Corriere.it – Parigi, strage di Charlie Hebdo: 7 fermati, altra sparatoria in città
Corriere.it – Parigi, strage di Charlie Hebdo: 7 fermati, altra sparatoria in città

Non li hanno ancora presi, i due killer di Parigi. E la Francia, sconvolta e spaventata, ha ancora paura mentre, di primo mattino, un’altra sparatoria terrorizza i francesi: al sud di Parigi, a Montrouge, non lontano dalla Porta di Chatillon, sono rimasti feriti due vigili: stavano intervenendo sul luogo di un incidente in cui sembra coinvolta una Clio bianca, un’auto simile a quella su cui i due attentatori sono fuggiti mercoledì sera. Un uomo, con addosso uno zaino, si è avvicinato alla scena dell’incidente e ha tirato fuori un fucile d’assalto, poi ha sparato, secondo quanto riferisce France Info. Entrambi sarebbero in condizioni gravissime. Sarebbe già stato fermato un sospetto. Al momento non emergono legami accertati con l’assalto al Charlie Hebdo, ma non si possono escludere. Il ministro dell’interno francese Bernard Cazeneuve è già sul posto. Ci sono tre bossoli sul terreno, che verranno esaminati e comparati con quelli della sparatoria al giornale satirico. La polizia pensava che i terroristi di mercoledì fossero rimasti nella zona di Parigi. La sparatoria di Montrouge lo confermerebbe. Ma al momento non ci sono né conferme né smentite.
Secondo Bfm Tv, l’uomo arrestato è un cinquantaduenne di origine africana, già noto alle forze dell’ordine. Testa rasata, era vestito di nero e con un giubbotto antiproiettile, e armato di mitra: non si tratterebbe quindi di uno dei due ricercati per l’attacco a Charlie Hebdo.

Teste di cuoio in azione in tutta la Francia

E proseguono a tappeto le ricerche dei killer che mercoledì hanno compiuto la strage di Parigi. Nella notte, una svolta, ma non quella che tutti speravano. Hamyd Mourad, 18 anni, il più giovane dei tre ricercati, si è presentato alla polizia: l’ultimo colpo di scena di una convulsa giornata di indagini e ricerche, un mercoledì nero che ha sconvolto la Francia e l’Europa.
Mourad si sarebbe volontariamente consegnato nelle mani delle forze dell’ordine dopo avere saputo che il suo nome circolava su internet, secondo quanto viene riportato dai media francesi. Avrebbe però un alibi: alcuni compagni dicono di averlo visto a scuola tra le 8 e le 12, mentre l’attentato è stato compiuto alle 11.30. Inizialmente si era parlato di lui come dell’autista dei due attentatori, ma ora la sua posizione dovrà essere rivista.
C’è anche un testimone, un liceale di Charleville-Mézières, nel nord della Francia, che ha difeso Mourad, secondo quanto ri porta Le Figaro. Il ragazzo, intervistato dall’emittente BfmTv, si è presentato come un amico del sospetto e ha assicurato che ieri mattina Hamyd era a scuola a Charleville, non a Parigi. «Era un po’ sopraffatto – ha riferito il giovane – e ha detto che stava per andare alla polizia per dire che non poteva essere a Parigi. Lui è l’opposto di quelle persone».

Sette arresti

Intanto sono sette, tra uomini e donne, i fermati nell’ambito delle indagini, come ha riferito il premier Valls parlando di «diverse persone arrestate», mentre migliaia di soldati e poliziotti sono dispiegati nelle strade francesi. Parigi ha alzato al massimo il livello di allerta terrorismo, rafforzando la sicurezza con oltre 800 soldati a guardia di redazioni, posti di lavoro e altri possibili obiettivi.

