Sinistra violenta, nel mirino le “sentinelle” della famiglia
Sinistra violenta, nel mirino le “sentinelle” della famiglia
In varie piazze aggrediti i militanti del movimento che contesta la legge sull’omofobia, i casi più gravi a Rovereto e Bologna. La Lega solidarizza e chiede di garantire il diritto di manifestare.
Le “sentinelle in piedi”, movimento che si batte per i valori della famiglia tradizionale e protesta contro la legge sull’omofobia, sono tornate a manifestare pacificamente domenica scorsa in diverse piazze italiane. E in diversi casi sono state aggredite a botte, spintoni e sputi. Gli episodi più gravi sono accaduti a Rovereto, con diversi feriti, e a Bologna dove a farne le spese è stato un agente colpito durante scontri con esponenti dei centri sociali.
In Trentino, secondo quanto denuncia il movimento Pro Vita, «prima ancora dell’inizio della pacifica manifestazione a Rovereto, una ventina di sedicenti anarchici hanno aggredito i manifestanti. Le forze dell’ordine erano assenti: un agente ha ammesso che forse avrebbero dovuto arrivare prima. In particolare, un sacerdote non proprio giovanissimo, amico e sostenitore di Pro Vita, Don Matteo Graziola, è stato fatto oggetto di lancio di uova, è stato percosso, gli sono stati sottratti e distrutti effetti personali; uno dei portavoce delle Sentinelle ha subito contusioni al volto. I due sono stati portati via in ambulanza: questa – osservano – è la “democrazia, tolleranza, accoglienza, inclusione, non discriminazione”, come la intendono i sostenitori della legge Scalfarotto e dell’ideologia gender».
«Con questa legge – spiegano le “sentinelle” – chiunque faccia riferimento ad un modello di famiglia fondato sull’unione tra un uomo e una donna o sia contrario all’adozione di bambini da parte di coppie formate da persone dello stesso sesso, potrebbe essere denunciato e rischiare fino a un anno e sei mesi di carcere. Noi non accettiamo di non poter esprimere le nostre opinioni. La nostra è una rete apartitica e aconfessionale: con noi vegliano donne, uomini, bambini, anziani, operai, avvocati, insegnanti, impiegati, cattolici, musulmani, ortodossi, persone di qualunque orientamento sessuale, perché la libertà d’espressione non ha religione o appartenenza politica, ci riguarda tutti e ci interessa tutti». Tensioni si sono registrate anche durante le veglie organizzate a Milano, Torino, Pisa, Genova, Aosta e Napoli, spesso con la presenza di contestatori violenti.
«Ma questi violenti di sinistra, una mamma e un papà non ce li hanno? – si chiede il Segretario federale della Lega, Matteo Salvini-. Massima solidarietà a chi manifesta, pacificamente, per le proprie idee». Lorenzo Fontana, eurodeputato leghista, ha già ha presentato un’interrogazione parlamentare alla Commissione europea e dichiara: «Gli illuminati liberal-progressisti, hanno gettato la maschera. Se la prendono con madri e padri, anziani, giovani donne e preti che manifestano pacificamente per la difesa della famiglia».
«Davvero un brutto episodio quello occorso a piazza Loreto a Rovereto contro un gruppo di inermi “Sentinelle in piedi”, impegnate nella difesa dei più autentici valori del popolo trentino. Ancora una volta, gli animi esagitati degli anarchici non hanno trovato di meglio che rispondere con la violenza a danno di chi è solo colpevole di professare pacificamente le proprie idee», scrive in una nota il senatore trentino della Lega Nord Sergio Divina. «Oltre a esprimere la mia personale e incondizionata solidarietà alle persone aggredite dal blitz anarchico – aggiunge Divina – voglio fermamente sollecitare i responsabili delle forze dell’ordine a iniziare dal Commissario di Governo Squarcina e dal questore Iacobone, affinché mettano in campo ogni sforzo sia per individuare i responsabili dell’accaduto, ma soprattutto per garantire la possibilità di esprimere pacificamente le proprie idee nei luoghi pubblici del nostro Trentino».
A Bologna il capogruppo della Lega Nord in Comune, Manes Bernardini, ha chiesto la chiusura dei centri sociali coinvolti nei tafferugli in centro, Daspo per i loro rappresentanti, espulsione dall’Università per coloro che si rendono colpevoli di questo tipo di episodi ed esclusione di queste associazioni e collettivi da qualsiasi bando del Comune e dalla possibilità di ricevere aiuti pubblici. L’esponente del Carroccio, che cita in particolare il Tpo e su Facebook parla di una «giornata di ordinaria follia», che ha presentato un ordine del giorno, avverte che «Bologna non può più essere ostaggio di questi soggetti».

 

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