I precari contro Renzi: “Il Miur crea guerre tra poveri”

Protesta delle insegnanti precarie alla Festa dell’Unità: “Le docenti aggredite fisicamente da uomini con il cartellino del Pd”.

Nuovo anno scolastico, vecchi malumori. All’indomani dei tafferugli scoppiati ieri allaFesta dell’Unità milanese a margine di un dibattito sulla scuola, i precari non rinunciano a far sentire la propria voce.

“Le giovani insegnanti precarie presenti all’incontro con l’onorevole Malpezzi sono state aggredite fisicamente”, denuncia un’insegnante, precaria da otto anni, parlando a ilGiornale.it.

“Mentre la deputata stava ancora rispondendo alle nostre domande sulle linee guida delpiano-scuola, ci è stato detto che erano scaduti i termini e che bisognava fare spazio al dibattito successivo.”

“Allora alcune delle insegnanti presenti al dibattito hanno chiesto le assunzioni”, racconta l’insegnante, “aprendo un cartello con slogan ironici”. Per tutta risposta, prosegue il racconto, le giovani precarie sono state avvicinate da uomini con il cartellino del Pd che, “infastiditi”, si sono fatti sotto strappando loro il cartello delle mani.

A questo punto “le ragazze hanno alzato la voce, e gli uomini del Pd le hanno spinte fuori dalla tensostruttura, facendone cadere una a terra”, prosegue l’insegnante. Un comportamento violento che nessuno si aspettava, prosegue la docente: “Sono addirittura intervenuti gli uomini della Digos e ci hanno chiesto se volessimo sporgere denuncia, cosa che poi abbiamo scelto di non fare”.

In un comunicato emesso dal “Coordinamento 3 ottobre” i lavoratori della scuola inoltre sostengono che la protesta, sempre “pacifica e rispettosa, senza insulti”, sia stata accolta da una “repressione” portata avanti a colpi di “brutali spintoni”.

Ma le proteste non sembrano certo finite qui: “Queste linee guida contengono solo tagli – conclude amareggiata la docente – Noi cerchiamo solo il dialogo, ma il Miur di anno in anno ogni volta che mette mano alla scuola fa ulteriori danni mettendo gli insegnanti gli uni contro gli altri e creando una guerra tra poveri.”

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