Matteo Salvini: Nel centrodestra per unire l’opposizione, non per dividere
Matteo Salvini: Nel centrodestra per unire l’opposizione, non per dividere

Centrodestra alle grandi manovre. Se il leader leghista Matteo Salvini è sempre più popolare, e molti sondaggi lo danno come candidato ideale nella sfida contro “l’altro Matteo”, in Forza Italia questa prospettiva sta spingendo la dirigenza ad una presa di posizione comprensibilmente “prudente”.
Al punto che l’eurodeputato e consigliere politico del centrodestraGiovanni Toti si è spinto a proferire un sostanziale altolà: «Matteo, attento a non fare la fine di Gianfranco Fini e Mario Monti. Chiunque ha pensato a coalizzare il centrodestra prescindendo da Berlusconi e Forza Italia non ha fatto una bella fine».
Toti, in un’intervista a Il Giornale, riferendosi appunto alle aspirazioni da leader del centrodestra, da parte del segretario della Lega Nord, dà una valutazione politica della linea di Salvini non certo dal suo punto di vista benevola. Il segretario del Carroccio, secondo Toti, «persegue un’operazione politica chiara: sdoganare la Lega da partito territoriale a partito nazionale con una connotazione lepenista». «Molti dei temi immigrazione, euro, politiche di Bruxelles da rivedere sono assolutamente condivisibili», ammette. Però vuole precisare: «solo che il loro svolgimento necessita di una mediazione, con la sua linea politica si prende qualche voto in più a destra ma si abbandona il centro moderato e non si costruisce un programma alternativo aRenzi che possa avere la fiducia degli italiani. Anche all’estero partiti esclusivamente antisistema come il Front National in Francia o l’Ukip in Inghilterra hanno raccolto molti voti ma non governano», conclude l’eurodeputato di Fi. Dimenticandosi però di osservare che, con le prossime tornate elettorali, sia l’Ukip (che comunque ha visioni non del tutto congruenti con quelle del Carroccio) sia il Fn saranno nelle condizioni di ambire ai vertici del governo o, nel caso francese, direttamente alla presidenza della Repubblica.
La risposta del leader leghista è innanzitutto arrivata sulla sua pagina Facebook. «Leggo delle preoccupazioni di Forza Italia, Fdi e pochi altri per la mia proposta di costruire un’alternativa concreta a Renzi. Mi spiace per loro, sbagliano a preoccuparsi». «Io – ha poi aggiunto – non ho ambizioni personali o “trame segrete”, io non voglio dividere ma unire, sto solo lavorando per un progetto, non solo economico ma anche di valori, che guardi al futuro dei nostri figli, al loro benessere, al loro lavoro, alla loro sicurezza. Sono sicuro che, con coraggio e onestà, saremo maggioranza». «Vogliamo rilanciare la costruzione di un’alternativa a Renzi – ha poi dichiarato Salvini in una videointervista al direttore de la Padania Aurora Lussana pubblicata sul nostro sito- sull’immigrazione, sull’Europa, che ancora oggi difende l’euro, non ha capito o non ha voglia di capire».
Il segretario del Carroccio ha quindi parlato di «temi concreti, dalla scuola alla famiglia, alle alluvioni da evitare e da non piangere con i minuti di silenzio, per cui servono soldi che i Comuni oggi non possono spendere per il patto di stabilità». «Insomma, un centrodestra – ha proseguito – che definire centrodestra è riduttivo». Meglio dire «un’alternativa a Renzi che possa raduanre ambientalisti, casalinghe, farmacisti… gente che è tornata ad avere una speranza. La mia soddisfazione è che sul sito de la Padania e sui social network stiamo tornando a parlare alla gente che magari mi scrive di non votare da dieci anni, ma adesso ci vuole credere. Spero che questo non agiti nessuno, perché è un messaggio positivo, non è un messaggio divisivo. Un messaggio che unisce».
Da segnalare, nel quadro del Centrodestra, anche il dibattito interno alla Lega, con le dichiarazioni del sindaco di Verona Flavio Tosi che, in diverse interviste ai quotidiani dichiara che «nella Lega sono stato il primo a dire che la secessione non si poteva fare, che ci voleva un progetto di respiro nazionale che allargasse il centrodestra. Mi fa piacere che oggi si percorra quella strada. Poi, certo, ci sono i contenuti, e su questo ho le mie opinioni, diverse da quelle del segretario federale», a cominiciare dall’uscita dall’euro ritenuta da Tosi «impossibile». Secondo il sindaco di Verona, intervistato da Repubblica, un partito troppo schiacciato a destra «è il modo migliore per far vincere Renzi a mani basse». Tosi è anche convinto che «se per fermare Renzi vuoi coagulare un soggetto nuovo, questo dev’essere di centrodestra. Da sola, la destra non basta e non vince». Per tornare a Forza Italia, l’eurodeputato Raffaele Fitto, nel corso di una conferenza stampa alla Camera sulle modifiche alla Legge di stabilità, assicura di non essere affatto preoccupato della possibilità che la Lega lanci un’opa sul centrodestra. «Con la Lega io ho dei punti in comune e altri di dissenso – premette – ma è proprio dai contenuti che si deve partire per costruire il centrodestra».
«Salvini fa il suo, è passato dalla secessione alla successione e ora occupa uno spazio. Tocca a Forza Italia tornare a fare il proprio ruolo», conclude.

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