CODACONS E UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI: ”DEFLAZIONE ACCELERA PERCHE’ LA GENTE NON HA PIU’ SOLDI” (NEANCHE PER MANGIARE)

Peggio di ogni previsione ed estremamente preoccupanti per il Codacons i dati sui prezzi diffusi oggi dall’Istat. L’aumento della deflazione al -0,2% e’ speculare ai consumi in picchiata libera nel nostro paese – spiega l’associazione – Basti pensare che gli acquisti delle famiglie sono tornati ai livelli di 30 anni fa, registrando un maxi-calo da 80 miliardi di euro negli ultimi 7 anni.

“Gli italiani non hanno piu’ soldi da spendere nemmeno per mangiare – denuncia il Presidente Carlo Rienzi – Solo per gli alimentari lo scorso anno le famiglie hanno speso 3,6 miliardi di euro in meno, e l’andamento e’ ancora peggiore nel 2014. Riduzioni dei consumi che si riflettono sui prezzi al dettaglio, determinando la deflazione in cui versa il nostro paese. Il Governo deve intervenire e in fretta, perche’ di questo passo si registrera’ una nuova ondata di poverta’ in Italia, con effetti a cascata sulle imprese e sull’occupazione”.

Anche per Massimiliano Dona dell’Unione Nazionale Consumatori “la deflazione e’ dovuta al drammatico crollo dei consumi e alle difficolta’ che hanno le famiglie ad arrivare a fine mese”.

L’associazione ricorda che la spesa per consumi delle famiglie residenti e’ scesa rispetto ai valori pre-crisi dell’8,05 per cento, passando dai 985 miliardi del 2007 a 906 miliardi del 2013 (valori concatenati), con un crollo di 79 miliardi di euro!

Anche a prezzi correnti la spesa e’ scesa in soli due anni, dal 2011 al 2013, di oltre 29 miliardi.

Per l’associazione di consumatori si dovrebbe pero’ notare anche che “la riduzione dei prezzi, al di la’ dei motivi che l’hanno determinata, consente, in termini di diminuzione del costo della vita, un risparmio di 67 euro su base annua per una famiglia di 3 persone”. Anche se questo “guadagno” è del tutto teorico, dato il contemporaneo crollo delle entrate delle famiglie italiane, colpite duramente dalla disoccupazione, che ha falcidiato centinaia di migliaia di posti di lavoro in ogni regione d’Italia.

Nonostante la deflazione a livello medio nazionale, si evidenziano inoltre notevoli disparita’ a seconda della citta’.

Bolzano risulta la citta’ piu’ cara d’Italia, con un’inflazione dell’1 per cento e un aggravio di spesa, per una famiglia di 3 persone, pari a 452 euro su base annua.

La palma del risparmio spetta invece a Milano, dove l’abbassamento dei prezzi consente ad una famiglia di 3 persone di risparmiare 321 euro. Una differenza, tra le due citta’, pari a 773 euro. Al secondo posto, per abbassamento dei prezzi, si colloca Roma (208 euro in meno per una famiglia di 3 componenti), seguita da Firenze (182 euro).

Le prospettive complessive del Paese, secondo l’Istat, tendono ancora al peggioramento, con una continuazione verso il basso della spirale deflazione-recessione.

Fonte:

ilnord.it

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