Il Pd teme di perdere altri voti: il reato di clandestinità rimane
Il Pd teme di perdere altri voti: il reato di clandestinità rimane

Rischio di impopolarità alto, altissimo, forse insostenibile. «Qui se tocchiamo qualcosa, con tutto quello che succede in giro, poi la paghiamo cara nelle urne», spiega Matteo Renzi chiudendo la questione.

Dunque, il reato di clandestinità sarà pure inutile, eccessivo e «da rivedere», come sostengono Andrea Orlando, la sinistra Pd, l’Anm e anche il responsabile Giustizia del partito, David Ermini. Però intanto resta: per cambiarlo, o «riformularlo», dice il premier, c’è tempo, se ne parlerà quando si affronterà la riforma del codice penale.Il Guardasigilli c’è rimasto male ma si piega: «Faremo come in altre occasioni quando si è trattato di temi che dividono la maggioranza: terremo conto delle diverse posizioni presenti, dei pareri del Parlamento e del dibattito che si è sviluppato». Angelino Alfano invece c’è rimasto benissimo e fa dire a Valentina Castaldini, portavoce di Ncd: «Visto? Abbiamo dimostrato per l’ennesima volta di essere determinanti nelle scelte del governo». Poco male, pensano a Palazzo Chigi, il ministro dell’Interno si piegherà su qualche altro provvedimento. Ad esempio, le unioni civili.In attesa di incassare eventualmente dopo, il governo è quindi costretto a frenare, lasciando scadere la delega già votata dalle Camere in proposito e rinviando il provvedimento alla riforma del sistema penale, che prevede un lunghissimo tragitto parlamentare. Alfano è soddisfatto: «Evitiamo di trasmettere all’opinione pubblica dei messaggi negativi per la percezione di sicurezza in un momento particolarissimo per l’Italia e l’Europa». Secondo Palazzo Chigi è un problema di comunicazione. La logica «vorrebbe la scelta della depenalizzazione», però «nella componente sicurezza l’elemento psicologico è molto importante». Da qui la scelta di congelare ogni decisione e rimandare, «sulla base di una valutazione di opportunità politica e senza toni barricaderi».E così il reato resta reato. Eppure il procuratore Antimafia Franco Roberti aveva chiesto di abolirlo. E per l’Anm «la norma aiuta gli scafisti, ingolfa i tribunali e rallenta le indagini». Anche secondo Ermini «così com’è, è ridicolo, prevedere una sanzione di 5mila euro: ma chi si mette in mare o su un tir, può aver paura di una multa che non pagherà mai?». La soluzione «sarà valutare caso per caso, abolendolo per alcuni e rafforzandolo per altri». Pure Scelta Civica è favorevole alla moratoria. Enrico Zanetti, sottosegretario all’Economia, propone «un pacchetto più ampio dove si introducano anche norme e soluzioni per rendere più efficaci respingimenti, espulsioni e limitazioni alla libera circolazione sul territorio».Nel centrodestra, Renato Brunetta parla di «caos nel governo e improvvisazione su un tema delicato». Per Maurizio Gasparri «il reato come deterrente funziona, semmai bisogna migliorare il meccanismo per rendere rapide ed effettive le espulsioni». «Non c’è bastato quello che è successo a Colonia? – si chiede Daniela Santanchè – E, sul versante della pericolosità dell’immigrazione per la sicurezza, non ci hanno insegnato nulla gli attentati di Parigi o le basi dei terroristi a Bruxelles?». E Matteo Salvini: «Il messaggio che passa è che mentre tutta Europa va da una parte, l’Italia depenalizza, è demenziale. Se lo faranno siamo pronti al referendum. Ma questi qua si accorgono di cosa sta succedendo nel mondo?».

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