L’accordo di libero scambio Usa-Ue? Un suicidio
Nessuno sa cosa sia, ma a dicembre Bruxelles e Washington dovrebbero firmare il TTIP, un patto per liberarizzare i commerci che riserva però brutte sorprese.
«L’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti (il TTIP) è iniquo e rischia di danneggiare i lavoratori. L’Europa non dovrebbe firmarlo». A lanciare l’appello è Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’Economia, secondo il quale «si tratta di un accordo la cui intenzione sarebbe di eliminare gli ostacoli al libero commercio. Tuttavia gli ostacoli al libero scambio sono le regole per la tutela dell’ambiente, della salute, dei consumatori, dei lavoratori». Secondo Stiglitz il trattato «mina le tutele che europei e statunitensi hanno creato in decenni e accresce le disuguaglianze sociali, dando profitti a poche compagnie multinazionali a spese dei cittadini».
Le negoziazioni per il TTIP (acronimo di Transatlantic Trade and Investment Partnership) sono iniziate nel giugno del 2013, ma gli atti di tutte le riunioni tra Usa e Commissione Ue sono secretati. Inoltre, all’interno dei singoli Paesi europei, Italia inclusa, dibattiti per valutare l’impatto dell’accordo sono pressoché inesistenti. Ciononostante il termine delle trattative è ipotizzato per dicembre di quest’anno. È invece previsto per lunedì prossimo, in Maryland, il settimo round dei negoziati.
Per avere informazioni sul TTIP ci si può collegare a questo linkhttp://ec.europa.eu/trade/policy/in-focus/ttip/resources, ma, oltre all’ostacolo della lingua (inglese), i resoconti economici richiedono perlomeno un occhio esperto. Tra le informazioni diffuse dai media emerge che il TTIP potrebbe aumentare gli scambi tra l’economia Usa e quella UE, questo però avverrebbe non abbassando le soglie tariffarie doganali, ma attraverso una regolamentazione unificata transatlantica in materia di ambiente e tutela dei lavoratori, che, come è noto, in Americahanno garanzie minori rispetto all’Europa. Le aziende Usa avranno inoltre accesso agli appalti pubblici per la gestione di servizi essenziali come acqua, sanità e rifiuti.

 

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