Lega: la famiglia naturale è sotto attacco
Lega: la famiglia naturale è sotto attacco
Il Carroccio chiede tolleranza zero sulle violenze contro le sentinelle: la tutela delle minoranze non può diventare la dittatura delle minoranze.
«Tolleranza zero contro gli attacchi – fisici e verbali – alle “sentinelle in piedi” e richiami ai movimenti di opinione che, anche a mezzo stampa, inneggiano alla violenza nei confronti degli attivisti pro-famiglia». Lo chiede in un’interrogazione il deputato leghistaEmanuele Prataviera all’indomani della circolare del ministro dell’Interno Angelino Alfano che impedisce la registrazione delle nozze tra persone dello stesso sesso e dopo le tensioni di piazza esplose in alcune città contro le “sentinelle”, il «movimento di resistenza dei cittadini legato ai valori tradizionali».
Prataviera condanna anche alcuni articoli usciti sulla stampa: «Fatta salva la sacrosanta libertà di opinione, non è accettabile che, in forza di una propria visione “di parte”, si fomentino reazioni violente o che addirittura si descrivano le sentinelle al pari dei soldati SS».
«La famiglia naturale è sotto attacco, e la sua doverosa difesa – dice Prataviera – passa attraverso la tutela della libertà di manifestare pacificamente le proprie idee. La gravità delle violenze di piazza viste nei giorni scorsi è stata sottaciuta ed è un fatto allarmante. La tutela delle minoranze non deve trasformarsi in dittatura delle minoranze».
In Lombardia il Carroccio ha chiesto alla giunta Maroni un’accelerata sulla decisione della data per una “Festa della Famiglia naturale”, come è stato chiesto e approvato con una mozione in Consiglio regionale nei mesi scorsi. L’idea sarebbe quella di farla coincidere con la celebrazione religiosa della Sacra Famiglia.
La mossa di Alfano non ha solo suscitato polemiche e proteste ma ha anche aperto un solco nella maggioranza, con gli esponenti del Pd che fanno a gara per isolare il ministro. Il quale, da parte sua, ha ribadito che di aver solo applicato la legge e che è disponibile a discutere «di norme per sistemare gli aspetti patrimoniali delle coppie non sposate», ma «il matrimonio non può essere tra persone dello stesso sesso. La famiglia non si tocca». La circolare del Viminale è però destinata ad avere effetti molto limitati, visto che molti sindaci hanno già annunciato che non daranno corso alle direttive, annunciando anzi, come nel caso di Bologna, di valutare il ricorso alla magistratura.

 

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