Lampedusa, sbarchi senza sosta

Renzi: no al Mediterraneo cimitero. E i morti di Mare Nostrum?

Di ritorno dagli Usa, il premier affida lo sproloquio quotidiano a un videomessaggio, “dimenticando” una delle facce oscure dell’operazione. Intanto, mentre era in volo, ne sono arrivati altri 354.
Di ritorno dagli Stati Uniti, Matteo Renzi affida il suo sproloquio quotidiano a un videomessaggio per ammonire che il Mediterraneo non dev’essere «il cimitero del mondo». Peccato che, anche grazie a Mare Nostrum, continui ad esserlo, con centinaia di immigrati che ogni giorno si affrettano a partire verso le nostre coste su ogni genere di imbarcazione, anche la più precaria, prima che finisca la bella stagione e contando sul passaggio loro gentilmente offerto dalla Marina Militare italiana. E con conseguenti altri naufragi, morti e dispersi: a meno di un anno dall’inizio della sciagurata operazione, le vittime si contano a migliaia.
È andata bene l’altra notte ai 118 clandestini (dei quali 68 uomini e 50 fra donne e bambini) di origine siriana soccorsi dalla Guardia costiera. Intorno alle 20 di venerdì è arrivata alla Centrale operativa di Roma, tramite un Gsm, la consueta richiesta d’aiuto da un motopesca che segnalava di essere in navigazione in prossimità delle nostre coste. Dopo aver individuato la posizione dei clandestini, la Centrale operativa ha inviato in zona due motovedette della Guardia Costiera e ha dirottato la motonave Diego, battente bandiera italiana. Raggiunto il barcone, a 123 miglia a sud-est di Portopalo di Capo Passero, nel Siracusano, la motonave ha atteso l’arrivo delle motovedette che, intorno alle 23.15, hanno effettuato il trasbordo dei clandestini, poi fatti sbarcare nel porto di Augusta alle 3 di notte. Sempre ieri, nel porto di Pozzallo (Ragusa) sono arrivati in 166 a bordo di una nave battente bandiera panamense. Fra i sedicenti profughi anche 19 donne e venti minori. Due donne, in stato di gravidanza, sono state ricoverate nella divisione di ostetricia dell’ospedale di Modica.
«Noi vogliamo che il Mediterraneo sia il cuore dell’Europa e non il cimitero del mondo. Vogliamo che il Mediterraneo torni a essere il luogo dove persone di culture e religioni diverse possano tornare a dialogare e costruire quella pace che manca in Libia e in Palestina». Così il premier sull’aereo che lo riporta in Italia dopo la visita negli Usa. Il presidente del Consiglio ha ripercorso le tappe del suo viaggio, in particolare il palazzo dell’Onu «dove tante speranze sono riposte dai diseredati e senza diritti di tutto il mondo. Nel mio intervento alle Nazioni unite, portando la voce dell’Italia – ha aggiunto Renzi – ho voluto portare la dignità e l’orgoglio di 60 milioni di italiani. Ma ho voluto portare anche la voce degli 80 mila (in realtà quasi il doppio, nda) salvati dalla Marina nell’operazione Mare Nostrum, che sono stati strappati dal Mediterraneo». E regalati all’Italia.

 

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