Con i pescatori palermitani, contro le idiozie di Bruxelles
Con i pescatori palermitani, contro le idiozie di Bruxelles

Riceviamo e pubblichiamo un articolo di Francesco Vozza, attivista palermitano del nostro Movimento.

La mattina di domenica 11 gennaio, a Palermo, nella mia città, ho deciso di fare una visita con qualche amico alla borgata marinara dell’Arenella. L’invito ad andare sul posto è partito da Pino Gulino e Sergio Sanfilippo, da qualche tempo impegnati per riqualificare la zona. E fanno benissimo ad impegnarsi in tal senso, dato che l’Arenella, come molti altri quartieri palermitani, sta lentamente morendo tra degrado assoluto e mancanza di soluzioni a breve termine. La grande assente qui è proprio la politica, che non si interessa minimamente delle evidenti problematiche della borgata: ad esempio un paesaggio marino mozzafiato, purtroppo però deturpato da rifiuti lasciati a marcire sul lungomare.

Nel corso della nostra passeggiata all’interno del porticciolo, riesco a parlare con Bernardo, un pescatore che ormeggia la sua “Santa Rita” proprio lì. Arrossato dal sole, ma con lo sguardo di ghiaccio, ci concede una stretta di mano vigorosa, quasi a farci intendere che a lui i politici non stanno poi tanto simpatici; e a giudicare da ciò che ci dice dopo, ne ha tutto il diritto. Il pescatore palermitano ci spiega, senza avere alcuna laurea in legge, come le legislazioni italiane e quelle dell’UE spesso si contraddicano tra loro, facendo la rovina della pesca italiana: così ci racconta che prima Roma autorizzò l’utilizzo di una particolare tipologia di rete, cioè la “ferrettara”, poi però Bruxelles decise di vietarla, additandola come “Rete Killer”; tutto ciò ha mandato in rovina molti marinai, che avevano speso migliaia di euro per l’acquisto del suddetto strumento. Bernardo ora è un fiume in piena, non si ferma più: “La ferrettara è molto meno dannosa di altre reti che uccidono tartarughe e delfini” e ancora “Se prendo un pescespada la Guardia Costiera gli fa un’autopsia, ma se dalla Tunisia o dal Marocco arrivano delle casse con almeno 50 o 60 pescespada, ammassati l’uno sull’altro, quelle non le controlla nessuno!”.

Alla fine Bernardo, rincuorato dal fatto che qualcuno avesse deciso per una volta di ascoltarlo, si rimette a sistemare le sue reti come se nulla fosse successo; poi ci saluta con un’espressione a metà tra il commosso e il rassegnato, dicendoci: “Mi raccomando, se ne avrete la possibilità, andategliele a raccontare queste cose a quei signori, perché nessuno può giocare col futuro della mia famiglia…”

L’incontro con questo pescatore mi ha fatto definitivamente comprendere quanto grave sia il peso dell’incompetenza di Bruxelles sulle nostre attività produttive tradizionali. Lo stesso Matteo Salvini ha più volte sottolineato tra le tante direttive idiote emanate dall’UE, quella sulla pesca delle vongole, secondo cui quest’ultime devono essere grandi almeno 2,5 cm per essere pescate!

Qualcosa in tutto questo meccanismo non funziona. Ma non possiamo attendere oltre nella speranza che prima o poi le cose si aggiustino da sole, perché mentre noi aspettiamo, intanto il nostro popolo va verso la rovina.

 

Francesco Vozza

Attivista “Noi con Salvini” per la città di Palermo

Pagina FB: https://www.facebook.com/FrancescoVozza.Official

Cel: 3271254343

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