporsi e a confermarlo sono le dichiarazioni che si sono moltiplicate nel giorno della conferenza stampa di fine anno. Area popolare, che al Senato sta ostacolando il disegno di legge principalmente per la parte che riguarda la stepchild adoption, sembra non lasciare margini per la trattativa: se non saranno stralciate le norme sull’adozione perle coppie omosessuali, il provvedimento non sarà votato.

NCD minaccia Renzi sulla stepchild adoption

Tra i più acerrimi nemici delle unioni civili, così come concepite nel testo in discussione nell’aula di palazzo Madama, c’è il senatore Maurizio Sacconi che lancia un monito al premier affinchè rifletta: «Può una nazione già attraversata da fenomeni disgreganti affrontare una ragione così profonda di divisione? Può il Pd cambiare la Costituzione materiale con una nuova maggioranza? E pensare che tutto dò non abbia effetti sulla dimensione pubblica?». Il capogruppo di Ap in Senato, Renato Schifani, si dice fiducioso che la legge possa vedere la luce con il nuovo anno, ma a patto che non preveda «l’equiparazione delle unioni gay al matrimonio con l’estensione, quindi, dei diritti e dei doveri delle coppie eterosessuali a quelle omosessuali, tra i quali le adozioni».

«Unioni civili non è sinonimo di ddl Cirinnà», afferma Maurizio Lupi per Area Popolare

Renzi ha però affermato il no allo stralcio della stepchild adoption, assicurando quindi che il suo governo non porrà la questione di fiducia sul provvedimento, che il Pd seguirà il principio della libertà di coscienza al momento del voto, ma confermando poi indirettamente la possibilità di una maggioranza trasversale sottolineando che non c’è unanimità di consensi, ma la necessità di una «discussione seria senza steccati ideologici». Una posizione – si legge su “Il Mattino” – dettata dalle circostanze e che fa prendere ulteriore corpo alla possibilità che il ddl per le unioni civili sia approvato con i voti del Movimento 5 stelle e di Sei, i quali pongono la condizione che l’attuale testo non subisca modifiche.