CAMERON: ”BLOCCO IMMIGRAZIONE DALLA UE A 100.000 PERSONE (QUEST’ANNO 260.000!) NIENTE CASE POPOLARI E BENEFICI FISCALI”
CAMERON: ”BLOCCO IMMIGRAZIONE DALLA UE A 100.000 PERSONE (QUEST’ANNO 260.000!) NIENTE CASE POPOLARI E BENEFICI FISCALI”

Sotto la pressione delle correnti euroscettiche in Gran Bretagna, il primo ministro David Cameron annuncia nuove misure per limitare l’accesso alle prestazioni sociali degli immigrati provenienti dall’Unione Europea. Cameron chiederà che debbano trascorrere quattro anni prima che gli immigrati possano ottenere determinati benefici, come il credito d’imposta o case popolari. Limitazioni che secondo Cameron costituiscono una “necessità assoluta” se il Regno Unito vuole restare nell’Ue.

I consiglieri del premier conservatore sanno che una misura del genere sarebbe inapplicabile perchè non conforme al principio di libera circolazione nella Ue.E questo dà ancora maggior peso alle parole del primo ministro: si va allo scontro. E comunque, il premier ha promesso, in caso di vittoria alle elezioni del prossimo maggio, lo svolgimento del referendum sull’uscita dall’Ue.

“Il mio obiettivo è semplice: rendere il nostro sistema di immigrazione più giusto e frenare l’afflusso eccezionalmente elevato di immigrati provenienti dal resto dell’Ue”, il succo del concetto che Cameron dovrebbe esprimere.

Un discorso, quello del premier, che arriva all’indomani della pubblicazione delle ultime cifre sull’immigrazione, dati che hanno fatto discutere parecchio a sei mesi dall’appuntamento elettorale.

Il partito conservatore si è fissato come obiettivo di limitare il saldo migratorio a 100mila persone. Giovedì, l’Ufficio nazionale di statistica ha rivelato un aumento del 39% del saldo positivo migratorio tra giugno 2013 e giugno 2014, pari a 260mila persone. Una assoluta follia, secondo il governo Cameron.

Inoltre, più della metà dei 583mila nuovi arrivi in questo periodo sono cittadini di uno dei Ventisette Paesi dell’Unione Europea.

Un trend che ha accentuato la pressione su David Cameron da parte dell’ala euroscettica del suo partito e soprattutto dell’Ukip, che ha fatto dell’immigrazione il suo principale campo di battaglia.

In assenza di riforme accettate da Bruxelles per la Gran Bretagna, il primo ministro britannico non ha escluso di fare campagna per un’uscita dall’Ue in un referendum, previsto per il 2017, ma che si potrebbe tenere anche nel 2015. Dipenderà tutto dall’esito delle elezioni.

Fonte:

ilnord.it

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