Il delirio “allucinogeno” di Marino: “Drogarsi? Vedendo i Rolling Stones…”

Un anno fa benedì le canne: “Fanno bene all’umore”. Oggi le droghe pesanti: “Basta vedere il batterista degli Stones…”.

Gira che ti rigira, quando va a Un giorno da pecora, Ignazio Marino finisce sempre per parlare di droga.

Che sia favorevole alla legalizzazione dei cannabinoidi vari, ormai è una notizia datata. Adesso, però, fa qualche pensierino tardo sessantottino anche sulle sostanze più pesanti. Tra queste anche quella polverina bianca semisintetica, ottenuta per reazione della morfina con l’anidride acetica, che aldilà dell’estasi disforica della prima ora devasta l’organismo trasformando la vita in limbo, l’esistenza in una spasmodica ricerca di un compimento endovenoso che corrode il corpo. Ma al sindaco di Roma, che dopo tutto è anche un medico, basta l’esempio dei Rolling Stones per affermare che, sotto sotto, certe droghe non fanno poi così tanto male. Poco importa se uno dei fondatori Brian Jones, fisicamente provato dall’uso smodato di droghe, è stato allontanato dal gruppo proprio perché incapace di collaborare e nel 1969 è morto annegato in una piscina, in circostanze ancora da chiarire.

Marino ci scherza sopra, la prende alla leggera. “Se ho mai fatto uso di droghe? Sono fortemente attirato da qualunque sostanza stupefacente – spiega ai microfoni – ma non ne ho mai utilizzata nessuna, perché ho paura da un punto di vista medico”. Ospite a Un giorno da Pecora su Radio 2, il sindaco di Roma svela però un interrogativo che gli frulla in testa da un po’ di tempo: “Mi sono molto interrogato, quando abbiamo avuto in città i Rolling Stones, vedendo il batterista, a quasi 75 anni, suonare senza interruzione con un’energia incredibile”. Il batterista è Charlie Watts. E dei Rolling Stones non era sicuramente l’unico che faceva uso di stipefacenti. Quali e quante sostanze consumassero non è del tutto chiaro. Ma, forse, sarebbe più semplice andare per esclusione. Di sicuro, si farebbe prima. Quel che è certo è che Sister Morphine è, insieme a Heroin di Lou Reed, una canzoni più tossiche della storia del rock. Sticky Fingers, poi, è l’album della droga vissuta in prima persona. Una sorta di lode all’eroina come l’unica sostanza che rende il cervello lucido. Per fortuna Marino, qualche problema, sembra porselo. “Diventa – dice – difficile spiegare ai tuoi figli che non devono utilizzare sostanze…”.

Non è la prima volta che a Un giorno da pecora, il sindaco-medico si lancia in una apologia delle sostanze ricreative. L’anno scorso aveva, infatti, “prescritto” le canne per combattere i dolori e tirar su l’umore. “L’ultima volta che ho fumato uno spinello purtroppo è stato molti anni fa, quando stavo all’Università – aveva raccontato Marino – anche perché io ho paura a fare qualcosa di illegale andandola a comprare. Se invece la liberalizziamo…”. Quando i conduttori gli avevano chiesto se le canne fanno bene o male, l’esponente del Partito democratico aveva assicurato che fanno bene all’umore e al sistema nervoso centrale: “Se uno ha dei dolori li toglie e aumenta l’appetito. Le canne penso che farebbero bene un po’ a tutti”.

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