Salvini: Dal mio tour in Emilia parte la spallata al governo Renzi
Salvini: Dal mio tour in Emilia parte la spallata al governo Renzi
Il segretario lancia da Bologna la corsa di Alan Fabbri per le regionali. Alla presenza degli alleati Toti (FI) e Meloni (Fd’I), ha sfidato Bonaccini, l’uomo di un Pd che teme il flop.
«Da domenica salgo sul camper e parte il tour in Emilia Romagna. La spallata al governo Renzi parte da qui. Sfidiamo sui contenuti il “fantasma rosso”, che deve scordarsi di aver già vinto in partenza».Matteo Salvini lancia la corsa di Alan Fabbri per l’Emilia Romagna. Lo fa da Bologna, hotel Savoia Regency, dove ieri, alla presenza degli alleati Toti (FI) e Meloni (Fd’I), ha subito sfidato Bonaccini, l’uomo di un Pd che teme il flop e che si aggrappa a Renzi per cercare di evitare la fuga dalle urne. Così, mentre Ixè sancisce il sorpasso di Salvini su Grillo, parte la missione Emilia e Romagna, perché «ormai Bologna è peggio di Cuba», quanto a strapotere rosso. La sfida sui contenuti è partita. «Il Pd di Bonaccini firmi la nostra mozione per fermare immediatamente la vergogna delle cartelle Equitalia ai terremotati». La notizia è esplosa in questi giorni perché terminata la sospensione delle imposte post sisma, le riscossioni si stanno accanendo sulle vittime del sisma, pretendendo il saldo di mesi arretrati.
Lavoro, sanità, ricostruzione post sisma e post calamità: Fabbri punta sulla sua esperienza da sindaco e – mostrando il suo ultimo manifestato a tv e fotografi – fa il verso a Tom Cruise: “Altro che mission impossible, la nostra sfida è ‘possible”. Lo slogan, non a caso, è “scegli un sindaco”. La missione è “dare priorità alla nostra gente».
Ieri il primo atto. Terminato l’appuntamento di Bologna Salvini e Fabbri hanno dirottato nel piacentino. Prima della tradizionale festa della Zucca, in valtidone, tappa a Calendasco dove da almeno 3 anni clandestini alloggiano in un ostello e due anni fa, scaduto il tempo di permanenza, qualcuno di loro ha protestato sequestrando il titolare e spaccando le vetrine.
«Emiliani terremotati in roulotte e clandestini in hotel di lusso e ostelli. Una vergogna. Con Fabbri in Regione, gli ostelli oggi regalati ai clandestini li metteremo a disposizione della nostra gente», ha annunciato Salvini.
In Comune, a Bondeno, da che Fabbri si è insediato, prima col 57% poi col 65% dei consensi, «abbiamo cambiato il regolamento per le case popolari. E i primi assegnatari sono diventati italiani». Ora il progetto è allargare questo modello a tutta l’Emilia Romagna. Sul lavoro la sfida si gioca «non sulle carte o su patti fumosi, ma su investimenti». Chiara stilettata a Bonaccini che da giorni propone un «patto per il lavoro» con le parti sociali come punto qualificante del suo programma. Sulle infrastrutture: «Con 15 miliardi di tasse regalate a Roma ogni anno le opere importanti (in primis Cispadana ed E45) le avremmo fatte in sei mesi, in realtà le stiamo aspettando da decenni». Sanità: «Ma quale eccellenza? La verità è che la gente migra in Veneto, perché là – grazie a un sistema realmente virtuoso – per una risonanza magnetica basta una settimana di attesa, non 85 giorni come in Emilia Romagna». «Il sistema Pd fa flop, altro che eccellenza».
Da Bologna, Salvini ha parlato a lungo anche di politica italiana. Iniziando da una colorita definizione per commentare la riforma del lavoro del governo Rezi: «Il Jobs act è una pippa», ha detto senza mezzi termini. Per uscire dalla crisi e fermare la disoccupazione «O si cancellano gli studi di settore -prosegue Salvini- o la legge Fornero o si riducono della metà le tasse con una flat tax o sono tutte balle che purtroppo vengono smontate». «Abbiamo firmato la richiesta di dimissioni di Alfano sia alla Camera che al Senato, io i manganelli li userei su altri, non sugli operai», questo il passaggio che il segretario della Lega riserva ai fatti di Roma durante il corteo della Fiom. «Renzi non è l’imperatore – ha detto ancora – l’alternativa esiste, l’Italia può tornare a correre ma non con le ricette della sinistra», rimarcando che «il centrodestra deve avere coraggio, coerenza e dignità».
«La Lega è a disposizione, io mi metto a disposizione per la maggioranza degli italiani che vuole tornare a correre, lavorare e sperare» ha rimarcato Salvini dicendosi convinto che «il pallone gonfiato di Renzi, tanto in fretta si è gonfiato altrettanto in fretta si sgonfierà». Sulla vicenda Montepaschi, «penso si stia sgretolando il sistema di quelli che erano moralmente superiori, questi probabilmente sono peggiori di tutti gli altri». «Prime condanne – ha poi commentato – a tre anni e 6 mesi, per gli ex vertici del Monte Paschi Siena. Vittoria, finalmente il muro rosso comincia a crollare. Siamo solo all’inizio. Renzi non è il caso di chiedere scusa?»
Infine, a gli chiedeva un commento sui rapporti interni alla Lega in particolare in riferimento a quelli con il sindaco di Verona Flavio Tosi, ha risposto che «i rivali ci sono in un partito che perde e vivacchia al 2-3%, in un partito che vuole tornare a superare il 10% ed essere l’alternativa a Renzi c’è posto per tutti, avercene di rivali come Tosi». All’interno della Lega, ha aggiunto Salvini «c’è abbondanza di nomi e di idee». Quanto agli equilibri interni al partito, che coinvolgerebbero anche il presidente lombardo RobertoMaroni, Salvini getta acqua sul fuoco e osserva che «ci sono quelli del Pd che si prendono a manganellate in testa ed è considerato dibattito interno». «Io sono felice – ha concluso – non sono preoccupato e saremo noi l’alternativa a Renzi, ne sono strasicuro».

 

Condividi: