La Turchia fornisce armi ai terroristi islamici ma Alfano collabora con Erdogan
La Turchia fornisce armi ai terroristi islamici ma Alfano collabora con Erdogan

Adrian Niscemi per Rights Reporter

La Turchia fornisce armi ad Al Qaeda e ad altri gruppi terroristici islamici. E’ quanto emerge da una inchiesta di al Monitor ripresa ieri da Lettera 43 ma che sembra passata del tutto inosservata sui cosiddetti “grandi media” occidentali. Eppure l’accusa è davvero pesante specie perché stiamo parlando di un membro della NATO.

Ma andiamo con calma. Due giorni fa al Monitor pubblica un articolo secondo il quale in base ad alcuni documenti classificati sottratti da alcuni Hacker i servizi segreti turchi hanno rifornito di armi Al Qaeda in Siria. Da una ispezione avvenuta il 19 gennaio 2014 su alcuni container che avrebbero dovuto portare aiuti umanitari emergono carichi di armi degne dei migliori eserciti, tra le quali missili antiaerei, razzi, munizioni, proiettili da mortaio. L’elenco è dettagliato e impressionante. Quello che segue è ancora peggio. Non solo il governatore di Adana, Huseyin Avni Cos, è intervenuto per “sbloccare” la situazione e permettere ai camion di proseguire, ma addirittura i magistrati che avevano ordinato l’ispezione e i militari che l’hanno effettuata sono finiti sotto inchiesta per tradimento. Tutta la cronaca è spiegata benissimo nell’articolo di Lettera 43 linkato sopra dove potrete trovare anche copia dei documenti sottratti dagli Hacker.

Ma se il fatto che la Turchia rifornisca di armi i terroristi islamici non è certo una novità, quello che non ci spieghiamo è il totale silenzio dei media occidentali sulla gravissima vicenda e, soprattutto, il silenzio tombale dell’Europa e degli alleati della NATO. E’ una cosa del tutto vergognosa e non accettabile. Tutti sanno che la Turchia rifornisce di armi i peggiori gruppi terroristici del mondo, tutti sanno che usa il possente apparato umanitario di cui dispone per farlo e nessuno dice nulla, ci sono le prove ma si fa finta di nulla, semplicemente e smaccatamente si fa finta di ignorare.

La cosa comica, che in effetti sarebbe drammatica, è che proprio ieri il Ministro degli Interni italiano, Angelino Alfano, era in Turchia per coordinare la lotta al terrorismo islamico, che è un po’ come cercare di salvare i tre porcellini fornendo al lupo un lanciafiamme. Addirittura Alfano ha fatto sapere che da ieri aumenteranno gli scambi di informazione tra le intelligence, così i turchi possono avvisare meglio e con maggiore tempestività i terroristi di dove la coalizione internazionale intende colpire. Davvero un suicidio.

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