«L’embargo ci sta uccidendo»
Fausto Turcato, direttore generale della Latteria Sociale di Mantova, uno dei principali produttori di Grana Padano: «Stiamo perdendo un mercato importante e in espansione. Migliaia di posti di lavoro a rischio».
«Stanno facendo tutto l’opposto di quello si chiama sostegno alle imprese. Anzi, ci stanno trasformando in terreno di conquista, con aziende sane che diventeranno non più redditizie che saranno svendute a gruppi stranieri». Ecco quello che l’embargo contro la Russia e le conseguenti restrizioni imposte da Mosca stanno provocando nel settore lattiero-caseario. E a poco possono servire i 125 milioni di euro messi in campo dalla Ue per sostenere tutto il settore dell’agroalimentare (che, è bene ricordarlo, nel 2013 ha esportato in Russia merce per 217 milioni di euro). A spiegarlo èFausto Turcato, direttore generale di uno dei soci principali del Consorzio Grana Padano, la Latteria Sociale di Mantova, 20mila forme di Grana Padano esportate in Russia nel 2013.
Turcato, può quantificare il danno che state subendo?
«Un doppio, anzi triplo danno. Non solo infatti non possiamo vendere i nostri prodotti sul mercato russo, uno dei migliori dal punto di vista dell’affidabilità e della crescita, ma i prodotti a basso costo di Paesi come Germania e Olanda, che di solito finivano in Russia, ora ci stanno invadendo, giocando proprio sul prezzo. Il terzo danno è che, mentre noi stiamo fermi perché obbligati a non fare scambi con la Russia, altri produttori emergenti, come la Turchia e la Bielorussia stanno prendendo il nostro posto. E si stanno anche attrezzando per produrre delle imitazioni del nostro grana. Che i russi, in mancanza di alternative, compreranno».

 

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