Matteo Salvini e Fiom insieme a Legnano davanti ai cancelli della Franco Tosi
Matteo Salvini e Fiom insieme a Legnano davanti ai cancelli della Franco Tosi

— Articoli di Marzio Brusini pubblicato su huffingtonpost.it —

Prima uscita ufficiale di Matteo Salvini insieme alla Fiom oggi alle 15 a Legnano. Davanti ai cancelli della Franco Tosi, storica azienda metalmeccanica, insieme per sostenere la lotta dei 300 dipendenti che rischiano il posto di lavoro. La Tosi, a rischio fallimento da anni, è in attesa di conoscere il proprio destino dopo che il commissario straordinario Andrea Lolli ha aperto ieri le buste delle offerte giunte per il nuovo bando.

Oltre 300 lavoratori e famiglie con il fiato sospeso per le quattro proposte (l’indiana Patel e l’italiana Termomeccanica oltre ad un imprenditore brianzolo e uno bresciano). Quindi sembra appurato che qualcuno intenzionato ad acquisire la Franco Tosi Meccanica ci sia, anche se i dubbi sono sempre dietro l’angolo. Dubbi alimentati anche dal ruolo delle compagini politiche il Pd in primis. Se dalla fabbrica arrivano perplessità circa i continui rinvii di Lolli (“abbiamo il sospetto che il Pd di cui il commissario straordinario sarebbe emanazione abbia intenzione di spacchettare l’azienda e rivenderla come uno spezzatino” sussurrano alcuni sindacalisti da dietro di cancelli”) Matteo Salvini e la Fiom sembrano intenzionati a dare battaglia.

La prima volta insieme pubblicamente ma da molti mesi all’opera per spronare il governo a trovare delle soluzioni che salvino il posto di lavoro agli operai della Tosi. “E’ da tempo che dialogo con la Fiom – spiega Salvini mentre in macchina da raggiungendo Legnano – per il rilancio di una delle più celebri aziende italiane come peraltro sul referendum per abrogare la legge Fornero. Il governo Renzi, come i predecessori, mancano deliberatamente di una seria politica industriale. Mi sembrano legittimi i sospetti dei lavoratori per questi continui rinvii. Il lavoro non può aspettare e neppure la serenità per le famiglie coinvolte. Neppure l’impianto industriale nazionale che mi sembra sempre più evidente voglia essere svenduto. E se con la Fiom dialoghiamo non mi sembra nulla di incredibile. Sui temi come l’occupazione e la politica industriale ben venga chiunque sia di sinistra sia di destra. Le barriere ideologiche cadono laddove è messo a repentaglio il lavoro.” Il segretario generale della Fiom di Legnano Renato Esmeraldi non si scompone: “siamo pronti a dialogare con chiunque abbia a cuore le sorti della Tosi quindi ben venga Salvini. Siamo indipendenti dalla politica ma alla politica chiediamo di darsi da fare.” Barriere che cadono e simboli che si scambiano per l’Altro Matteo: “le felpe sono in effetti un must mio e di Landini. Magari oggi coi rappresentanti della Fiom potremmo scambiarcele. Lo scandalo non è questo come a sinistra qualcuno vorrebbe far credere. La vergogna è che il lavoro sia stato dimenticato come priorità. A sinistra come a destra.”

Marzio Brusini, l’huffingtonpost

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