In periferia messaggio ricevuto. Bravo Matteo S. – Pierangelo Buttafuoco
In periferia messaggio ricevuto. Bravo Matteo S. – Pierangelo Buttafuoco

Riportiamo l’interessante articolo di Pierangelo Buttafuoco pubblicato sull’edizione odierna de “Il Fatto Quotidiano”.

La realtà delle cose. Difficilmente un Corrado Passera la riempie una piazza così. Il suo programma “Io siamo noi” lì, con tutti gli sforzi, avrebbe determinato un “solo lui”. È PIAZZA del Popolo, a Roma, ieri. È stata riempita. Perfino Giorgia Meloni, che è di casa, avrebbe difficoltà a convocare tanta gente e se fa testo lo striscione collocato al centro della scena – “Berlusconi è politicamente morto, meglio soli” – ebbene, il battesimo nell’ Urbe, per Matteo Salvini, ha aperto una nuova storia per il centro-destra (e figurarsi se la riempie, la piazza, un Angelino Alfano, un Raffaele Fitto o un Pierferdinando Casini). La realtà delle cose. I giornali perbene (tra cui il Fatto magari) – e già ieri i loro siti Internet strillavano allarmati – si concentreranno sul solitario cartello dove c’ è il Duce che dice a Salvini, “ti stavo aspettando”. Alzeranno il ditino sulla presenza di Casa Pound che, slurp!, è per i potentati la risulta di ogni ghiottoneria possibile. Nelle periferie, si sa, non ci stanno gli editorialisti. L’ anatema torna utile per poi ammaestrare al dovere civile l’ opinione pubblica e delegittimare così quella piazza e la proposta politica di Salvini ma lui, piaccia o meno, ha un programma chiaro, sa comunicare ed è riuscito – nel mettere insieme cose che non sono mai state insieme, dai nazionalisti agli identitari – a portare con sé i padani, perfino quelli con le corna sugli elmi, quelli che a Roma vi restano il minimo indispensabile. LA REALTÀ delle cose. Le ragioni diventano battaglie. I moderati, oggi, sono i più avvelenati. Il popolo della partita Iva, già zoccolo duro della rivoluzione liberale, è il nuovo proletariato. Quello che alla gente perbene sembra populismo, infatti, è la realtà. Ed è la realtà a dettare l’ agenda della politica. La realtà, si sa, è l’ unico soggetto che s’ è fatto carico di fare opposizione a Matteo Renzi. Al netto delle alchimie di coalizione, delle alleanze e dei bilancini elettorali, Salvini – che non potrà vincere contro Renzi – ha solo una strada: allearsi con la realtà. Davanti a questa piazza – già a partire da oggi – quelli che sanno tenere coltello e forchetta (nei pranzi di gala dei perbene) avranno solo l’ esorcismo antifascista e la conta dei vaffanculo. Tutto tempo perso. Per dirla con il tipo in effigie, per confermarli nel loro ciripiripì, è “tutto un andare a cercare farfalle sotto l’ arco di Tito”. Il passante – il più distratto, il più sgamato dei romani – vive invece un brivido nell’ ascoltare queste parole: “Se cadono le montagne è perché le colline non sono più coltivate”. E poi: “Ad aprile non avremo più carne, a gennaio non ci sarà più pane”. È Roberto Cavaliere al microfono. È un contadino. E parla la lingua tutta di legno delle cose concrete. La realtà delle cose.

Fonte:

Il Fatto Quotidiano

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