“Le vostre vite in mano ai precari”: l’urlo dei pompieri contro il governo

Pompieri: “Troppi tagli del governo e tanti precari”

Stanno arrivando i tagli alla pubblica amministrazione e c’è chi non è contento. Tra loro anche i pompieri, il corpo dello Stato con più precari e pagato meno.

“Siamo già il corpo dello Stato meno retribuito tra tutti. Cos’altro vuol tagliare Renzi?” una domanda che Antonio Brizzi, segretario generale del Conapo, il sindacato autonomo dei vigili del fuoco, si era già fatto tempo fa, quando Renzi aveva annunciato i tagli che avrebbero coinvolto la pubblica amministrazione. In effetti molte sigle sindacali dei vigili del fuoco, dai sindacati autonomi a quelli di base, lamentano problematiche diverse, dovute tutte alla scure dell’austerità: carenza di personale e di mezzi, stipendi bassi anche rispetto alle altre forze dell’ordine, sprechi nella gestione amministriva e ministeriale.

Su quest’ultimo aspetto Conapo aveva fatto una proposta per risparmiare in tempi di crisi. Ce l’ha spiegata Antonio Brizzi, segretario nazionale:

All’interno del ministero dell’Interno abbiamo chiesto l’accorpamento in un unico dipartimento, in modo da poter tagliare le spese che riguardano i dirigenti. Gli sprechi sono lì, no tra noi che siamo sempre in prima linea

Su questo pare che sia stato fatto un piccolo passo avanti:

Il governo ha allo studio la nostra proposta dell’accorpamento dei vigili nel dipartimento di pubblica sicurezza. Su questo tema c’è poi una divisione sindacale, visto che alcune sigle preferirebbero accorpare vigili del fuoco e protezione civile. In ogni caso l’idea è quella di un taglio nella parte amministrativa per lasciare inalterati i corpi

Intanto il sottosegretario all’Interno Gianpiero Bocci, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione della nuova sede della Direzione regionale dei Vigili del Fuoco a Roma, si è espresso contro la precarietà che dilaga nel corpo:

Un corpo nazionale, che fa soccorso pubblico ed è una fabbrica di precari, è un corpo nazionale che non investe più, sopravvive nel presente e non si preoccupa del domani. Non è possibile averne in un corpo dello Stato

E’ proprio Bocci che ha fatto sue le richieste dei vigili dando il via ad alcuni provvedimenti legislativi sul tema, uno dei quali “per stabilizzare duemila pompieri, attraverso i 120 milioni di euro che ogni anno lo Stato spendeva per i lavoratori precari – continua Brizzi – così da assumere senza gravare ulteriormente sulle casse dello Stato”.

Eppure la crisi dei pompieri non sembra essere pronta a rientrare. Poco tempo fa, dopo le dichiarazioni di Renzi sul “grasso che cola” sulla Pubblica amministrazione, il sindacato di base dei vigili Usb aveva risposto al premier, spiegando come in Europa i colleghi degli altri Paesi fossero trattati in maniera diversa: “La media è un vigile del fuoco ogni mille e 500 abitanti, nel paese di Renzi c’è un vigile del fuoco ogni 15mila abitanti, una differenza elevata grazie ai tagli subìti ed al blocco delle assunzioni”.

Secondo i dati del sindacato di base i precari nel corpo sarebbe ben 150mila: “Lavorano venti giorni l’anno e solo grazie a questi lavoratori si riesce appena a  garantire una squadra standard”. Sembra quindi che il personale manchi ancora ma non solo: “Lavoriamo con mezzi obsoleti, costretti a fermi forzati lungo la strada e quindi impossibilitati a prestare soccorso. Ci sono squadre di intervento con un solo vigile del fuoco effettivo, in piena violazione dei regolamenti vigenti”.

Ma la cosa che stupisce di più riguarda gli eventi straordinari, come terremoti, alluvioni e disastri ferroviari: “Il lavoro svolto durante i terremoti (l’Aquila, l’Emilia, le Marche), le alluvioni da nord a sud, il disastro ferroviario di Viareggio, l’affondamento della Concordia, è ancora da retribuire e i contratti saranno ancora bloccati almeno a tutto il 2015”. Insomma le emergenze continuano ad esserci, quello che manca sono i soldi per pagare gli arretrati.
 

Fonte:

today.it

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