L’appello con le fotografie dei ricercati

La polizia francese ha divulgato un appello, (vedi foto qui a destra) corredato dalle foto dei due ricercati, sospettati del massacro. Si tratterebbe di due franco-algerini, due fratelli di 32 e 34 anni, tornati in Francia quest’estate dalla Siria. «Chérif Kouachi e Said Kouachi sono presumibilmente armati e pericolosi» si legge nel manifesto. «Invitiamo chiunque abbia informazioni che permettano di localizzarli, a contattare le Autorità al numero verde 0805 02 17 17 oppure al sito www.securite.interieur.gouv.fr».
Rimangono i dubbi sul terzo uomo. Inizialmente si pensava che fosse il 18 consegnatosi agli agenti di polizia a Charleville-Mézières nella notte, la cui posizione, però, è tuttora al vaglio degli inquirenti.

La giornata di indagini

Nel corso del pomeriggio di mercoledì , i due uomini erano stati identificati. Secondo il ministro francese dell’interno, sarebbero loro gli autori dell’assalto alla sede del giornale satirico francese Charlie Hebdo, costato la vita a 12 persone: otto giornalisti, un collaboratore, un addetto alla manutenzione e 2 poliziotti. Il ministro aveva assicurato: «Sappiamo chi e dove sono».

La spedizione a Reims

Nella più imponente caccia all’uomo che la Francia ricordi, la polizia francese – con enorme spiegamento di uomini e di mezzi – avrebbe fatto irruzione in due appartamenti, probabilmente serviti da rifugio per i terroristi in fuga. Uno dei due appartamenti si trova a Pantin, cittadina alle porte di Parigi, appena oltre il 19esimo arrondissement, dove è stata ritrovata la prima auto usata per la fuga. La polizia vi sarebbe entrata intorno alle 16.30, perché riteneva potesse essere un rifugio degli attentatori in fuga. Nessun risultato. Poi, secondo quanto riportato dal sito del giornale L’Union, le indagini si sono spostate sulla città di Reims. Qui è scattato il blitz delle forze speciali francesi, nel quartiere di Croix-Rouge. In volo anche elicotteri. Ma nulla di fatto. Secondo i media francesi, l’operazione della polizia a Reims sarebbe stata solo una perquisizione, per acquisire tracce di DNA. Operazioni anche a Charleville-Mézières, piccolo comune nella regione della Champagne-Ardenne dove sarebbe avvenuta la “presa in consegna” del giovane Hamyd Mourad.

La fuga, l’auto abbandonata, la carta d’identità

Secondo le prime ricostruzioni, i due fratelli, Said e Chérif Kouachi, sarebbero stati riconosciuti grazie alla carta d’identità ritrovata dalla polizia nella Citroen C3 abbandonata durante la fuga vicino alla porte di Pantin, a Parigi. Il giovane complice, Hamyd Mourad, 18 anni, sarebbe stato alla guida delle diverse auto durante l’operazione. L’auto con cui i terroristi – vestiti come guerriglieri, «calmi, determinati, addestratissimi» li descrive una fonte giudiziaria francese qualificata – sono scappati è stata trovata un’ora dopo l’attentato. Nel XIX arrondissement, periferia al nord-est della città. Qui gli uomini incappucciati avrebbero preso un’altra vettura, minacciando con le armi un automobilista. E allontanandosi dopo aver investito un altro pedone.

Chi sono i presunti assalitori

I due fratelli, presunti killer, sono nati a Parigi, e hanno «un profilo da piccoli delinquenti» che avrebbero scelto di imboccare la strada dell’estremismo radicale. Il più giovane, Chérif, era già stato arrestato nel 2008 e condannato a tre anni di prigione, di cui 18 mesi con la condizionale, in quanto componente di un gruppo che inviava combattenti estremisti in Iraq, basato nel diciannovesimo arrondissement di Parigi. Nel quadro di quell’inchiesta, alcuni componenti del gruppo avevano ammesso di aver «fomentato dei progetti di attentato», ma senza metterli in atto. Scontata la pena, Chérif e il fratello, dicono i media francesi, «avevano fatto di tutto per farsi dimenticare», e si erano «messi a riposo» a Reims.

Fonte:

corriere.it

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