AMARA SORPRESA AI BANCOMAT. Senza i soldi per la spesa
AMARA SORPRESA AI BANCOMAT. Senza i soldi per la spesa

Il centralino della sede del Giornale ieri mattina era caldo. Anzi caldissimo. Le telefonate di protesta sono piovute senza soluzione di continuità per ore.

A chiamarci erano i pensionati. Volevano notizie. Soprattutto chiamavano per segnalare l’ingiustizia subita. Insomma, iniziare l’anno senza i soldi della pensione accreditata o disponibile in banca è stato un boccone amaro. Che certo contrasta con la dolcezza delle «diete» festaiole. «Non ho potuto ritirare la pensione» si lamenta una casalinga con forte accento meridionale. «E ora come faccio?» si sfogava un ex artigiano veneto con la voce quasi rotta dal pianto. Le segnalazioni di questo «incidente» che ha origine dal mancato accredito delle pensioni per via del ponte festivo sono state tante. Alla segreteria di redazione confermano che la voce di chi chiamava era decisamente alterata, molti per sdegno, tanti per paura delle conseguenze. «Abbiamo ricevuto telefonate da tutt’Italia – raccontano i colleghi della segreteria – Praticamente non abbiamo fatto altro per tutta la mattina che raccogliere le loro lamentele e, dove potevamo, rassicurarli».Lo slittamento degli accrediti bancari di un paio di giorni può non essere gran cosa per gli analisti ma per i diretti interessati, costretti quotidianamente a fare bene i conti per sbarcare il lunario, è una questione a dir poco dirimente. «È stata una brutta sorpresa – commenta un’insegnante in pensione al centralino della nostra sede romana – Oggi niente accredito in banca. Il problema è che anche mio marito è come me un pensionato. Ora come si fa? Non possiamo nemmeno fare un prelievo al bancomat». C’è chi proprio dal bancomat ha avuto la ferale notizia dello slittamento degli accrediti pensionistici. «Il bancomat mi ha restituito la tessera senza i contanti – racconta al sito d’informazione Today.it il pensionato che si firma bellaciao -, quindi sono entrato in banca per chiedere lumi al direttore, che mi ha fatto vedere la circolare dell’Inps in data 23 dicembre». Il pensionato in questione aggiunge coloriti commenti spiegando che di comunicazioni inutili via posta ne riceve tante dall’Inps, anzi troppe, e proprio questa volta che sarebbe stato utile per lui niente. Solo una circolare alle banche e un avviso da apporre agli uffici postali. «Nella banca in cui ho lavorato per tanti anni – racconta un nostro lettore su www.ilgiornale.it -, si pagava lo stipendio l’ultimo giorno lavorativo del mese. Ma se questo giorno cadeva in un giorno festivo, si pagava il giorno prima non quello dopo. Se l’Inps fosse un’organizzazione seria le pensioni le avrebbe dovuto pagare il 31 dicembre non il 5 gennaio, lucrando sulla valuta! Se si pensa all’enorme quantità di denaro in gioco, l’Inps ci sta guadagnando un bel po’. Non credo che il presidente dell’ente previdenziale abbia problemi a essere pagato cinque giorni dopo, ma tanti pensionati questo problema ce l’hanno». «Da quando c’è Boeri – aggiunge Vanni Ravaioli, sempre sulla pagina dei commenti del nostro sito -, l’Inps posticipa sempre al primo giorno utile se il giorno di pagamento delle pensioni capita di sabato o è festivo. Un tempo, quando c’era più rispetto per i pensionati, il pagamento avveniva il giorno prima».E c’è chi, infine, grida al complotto. «Con questa mossa – tuona tal Manuel su Today.it – hanno solo fatto una prova e creato un precedente. Tanto, cosa cambia? Al governo importa poco della rivolta dei pensionati».

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