IN PIAZZA CON I PICCOLI COMUNI. RENZI HA DECRETATO LA MORTE DELLE COMUNITA’ CON MENO DI 5.000 ABITANTI

“Scendiamo in piazza con i sindaci dei piccoli comuni contro il governo Renzi e contro l’Anci che vogliono abolire tutte le comunità con meno di 5.000 abitanti. E’ assurdo che le politiche dell’esecutivo penalizzino i cittadini e i territori dei piccoli comuni virtuosi mentre lascino intatti gli sprechi faraonici di ministeri, prefetture e pubblico impiego. Queste scelte scellerate sanciscono la distruzione dei territori ben amministratati e le identità di comunità compatte e virtuose. L’imposizione delle fusioni significher à la desertificazione di interi territori, in montagna i sindaci che svolgono praticamente volontariamente la loro opera sono persone che conoscono e amano le loro comunità e quindi le tutelano, fondere certe realtà con altre grandi e lontane è pertanto deleterio e non comporta alcun risparmio. Il premier apra un tavolo permanente con A.n.p.c.i, li ascolti e prenda in considerazione le loro proposte”.

Lo dichiarano i senatori leghisti Gian Marco Centinaio, Paolo Arrigoni, Nunziante Consiglio e Silvana Comaroli scesi in piazza con i sindaci questa mattina a Roma davanti a Palazzo Chigi.

“Fassino deve dimettersi perché non tutela tutti i comuni anzi, avalla l’azzeramento di quelli piccoli: con la sua proposta spariranno addirittura i 29 comuni piemontesi appena individuati come siti Unesco. Da sempre sosteniamo l’inutilità dei tagli lineari, oggi più che mai i dati sul debito pubblico ci danno ragione, se il debito dello stato è aumentato di 13.6 miliardi di euro, quello degli enti locali è diminuito di 1 miliardo. L’inversione iper centralista di Renzi e del partito democratico è fallimentare, gli sprechi sono a livello centrale, non lo dice la Lega ma lo dimostrano i dati economici. Bene fanno i sindaci a tutelare i loro territori e a invocare una netta inversione di marcia – concludono i leghisti – noi siamo dalla loro parte”.

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