”L’ITALIA E’ UNO DEI CASI PIU’ PROBLEMATICI DELL’EUROZONA. LA NUOVA CRISI DELL’EURO COVA IN ITALIA” (ZEW, MANNHEIM)
”L’ITALIA E’ UNO DEI CASI PIU’ PROBLEMATICI DELL’EUROZONA. LA NUOVA CRISI DELL’EURO COVA IN ITALIA” (ZEW, MANNHEIM)

Le valutazioni non potrebbero essere piu’ contrastanti: domenica sera Banca d’Italia ha definito i risultati degli stress test europei come “complessivamente rassicuranti”. Lunedi’ le azioni delle banche italiane sono crollate in massa. L’Istituto di credito genovese Carige ha perso quasi il 18 per cento del suo valore mentre la storica Monte dei Paschi di Siena, pur sempre la terza banca del Paese, ha perso piu’ del 22 per cento. E nei test della Banca centrale europea (Bce) le banche italiane hanno incassato un duro colpo: 9 Istituti di credito su 15 non hanno superato la prova.

Il risultato riflette la situazione del Paese: da anni l’economia del Belpaese non cresce piu’, il Pil italiano e’ ai livelli del 1999 e per l’anno in corso gli esperti prevedono un altro bilancio negativo. “Al momento l’Italia e’ uno dei casi piu’ problematici dell’eurozona”, ha dichiarato Clemens Fuest, direttore del centro per la ricerca economica europea (Zew) di Mannheim.

“Un Paese con un’economia che non cresce non puo’ avere banche sane”, ha aggiunto Fuest.

D’altra parte, pero’, l’economia di un Paese non puo’ crescere se le banche sono troppo deboli per finanziare questa crescita: un circolo vizioso. Ed altrettanto nervosi sono gli investitori: gia’ da questa estate, infatti, stanno ritirando i loro soldi dall’Italia.

In agosto e settembre sono stati ritirati 67 miliardi di euro, una cifra che non si vedeva dall’apice della crisi dell’euro nel 2011.

“Il problema delle banche italiane e’ che fanno larga parte delle loro operazioni di credito all’interno e questo fa crescere il pericolo di un aumento dei prestiti a rischio”, ha dichiarato Guntram Wolff, direttore del think tank di Bruxelles “Bruegel”.

In Italia non sono solo le aziende ad essere fortemente dipendenti dalle banche: anche il destino finanziario dello Stato e’ strettamente legato ai suoi Istituti di credito poiche’ li usa come suoi finanziatori. Il debito pubblico dell’Italia e’ enorme, e di recente hanno toccato quota 2100 miliardi di euro: piu’ del 130 per cento del pil del Belpaese. Una situazione che in Europa non ha eguali se non in Grecia.

E’ in Italia che sta covando la crisi dell’euro. La prossima crisi – conclude Zew – avrà inizio in Italia e non sarà risolvibile attraverso le “normali procedure dell’Unione europea”.

Fonte:

ilnord.it

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